martedì 6 ottobre 2015

Recensione: "SAGA PROMISE" di Federico Negri


Genere: Fantascienza
Editore: Self - publishing
Prezzo Ebook: € 0,89 l'uno






Sinossi:
Promise è l'unico pianeta colonizzato al di fuori del sistema solare ed è precipitato in un'era pre-industriale, senza più collegamenti con la madre Terra. Un'astronave terrestre atterra sul pianeta dopo secoli di oblio, carica di enigmi. Le fazioni opposte dei promisiani se ne contendono la tecnologia, mentre Haria, giovane professoressa universitaria dalla mente acuta, ma insicura e dipendente dalla droga, cerca di scoprirne i misteri e di dominarne le forze devastanti, camminando sulla sottile linea della contesa. Sino a scoprire l'orribile verità che si cela in quel messaggero, giunto dal passato.

Nella saga letteraria “Promise” Federico Negri presenta un contesto autentico e innovativo: sospeso tra distopico e fantascienza, propone un mix riuscito tra arretratezza e le ultime vestigia di modernità e sapere futuristico, eredità dei coloni. È come se l’evoluzione umana sul pianeta Promise fosse avvenuta in modo insolito: invece di progredire, è regredita. Ho trovato interessante la distinzione della popolazione in due fazioni, conseguenza del progresso “distorto”. I Cittadini sono i depositari della cultura scientifica e si ritengono superiori. Considerano selvaggi i membri del Popolo Libero che hanno scelto una vita semplice per seguire altri valori. La tensione tra i due schieramenti è inevitabile.

L’inizio è un po’ lento, ma non mi ha infastidito, perché funge da introduzione e la situazione non consente un ritmo rapido. La vicenda poi scorre, tra azione, minacce presunte e reali, misteri, sentimenti, la storia e la cultura di Promise. La trama mostra originalità e solidità nei contenuti e ha un andamento naturale. La lettura veloce è consentita anche dalla lunghezza dei testi, si tratta infatti di novelle.

Ho gradito il fatto che il contesto sia mostrato senza fretta, filtrato dai pensieri della protagonista. Ma non mi ha convinto l’inserimento di alcuni tra i flashbacks: mi chiedo se erano necessari…

Buona la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto della protagonista. Haria Gillia mi ha colpito per la personalità complessa: mente brillante e senso pratico, ma passionale e insicura, soprattutto in campo sentimentale, dipendente dalla droga. Tuttavia ho trovato eccessivi alcuni suoi scatti improvvisi da “bambina immatura”, così come il coinvolgimento emotivo, che lei confonde con l'amore, per il soldato Fineri. Il loro rapporto manca di spessore, sembra piuttosto un’infatuazione, considerando anche che l’interazione tra i due è limitata. Ho trovato più appropriato l’atteggiamento di Fineri.

Sottolineo che questa saga viene presentata anche come romance. In realtà, come ho appena accennato, di romance ha poco. Anche i trip mentali, sentimentali e sessuali della giovane sono marginali. La descrizione delle scene di sesso, concentrate solo nell’ultimo episodio, è appena accennata.

Lo stile è scorrevole e segue l’evoluzione della vicenda. Tuttavia non ho apprezzato l’alternanza di momenti troppo colloquiali che stridono con il resto della narrazione. Inoltre alcuni termini (rari, per fortuna) mi sono parsi eccessivamente formali. Ammiro la volontà dell’autore di analizzare i fatti attraverso i pensieri della protagonista, ma sarebbe stato più opportuno uniformare lo stile.

Notevole l’idea di fondo sulla scienza futuristica proposta dall’autore. Ma non mi ha convinto il modo in cui è stata analizzata la questione del “tubo”. Per carità, non mi interessa un trattato sulla matematica, non ci capirei nulla! E appesantirebbe la narrazione. Però ho avuto l’impressione che sia stata illustrata in modo un po’ confusionale.

Nel complesso, una lettura piacevole, dal ritmo sostenuto e con spunti interessanti, adatta a un pubblico adulto che apprezzi la distopia e la fantascienza. 






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