Recensione: "MR MERCEDES" di Stephen King.

Mr. Mercedes è una guerra tra il bene e il male, un romanzo partorito dal maestro della suspense la cui comprensione della mente di questo ossessionato folle assassino è agghiacciante e indimenticabile.



Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Thriller ( hard boiled)
Pagine: 480
Prezzo:  € 16,92
Uscita: 30 Settembre 2014



Sinossi:

Nelle prime ore di una fredda mattinata, in un'angosciosa cittadina del Midwest, centinaia di disoccupati disperati sono disposti in fila, per cercare un posto di lavoro in una job fair. Senza preavviso, un pilota solitario procede a fatica con una Mercedes rubata attraverso la folla di gente, pronto a colpire la sua vittima. Otto persone vengono uccise, quindici i feriti. Il killer fugge.
In un'altra parte della città, mesi dopo, un poliziotto in pensione di nome Bill Hodges è ancora ossessionato dal crimine irrisolto. Ma quando arriva una folle lettera da parte di qualcuno che si auto-identifica come l’autore dei delitti e minaccia di fare un nuovo attacco ancora più diabolico, Hodges si risveglia dal pensionamento, che lo aveva reso depresso, deciso a prevenire un'altra tragedia.
Brady Hartfield vive con la madre alcolizzata nella casa in cui è nato. Ama la sensazione della morte sotto le ruote della Mercedes, e vuole rifare ciò che ha fatto. Solo Bill Hodges, affiancato da strani amici, è in grado di catturare l'assassino prima che colpisca di nuovo. Questa volta non hanno tempo da perdere, perché la prossima missione di Brady, se riesce, sarà ucciderne o mutilarne migliaia.


La trilogia (ancora senza nome) è al momento così composta:
1 - Mr. MERCEDES
2 - Finders Keepers (previsto per il 2015)
3 - a seguire...





“Ancora una volta il re mostra la gamma e la versatilità della sua scrittura, così come la potenza pura della sua narrazione”
Philippa Pride - editor della Hodder & Stoughton

"I fan potrebbero ritrovarsi a girare furiosamente le pagine nel cuore della notte" 
The Seattle Time

L'autore:

STEPHEN KING, acclamato genio della letteratura internazionale, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, a sua volta scrittrice. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto 400 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner e Frank Darabont. Nel 2003 gli è stata assegnata la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 l'associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award. 
                                           

Recensione a cura di LuciaG:
Ho avuto uno shock, leggendo le prime pagine di questo thriller targato Stephen King. Non riconoscevo assolutamente lo stile narrativo che gli è proprio, a cui sono abituata ormai da trent’anni. A parte le storie della saga della Torre Nera, ho letto ogni virgola da lui prodotta e so come scrive. Riconoscerei la sua mano a una prima occhiata. Il suo stile è morbido, elegante senza essere pomposo, immediato e spesso orribilmente divertente. E mai, in trentacinque anni e passa di carriera, Stephen King ha scritto un romanzo usando il tempo presente indicativo, con frasi fredde, brevi e spezzate come pietre. Magari efficaci, ma diverse dal solito. Tanto diverse. Troppo diverse. Mi sono sentita totalmente spiazzata e per alcuni giorni ho abbandonato il libro. Non so cosa sia successo a Steve in questa tornata; io un’idea ce l’ho, ma non posso esprimerla in modo totalmente esplicito in questa sede. Cercate di capirmi, ok? A buon intenditor... eccetera eccetera.
Però c’è la storia. E la storia è una di quelle che ti tengono incollata alle pagine.
C’è Hodges, poliziotto in pensione, che trascorre ormai le sue giornate a guardare squallidi programmi televisivi e, di tanto in tanto, accarezza con troppo affetto la propria pistola d’ordinanza; c’è uno strano ragazzo, con un concetto di divertimento ancora più bizzarro, ossia far più male possibile al prossimo e ingaggiare una specie di sfida a distanza con Hodges, che negli ultimi mesi della propria carriera aveva indagato a vuoto sulla strage perpetrata da Mr Mercedes.
Il libro è una continua alternanza tra il POV di Hodges e quello di Brady, il killer, ancora più terrificante perché del tutto comune: nell’aspetto, nel lavoro, in tutto quello che costituisce la sua esteriorità. Nessuno lo nota mai, e lui ne è ben contento, perché può agire indisturbato. Spia la gente muovendosi per la città con la macchina dello store di computer per cui lavora, o con il camioncino dei gelati. Vede tutto, senza essere visto. Sceglie il proprio modus operandi seguendo spesso un impulso momentaneo e sfida gli altri e la sorte stessa, perché in fondo non gli importa di quello che gli accadrà. Tutto quello che desidera davvero è il BUIO, visto come un post mortem fatto di pace e di silenzio. Solo che non vuole andarci da solo. Anche lui vuole essere ricordato e preferisce portare con sé quanta più gente possibile.
È quasi impossibile parteggiare per un essere che si compiace della propria cattiveria e gioisce per aver investito anche una neonata, la notte della strage con la Mercedes; ho riso tanto, anzi, quando parte del male che progetta gli si ritorce contro, anche se non vi dirò come. Mi ha, però, colpito parecchio il suo mondo fatto di SENZA. Senza amici. Senza famiglia, e quel poco che gli rimane di essa – la madre alcolizzata, che ha con lui un rapporto del tutto insano – che non ha di certo giovato alla sua sanità mentale. Senza amore carnale. Senza niente, tranne un cervello che ha smesso da tempo di lavorare nella giusta direzione. Non si lamenta mai della sua condizione, non davvero, ma dentro di sé si capisce che il suo unico anelito è andarsene e nel modo più rumoroso e crudele possibile, forse per punire il mondo intero per la sua non-esistenza.
Per Hodges, d’altro canto, Brady è la cura per l’apatia che lo sta a poco a poco stritolando. Grazie a lui, ritrova uno scopo per alzarsi dal letto e per vivere, letteralmente. I due non si incontrano mai, se non su un sito di chat, in cui Hodges mette in dubbio la paternità della strage da parte di Brady, col preciso intento di farlo infuriare e indurlo a scoprire le proprie carte. Riesce nel proprio intento, ma si accorgerà presto che far incazzare un killer assolutamente privo di coscienza ha un costo, e potrebbe essere molto alto.
Le ultime fasi del libro sono veramente al cardiopalma; ad aiutare Hodges si aggiungono due personaggi che ho trovato veramente azzeccati, specie Holly, che è un tipo davvero particolare e avrà un ruolo decisivo per la risoluzione della storia… che non è scontata come potreste immaginare.
Insomma, la vicenda, col suo ritmo incalzante, è davvero coinvolgente. Spero solo che Steve ritorni a scrivere nel modo in cui ci è abituati.
Quattro stelline senza dubbio per un thriller con tutti i crismi.



Voto:


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