giovedì 21 settembre 2017

Recensione: "LA RAGAZZA PIÙ FORTUNATA DEL MONDO" di Jessica Knoll




  
Genere: Thriller
Editore: Rizzoli
Pagine: 382
Prezzo: € 12,00 flessibile & ebook - € 19,00 rigida  
Uscita:  5 Novembre 2015









Sinossi:
Quando era una ragazzina e frequentava la prestigiosa Bradley School, Ani Fa- Nelli ha subìto davanti a tutta la scuola un’umiliazione scioccante che l’ha sconvolta al punto da spingerla a reinventare se stessa. Oggi, con un lavoro appagante, un guardaroba raffinato e un futuro marito di ottima famiglia, è a un passo dalla vita perfetta che si è impegnata tanto duramente a raggiungere. Ma Ani ha un segreto. Nel suo passato c’è qualcosa di nascosto che continua a perseguitarla, un’esperienza intima e dolorosa che rischia di tornare a galla e rovinare tutto.
Con una voce originale e attraverso colpi di scena del tutto inaspettati, La ragazza più fortunata del mondo mette in luce la spirale tumultuosa che si nasconde dietro l’immagine di una donna realizzata. Al centro di tutto una protagonista dal profilo tagliente, con un’ambizione sfrenata che cerca di seppellire una verità scandalosa, ma che ha un cuore molto più grande di quello che continua a mostrare.
Una domanda resta sospesa: rompere il silenzio distruggerà tutto ciò per cui Ani ha combattuto o, finalmente, potrà essere libera?




L'autore:
Jessica Knoll è l’editor di “Cosmopolitan” e lavora anche per “SELF”. Cresciuta nella periferia di Philadelphia, ha studiato alla Shipley School di Bryn Mawr, in Pennsylvania, per poi laurearsi all’Hobart e al William Smith College di Geneva, New York. Vive a New York con suo marito. “La ragazza più fortunata del mondo” è il suo primo romanzo.










“La ragazza più fortunata del mondo” è il romanzo d’esordio di Jessica Knoll, edito da Rizzoli, ed è un romanzo difficilmente classificabile in un genere prestabilito.
Protagonista assoluta è Tifani Fanelli, un’ambiziosa italo-americana che sembra aver raggiunto le vette del successo, sia dal punto di vista professionale, che sociale. Fidanzata con un giovane di ottima famiglia e benestante, Ani lavora nella redazione di una prestigiosa rivista di moda e attualità. La vita di questa giovane donna sembra avere tutto; allora perché si sente così insoddisfatta? La risposta è da cercare in un evento che è accaduto quando la quattordicenne Ani era una studentessa della Bradley School, una scuola assai prestigiosa, e che rischia di ritornare a galla durante le riprese di un documentario…
Questo romanzo affronta tematiche difficili e delicate, più che mai di attualità; si parla di atti di bullismo, violenze verbali e fisiche, mancanza di una qualsiasi educazione non solo “sessuale” ma, soprattutto, “sentimentale” nel “bagaglio emotivo” della generazione di liceali.
A parlarne in prima persona è Ani che ha lottato duramente per diventare la donna che è: alla soglia dei trent’anni sta per sposarsi con un elemento della “buona società” e per fare carriera nel mondo del giornalismo con grinta e determinazione. Tutto questo per gettarsi alle spalle le esperienze traumatiche che l’hanno vista coinvolta, ma è così facile mettere una pietra sopra il passato e fingere che nulla sia accaduto.

«Tif» ha detto Andrew, «tu non sei un’egoista. Sei la persona più coraggiosa che conosca. Affrontare quello che hai affrontato tu alla tua età –e non solo affrontarlo, ma sopravvivere e crescere forte come hai fatto tu –è straordinario.»
Il romanzo, narrato in prima persona dalla protagonista, alterna capitoli ambientati nel presente di Ani con altri, i più toccanti, che si svolgono quando la ragazza frequentava il liceo. Il desiderio della giovane di farsi accettare dal gruppo dei ragazzi più popolari della scuola e un’infatuazione per il nuovo compagno Liam, la pongono in una brutta situazione: Ani, nella sua ricerca di popolarità, non parla con nessuno delle esperienze traumatiche che ha vissuto, indossando una corazza che la rende apparentemente più forte. Archiviata l'adolescenza, finalmente può dirsi una donna realizzata, costantemente a dieta per domare le sue curve procaci; la sua vita si svolge tra il lavoro nella redazione di un giornale e i preparativi del matrimonio con Luke, uomo ricco e bellissimo, con il quale potrà finalmente dimenticare la ragazzina sciocca e indifesa che è stata. Il passato, però, non si può nascondere sotto il tappeto come fosse polvere. A mettere tutto in discussione sarà la sua decisione di prendere parte ad un documentario su un fatto tragico accaduto nella sua scuola quando era una studentessa. Naturalmente Luke non è d'accordo con questa decisione e questo fatto spingerà la giovane donna a riflettere su molte cose. Non è possibile nascondersi per sempre sotto una maschera di perfezione.

“Quando ho avuto l’anello, il codice di avviamento postale di Tribeca, il cavaliere bianco rampollo di una famiglia protestante di origini inglesi in ginocchio davanti a me, quando non ero più così distratta a cercare di mettere le mani –su cui un tempo portavo la french manicure –su tutte quelle cose, sono riuscita a fare un passo indietro e a riconsiderare tutto.”

E’ difficile racchiudere in un genere specifico questo romanzo; all'inizio sembra il classico romanzo superficiale tutto diete, shopping e aperitivi ma ben presto, appena viene fatta luce sul passato di questa tormentata ragazza, ci rendiamo conto di essere alle prese con ben altro. Si parla di molestie, atti distruttivi e violenti, emarginazione e molte altre problematiche che non voglio svelare. Si parla anche di presa di coscienza di sé stessi e dei propri limiti. Il linguaggio di Ani è spesso crudo e tagliente, ma questo riflette bene l'animo ferito e non ancora rimarginato di questa giovane donna. Dopo un'iniziale antipatia per la protagonista quando sono riuscita a comprendere meglio la sua situazione, la storia di Tifani mi ha coinvolto e mi sono ritrovata a soffrire insieme a lei. In ogni caso ci troviamo di fronte ad un romanzo non facile ma, secondo me, utile e interessante per la comprensione della società attuale e dei suoi aspetti, spesso ignorati. Lo consiglio con la consapevolezza di non essere alle prese con una lettura distensiva e di evasione.






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