mercoledì 30 settembre 2015

Recensione: "IL SEGNO DELL'AQUILA" di Marco Buticchi





Genere: Romanzo Contemporaneo
Editore: Longanesi
Pagine: 423
Prezzo Ebook: € 9,99
Prezzo Cartaceo:  € 15,00
Uscita: 27 Agosto 2015








 Sinossi:

Monsignor Fausto Denagua ha molti anni e molte doti, tranne quelle che dovrebbe possedere un uomo di Chiesa. La sua strada incrocia quella di Oswald Breil dopo la scomparsa di una ricercatrice, e lo scontro si fa subito aspro perché, come Breil ripete spesso, non tutto è come sembra… 

La lotta è impari: il nemico è potente, ha mezzi sconfinati e soprattutto ha come alleati l’Isis e il suo feroce esercito. Manca giusto un anello della catena perché il Male abbia il sopravvento. Un anello che solo il rinvenimento di un antico sepolcro riuscirebbe a saldare. Ma l’ubicazione di quel sepolcro è avvolta nella leggenda…
E la leggenda corre a ritroso sino ad approdare alla Roma dei re.
L’adolescente Vel vive a Tarquinia sotto il regno del Superbo, sovrano corrotto e spietato che lascia mano libera al suo altrettanto crudele figlio, Sesto Tarquinio. Sarà proprio quest’ultimo a sconvolgere la vita di Vel, costringendolo a vagare alla ricerca dei propri cari in un mondo ricco di pericoli e di avventure. Un peregrinare che porterà l’etrusco tra le braccia di un amore tanto indissolubile quanto tormentato e costringerà Vel a ingegnarsi per sopravvivere, sino a diventare un brillante architetto: il progettista preferito da re e imperatori.
Il maestro dell’avventura Marco Buticchi si destreggia questa volta tra i fasti delle antiche civiltà e le colpe di un Occidente moderno inspiegabilmente sordo alle terribili provocazioni dell’Isis. 
Era il lontano 1998 quando mi capitò per le mani il libro Le pietre della luna di Marco Buticchi, uno scrittore italiano che all'epoca non conoscevo e pubblicato dalla casa editrice Longanesi, che ora lo annovera come l'unico italiano presente nella collana “I maestri dell'Avventura”. Be’, inutile dirlo, ma fu amore dalla prima lettura!
Avevo sempre amato i romanzi d'avventura, sia i classici di fine 800 che i più recenti come Wilbur Smith, Clive Cussler, e il Sig. Buticchi per me aveva tutte le carte in regola per diventare il mio preferito in assoluto!
L'autore è solito narrare le sue storie tra passato antico e presente, mandando i suoi protagonisti alla ricerca di leggendari tesori perduti. Ha la straordinaria capacità di riuscire sempre a mantenere vivo l'interesse del lettore, mescolando la storia reale con le sue teorie romanzate. Buticchi, inoltre, ci ricorda sempre che il confine tra finzione e realtà è molto labile, e molte volte la realtà supera la finzione letteraria. C'è molta ricerca nei suoi libri e alla fine del romanzo si può consultare una raccolta di fonti storiche, nel caso il lettore volesse approfondire l'argomento.
Il segno dell'aquila è il decimo capitolo delle avventure del “piccolo uomo” Oswald Breil, il protagonista di tutti i romanzi dell'autore: un personaggio carismatico, al limite della definizione di nano, ma dal passato tutt'altro che consono per un uomo che non rappresenti il macho per antonomasia dei romanzi d'avventura. Breil è stato un ex agente del Mossad e per un periodo ha ricoperto anche il ruolo di Primo Ministro Israeliano, dedicando la sua vita a salvare il mondo da celle terroristiche e alternando a questa sua attività ricerche archeologiche destinate a svelare antichi misteri. L'autore ha fatto una scelta coraggiosa scegliendo un protagonista così inusuale: siamo soliti trovare protagonisti belli, giovani, con fisici possenti e tutte le donne ai loro piedi, mentre Breil è quasi un antieroe, se mi permettere il termine. In lui c'è il perfetto equilibrio tra forza e intelligenza fuori dal comune, che gli consente di cavarsela in ogni circostanza.
In quest’ultimo romanzo, la ricerca di un tesoro leggendario di origine etrusca si alterna alla grande piaga del commercio d'organi, causa della scomparsa di migliaia di persone ogni anno e intrecciata alla nascita e avanzata dell'esercito dell'Isis, il Califfato che vuole conquistare l'Europa e il mondo sotto la bandiera del fanatismo religioso. Un romanzo che è sì una storia inventata dall'autore, ma che mi fa fatto riflettere su cosa succeda ogni giorno in quei territori martoriati da anni di guerre e dall'intensificarsi degli interessi economici che superano la volontà di mettere fine a questo conflitto.
Forse qualcuno troverà un po' forzato il continuo mettere ostacoli, che sembrano davvero non finire mai, al raggiungimento della felicità dell'antico etrusco Vel, il protagonista delle vicende ambientate nella parte storica del romanzo: ogni volta che sembrava riuscire a ricongiungersi alla sua famiglia, gli veniva strappata, ma ci sta che all'eroe ne capiti sempre una! Chi è abituato a leggere Buticchi potrebbe anche storcere il naso perché stavolta Breil mantiene un profilo basso fino alle ultime 25 pagine, scatenandosi poi con tutte le sue capacità di intelligence e stratega!
Forse dopo tante avventure vissute dai suoi personaggi, era il momento di rendere davvero complicata loro la vita, e Buticchi mi ha fatto davvero temere che questa fosse la loro ultima avventura... me lo ha fatto sospirare per tutto il libro ma alla fine Breil è sempre Breil! E poi chissà ancora quanti tesori nascosti ci sono al mondo da riportare alla luce...
Per me promozione a pieni voti per Il segno dell'aquila, che consiglio sia a chi segue già l'autore sia a chi non lo conosce, e a chi per esterofilia l'ha magari snobbato preferendo gli stranieri come re indiscussi del genere: questo signore è il solo vero maestro dell'avventura, tutto MADE IN ITALY!
Per chi volesse cominciare a leggerlo consiglio di seguire l'ordine di pubblicazione partendo da Le pietre della luna, perché anche se le avventure riguardano tesori scomparsi diversi, i personaggi principali evolvono di libro in libro e sarebbe un peccato perdersi questa crescita.
Spero di poter assistere presto a una sua presentazione per pendere di nuovo dalle sue labbra, sì, perché ho già avuto la fortuna di assistere a tre delle sue presentazioni con tanto di libro autografato, e non c'è esperienza migliore per un lettore che conoscere il proprio scrittore preferito!





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