martedì 20 ottobre 2015

Recensione "L'EREDITÀ DEL SERPENTE" di Diletta Brizzi

Genere: Fantasy Romance
Editore: Self-Publishing
Pagine: 55
Prezzo: 0.99€
Uscita:  














Sinossi:

La vita di Aurora, ventitreenne con la passione per l’esoterismo e le pratiche occulte, scorre serena e monotona. Almeno fino a quando non incrocerà gli occhi di ghiaccio di un uomo inquietante e apparentemente privo di umanità che sembra essere legato al suo passato…un passato ancestrale di cui la giovane ragazza ignora persino l’esistenza.

Lui è Azazel, uno dei sette Principi dell’Inferno, decaduto dal Cielo in un’epoca dimenticata dall’uomo a causa di un peccato che per grazia divina era concesso unicamente agli esseri umani: l’amore.

Ma le cose per lui non stanno andando si aspettava.
Spogliato delle vesti di Principe dall’Imperatore Lucifero, suo padre, intenzionato a riconquistarne la fiducia e riprendere il posto che gli spetta accanto a lui, Azazel tenta di infrangere la più antica e catastrofica profezia biblica, per volgere la vittoria finale a favore dell’Inferno.
Un’impresa che lo porterà a incrociare il cammino di Aurora, ragazza dallo sguardo familiare, del più potente Arcangelo del Cielo, interessato anch’egli alla giovane e a una profezia le cui radici furono poste in un passato che tutti e tre sembrano aver dimenticato e che li riguarda molto da vicino.



Aurora è appassionata di esoterismo, le piace curiosare e scoprire forze magiche sconosciute. Quando tuttavia si trova davanti Azazel, uno dei Sette Re degli Inferi, stenta a credere a ciò che vede.
Tra attrazione e paura, la coppia riesce a trovare l’equilibri e a sconfiggere il nemico, coronando finalmente un amore vecchio di secoli.
Credo di avervi già svelato abbastanza di questo breve racconto, troppo breve per la mia sete di buone letture!
La storia è ben strutturata, lascia il giusto grado di suspense e il centellinare le informazioni sul passato della protagonista, non fa che accrescere la curiosità del lettore.
Aurora è appassionata e piena di vita. Non si arrende davanti alle difficoltà, ma lotta e conquista la libertà dell’anima.
Il rapporto con il suo demone appare da subito scoppiettante, nel bene e nel male.
Dal canto suo Azazel è forte e irruente.
La sua storia è ricostruita bene, come in tutti i racconti che parlano di lui, la lunga prigionia è sottolineata come punto di forza. Lo imprigionano perché non possono sconfiggerlo.
A questo proposito è veramente ben trattato il binomio bene/male. La dicotomia più vecchia del mondo, vista con gli occhi dei Caduti, dei Ribelli, è molto affascinante. Lascia intendere che così come il bene vede nel male qualcosa da scacciare, anche il male prova lo stesso sentimento. Gli angeli vogliono assoggettare gli umani per purificarli, mentre i demoni lasciano loro la scelta di seguirli e amarli. Fanno quasi tenerezza.
Lo stile è semplice e scorrevole e la trama ben strutturata, l’unico motivo per cui non do più di tre stelline e mezzo è che avrei voluto un racconto più lungo, più approfondito, che indagasse nel passato di Aurora e di Azazel.





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