mercoledì 30 settembre 2015

Recensione: "TRISTAN E DORALICE - UN AMORE RIBELLE" di Francesca Cani



 
 Un romance storico di rara intensità, una storia d’amore e redenzione.

Genere: Romance Storico
Editore: Leggereditore 
Pagine: 448
Prezzo ebook: € 4,99
Prezzo cartaceo: € 14,90
Uscita:  17 settembre 2015



Sinossi:
Anno Domini 1076. Sopravvissuta alla strage della sua famiglia, Doralice di Lacus trova ospitalità a Canossa, dove la Grancontessa Matilda la accoglie come una figlia. Quando l’orrore per l’assassinio dei suoi genitori sembra aver lasciato posto a una tranquilla quotidianità, i piani di conquista dell’imperatore sconvolgono il suo mondo. Tristan di Holstein, indomito guerriero forgiato da mille battaglie, ha un’ultima missione prima di riconquistare la libertà: deve colpire al cuore Matilda, strappandole quanto ha di più prezioso. Doralice è la preda che osserva con occhi da demonio, uno azzurro e freddo, l’altro ribollente d’oro fuso. Ma la prova dell’amore si rivelerà la più pericolosa e lo spingerà a disobbedire al suo re, a sopportare torture, rinunce, in nome di una felicità che potrebbe non esistere. Perché forse è proprio lui il responsabile di un crimine che non può essere perdonato...





 
 
L’amore si esprime attraverso molti linguaggi, quello della compassione, del sacrificio, della dedizione, della passione. Ed è sempre suggestivo, emozionante, potente quando è vero, quando in suo nome l’altro diventa l’inizio e la fine di tutto, l’unica persona che può scorgere l’animo oltre il corpo.
Tristan e Doralice vivono un amore sublime, che niente riesce a sporcare, nemmeno le difficoltà o il dolore, o ancora la sfiducia. Un sentimento che muove le loro azioni, che li cambia, permette loro di affrontare ogni cosa, persino l’orrore, persino l’annientamento della coscienza.
Un amore ribelle, come recita il titolo, che traspira in ogni pagina, dal prologo all’ultimo rigo, che assume le forme del desiderio carnale, della stima fraterna, della devozione e dell’orgoglio di padri e madri, di sorelle e balie.
Il romanzo è un canto dolce, struggente, commovente, il cui sottofondo è scandito dal battito del cuore, dal rumore dei sospiri, da pianti trattenuti e risate di gioia.
Francesca Cani scrive prima le emozioni e poi le trame, costruisce le vicende sui legami affettivi e poi le intreccia con la storia di imperatori, cavalieri, poveri diavoli vittime dei potenti. Scrive con una passione quasi fanciullesca, restituendo al lettore un’idea di purezza e genuinità che fa bene al cuore.
La sua dolcezza si estende ai personaggi, ritratti destinati a rimanere nel cuore perché sempre immacolati nonostante le mani sporche di sangue e l’animo dilaniato dalla crudeltà, cristallini come uno specchio d’acqua e per questo privi di segreti per i lettore, che non può non partecipare ai loro tormenti e alle loro gioie.
Tristan e Doralice sono così privi di malizia, così belli, così innamorati, da fare male. Spaccano il cuore con la potenza del loro amore, con la loro forza inesauribile nel difenderlo, con la loro decisione di vendere l’anima al diavolo pur di salvare l’alto e infine con la tenerezza con cui si curano a vicenda le ferite dell’animo.
Tristan, in particolare, si impone come protagonista quasi assoluto dell’intero romanzo, le sue vicende si infilano nei pensieri e nei sogni del lettore, che non può fare a meno di sospirare, soffrire e sperare per lui. E non delude mai, perché le sue ferite non imputridiscono, emanano sempre più luce. Quella che lui percepisce come una discesa all’inferno, infatti, assomiglia a un percorso di redenzione che si conclude con un uomo piegato ma mai vinto, onesto, fiero, puro… spettacolare.
Due personaggi eroici nella loro semplicità, protagonisti di una storia bellissima, raccontata dall’autrice con evidente emozione, con una scrittura pulita e ricca di suggestioni. Pensieri, ambientazioni, dialoghi, sono scolpiti con tratti decisi ma non furiosi, con una delicatezza piena di energia.
“Tristan e Doralice – Un amore ribelle” è una storia d’amore. L’epoca medievale è raccontata benissimo ed è magnifica come solo le brutture del passato possono diventare con la distanza dei secoli, ma fa solo da contorno a un sentimento che piace pensare immortale, appartenente a ogni secolo e ogni uomo.
È la storia di uomini e donne che si sono dati l’uno all’altro senza egoismi, di Tristan diHolstein e Doralice di Lacus, amici cari che non riusciremo a dimenticare.
Il romanzo soddisfa pienamente le aspettative e, anche se insiste e si dilunga troppo in qualche punto meno necessario alle vicende dei protagonisti quanto più alla ricostruzione storica, si legge con piacere.
Certo, non sempre è facile metabolizzare le emozioni che suscita, e qualche volta bisogna rimandare la lettura perché il tempo mitighi la pena provata, ma proprio per questo bisogna assegnargli un posto speciale nella libreria, un cantuccio nel proprio cuore.
Un ottimo lavoro di un’autrice giovane e promettente, che ha enormi potenzialità da affinare per raccontare amori sempre più coinvolgenti e per conquistare un pubblico devoto. Doveroso l’augurio di stupire ancora e, soprattutto, presto.








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