venerdì 23 ottobre 2015

Recensione: "GLITTERLAND" di Alexis Hall






Genere: M/M
Editore: Triskel Edizioni
Pagine: 237
Prezzo Ebook: 3,75€
Uscita: 31 Luglio 2015









Sinossi:

L’universo è una palla stroboscopica che tengo nel palmo della mano.

Ash Winters, ex giovane promessa della scena letteraria britannica e ora scrittore cronicamente depresso di romanzi pulp, ha rinunciato all’amore, alla speranza, alla felicità e soprattutto a se stesso. Trascorre la vita nell’attesa della successiva ricaduta, tormentato dal fantasma delle aspettativealtrui.

Poi, un incontro casuale a una festa di addio al celibato lo getta tra le braccia di Darian Taylor,un aspirante modello dell’Essex che vive in un mondo fatto di gel per capelli, abbronzature artificiali e sfilate. Per sua stessa ammissione, Darian non è certo un campione d’intelligenza, ma sa preparare un eccellente pasticcio di carne e riesce a far ridere Ash, ricordandogli cosa significa travalicare gli opprimenti confini imposti dall’ansia.

Ma Ash vive all’ombra di se stesso da così tanto tempo che non è capace di vedere la luce oltre lo scintillio. Può un uomo che non ha fiducia in se stesso credere nella felicità? E come può un uomo che non crede nella felicità lottare per ottenere la propria?  




Dopo aver letto la trama di questo nuovo romanzo edito dalla Triskell, pensavo di trovarmi di fronte una commedia romantica sul luccicante mondo degli aspiranti modelli inglesi e di un povero scrittore fallito. Si parlava infatti del giovane scrittore A. A. Winters, Ash per gli amici, che da promessa letteraria si ritrova, dopo una depressione molto grave, a scrivere romanzi gialli. Ash vive una vita triste e sola, sprofonda ed esce continuamente dalla depressione. Tutte le volte che vi sfugge vive nel terrore di riammalarsi, ma nello stesso tempo l’aspetta con gioia, come se fosse un cerchio continuo che gli dà comunque stabilità. Durante un addio al celibato in un locale si imbatte in una creatura scintillante, tutta lustrini, abbronzatura artificiale tendente all’arancione e con un singolare modo di esprimersi. Per lui diventa subito il pirata di lustrini!
 Quando è entrato in scena Darian ho pensato: “ecco il Jordie Shore!” (Famosa serie televisiva di MTV che parla di un gruppo di ragazzotti dal fisico statuario e poca istruzione che vuole sfondare in TV ambientata in Inghilterra.) Beh, non potevo prendere abbaglio più grande (colpa dei lustrini, forse?!)! Darian, il pirata, si mantiene facendo il modello, ha un fisico longilineo e definito, lineamenti cesellati, e appena apre bocca sembra poco intelligente visto il suo modo molto originale e naif di esprimersi, tutto parole fuse insieme, inventate, intercalato da tanti “Vè!” e “questo è molto scortese da dire…” Il ragazzo viene dall’Essex e credo che sia considerato un campagnolo dagli altezzosi abitanti di Londra... La sua dolcezza e semplicità sono disarmanti, e sembrano cozzare col suo aspetto esteriore molto curato. Mi aspettavo una persona arrogante che cerca di emergere nel mondo effimero della moda, e invece è educatissimo, gentile, non alza mai la voce nè dice parolacce perchè nonna Dot potrebbe pensare male di lui (adoro queste vecchiette inglesi con la mente aperta!), ha un cuore grande e puro. Mi ha conquistata all’istante!
Oltre a conquistare me ha conquistato anche Ash. Darian è la medicina che serviva ad Ash per guarire e ritornare a vivere. Darian intuisce subito che Ash nasconde dei segreti, ma è pronto ad aspettare che sia lui a raccontarglieli. Darian lo riporta alla vita, con piccoli gesti lo fa uscire dal suo guscio, lo accetta per quello che è. Due creature che si sentono sempre di meno degli altri: Ash per le sue continue crisi di panico che l’hanno allontanato da tutti e Darian poco istruito e con un passato non facile alle spalle.
L’autore usa uno stile molto poetico, quasi d’altri tempi, per raccontare i sentimenti di Ash, tutto è scritto in prima persona. L’ho trovato perfetto per far risaltare ancora di più il suo male di vivere. Il suo uso delle metafore mi ha affascinato, non mi ha mai annoiato, poteva cadere nel banale e risultare pesante, invece me ne sono innamorata. Ha scritto una vicenda che parla di depressione, solitudine, tentativo di suicidio, istituti di igiene mentale con uno stile mai pesante e sempre accattivante spingendomi ad andare avanti con la lettura per sapere tutti i retroscena dei protagonisti. Il libro contiene molti riferimenti degli anni ’80; come l’autore, anche io ho vissuto da ragazzina in quel periodo, e tra una battuta alla Yoda e una partita a Fantabeo, versione più divertente dello Scarabeo inventata dall’autore, mi è scappata anche qualche risata.  Ci avevano provato in tanti ad aiutare Ash, compreso l’amico sempre presente ed ex amante Niall, ma ad Ash serviva una scossa per tornare a vivere e soprattutto serviva la capacità di Darian di farlo ridere, anche per il suo colorito modo di esprimersi. Darian è sempre cortese e pronto a lottare per lui, e non vuole niente in cambio. Ash non pensava più di poter essere capace di ridere, ma Darian lo rende felice con la sua semplice presenza nella sua vita. Gli fa tornare la voglia di toccare e dare piacere a qualcun altro, cosa molto significativa visto che per lui è più semplice prendere dagli altri, come dice egli stesso: “Voler dare piacere a qualcuno era un desiderio così azzardato. Ti esponeva a uno spettro infinito di delusioni e fallimenti. Prendere era tanto più facile.” 
Quella che pensavo essere una commedia spensierata si è svelata essere una storia dolce e profonda, fortunatamente a lieto fine, che mi ha insegnato che le apparenze ingannano; la depressione non sparisce per magia di punto in bianco, e la rinascita di un uomo che pensava di aver perso tutto - amici, amore, famiglia - è possibile. Certo, con un affascinante pirata luccicante al proprio fianco è ancora meglio!





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