martedì 27 ottobre 2015

Recensione: "DOVE FINISCE IL CIELO" di Gary Crumb








Genere: M/M
Editore: Triskel Edizioni
Pagine: --
Prezzo Ebook: --
Uscita: 19 Giugno 2015











Sinossi:
Niente avrebbe mai potuto separare Jake e Mark. Tranne la morte. Jake ha amato sempre e solo Mark, da quando aveva sedici anni. Ma un incidente cambia tutto. Quell’incidente che li separa per sempre. Jake deve passo dopo passo, giorno dopo giorno, affrontare il lutto, il dolore della perdita e ricominciare a vivere. Non è da solo però in questo cammino. Accanto a lui, Sam. Amico di entrambi, Sam, sarà per Jake non solo un amico ma un’ancora. A lungo andare, però, la vicinanza di Sam diventerà ben più della semplice amicizia per Jake, che dovrà affrontare la confusione di amare due persone contemporaneamente. Una che non potrà più avere ma che rimarrà per sempre dentro il suo cuore e l’altra che nel suo cuore vi è entrata in punta di piedi travolgendolo e facendolo sentire di nuovo vivo. E servirà un periodo di lontananza e un uomo nuovo nella vita di Sam per far capire definitivamente a Jake che il suo cuore batte ancora, che è di nuovo, dopo tanto tempo, pronto ad amare.




Un racconto breve, neppure cento pagine che tuttavia sono un concentrato di fortissime emozioni, accompagnate spesso da un torrente di lacrime. La vita di Jake cambia all'improvviso quando Mark muore tragicamente, e tutto muta.

"Verresti con me se te lo chiedessi? Sono un pilota ora, Jake. Posso portarti fin lassù. In alto, dove finisce il cielo."
"E cosa c'è dove finisce il cielo?"
"Ci siamo solo io e te."

Perché Jake è cresciuto con lui: ha scoperto l'amore, il sesso, la passione, il condividere le piccole e futili cose del quotidiano, ed è così difficile chiudere la scatola dei ricordi, voltare pagina, oppure semplicemente uscire di casa, se quando vi fai ritorno manca sempre una parte di te.
Si lascia andare al dolore con la certezza di avere il conforto di un grande amico, uno di quelli che non ti pongono domande, per il quale spesso è sufficiente il silenzio, un abbraccio... ed un budino alla vaniglia che ti addolcisce nei giorni più amari.
Il nome dell'amico fidato è Sam, lui è lo scoglio a cui aggrapparsi quando hai la tempesta che ti scuote dentro, l’uomo che rinuncia persino a se stesso e alla propria vita pur di esserci sempre. Ma è davvero solo un'amicizia? In Jake si fa strada il dubbio, una piccola luce nella mente che rischiara i tempi bui della morte di Mark e gli dona la consapevolezza che forse, dopotutto, si può rialzare.
Ma non è certo un cammino semplice: Jake è roso dai sensi di colpa perché sente di fare un torto a Mark se lascia che Sam occupi un posto nel suo cuore.
E Sam aspetta, con la dolcezza e l'affetto che ha sempre nutrito per il suo amico, ma a cui non ha dato mai voce.
E finalmente giunge la consapevolezza che l'amore non è mai a senso unico, che un sentimento così forte non ne esclude uno altrettanto intenso.

“Sam era diventato per me come l’ossigeno. Mi serviva per respirare. Ma la verità era che dovevo provare a respirare senza di lui. Ero un uomo e potevo farcela. Prima Mark e ora Sam,ecco cosa avevo fatto. Mi ero appoggiato a loro e avevo vissuto la mia vita aggrappato a una boa sicura, per paura di affogare. Era arrivato il tempo di nuotare da solo.”

Un gioiellino, ecco come vorrei descrivere la storia breve e intensa dei protagonisti. Il tema trattato, l'elaborazione del lutto in particolare, è affrontato con delicatezza e sensibilità, senza mai cadere nello stucchevole e nel patetico. Mi sono piaciute molto le analisi di Jake, del suo dolore, dell'annientamento che prova, del vuoto intorno a sé, della difficoltà di non riuscire a mettere via gli oggetti del suo amato. Si percepisce il senso di solitudine di questo giovane ragazzo, che vede all'improvviso crollare le certezze che tutti noi costruiamo ogni giorno accanto alla persona cara.
Ma riesce a guardare oltre, a sollevare gli occhi al cielo, quel luogo infinito e senza tempo che Mark considerava un po' come casa sua, pensando che magari sia ancora lassù a volteggiare col proprio aeroplano.
È  la prima opera dell'autrice, e se questi sono i presupposti, sono certa che sentiremo ancora parlare di lei per la bravura e l'eleganza con cui delinea personaggi e storia.
Ma non crediate che si pianga solamente, care mie! Troverete anche la passione, che vi farà sospirare e arricciare le dite dei vostri gentili piedini!!!




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