giovedì 8 ottobre 2015

Recensione:"PRIGIONIERO DI NESSUNO" di Diana Gabaldon


Genere: Romanzo
Editore: Corbaccio
Pagine: 533
Prezzo: 9,99€
Uscita: 9 Luglio 2015











Sinossi
LA SAGA BESTSELLER DA CUI È TRATTA LA SERIE OUTLANDER.
OUTLANDER 15.
1778: la Francia dichiara Guerra all’Inghilterra, l’esercito britannico abbandona Philadelphia e, in queste circostanze, Jamie Fraser, creduto morto per annegamento, ricompare per scoprire che il suo migliore amico ha sposato sua moglie.
Contemporaneamente il conte di Ellesmere scopre con orrore di essere in realtà figlio del ribelle James Fraser, e il nipote Ian vuole a tutti i costi sposare una quacchera. Una situazione disastrosa, in cui Claire e la sorella di Jamie, Jenny, possono solo cercare di arginare i danni. L’unica nota positiva è che la figlia di Jamie e Claire, Brianna, è al sicuro con la sua famiglia nella Scozia del ventesimo secolo… Oppure no? La verità è che Brianna è alla disperata ricerca del proprio figlio, che è stato rapito da un individuo determinato a scoprire i segreti di famiglia e Roger, il marito, si è avventurato nel passato alla ricerca del ragazzo… senza sospettare che invece è nel presente che deve cercare… E adesso che Roger è fuori combattimento, il rapitore si può concentrare sul suo vero obiettivo: Brianna.

Prigioniero di nessuno, assieme al precedente Legami di sangue, è il nuovo libro della saga Outlander, ultima fatica di Diana Gabaldon, che da noi come al solito viene pubblicata in due tempi interrompendo il romanzo sempre sul più bello ( non capirò mai certe scelte delle case editrici). Ma bando alle polemiche, veniamo a noi e alla ormai allargatissima famiglia Fraser. In quest’ultimo capitolo della saga si celebrano matrimoni, si perdono figli e compagni di viaggio, ci si da’ e ci si toglie la vita, si esplora l’amore coniugale in tutte le sue sfaccettature e come sempre si viaggia nel tempo. È magistrale come la Gabaldon incastra nel time travelling i personaggi, le vicende e i sentimenti, e mi affascina sempre vedere come le scelte delle generazioni precedenti incidano su quelle future e ad ogni azione del passato corrisponda un effetto nel presente.
Devo comunque rilevare che in certe parti il libro diventa un vero e proprio trattato bellico, soffermandosi forse troppo sulle strategie di guerra, le migrazioni degli eserciti o la descrizione dell’amputazione della gamba di uno sconosciuto; questi passaggi sono densi di descrizioni che a mio avviso non aggiungono nulla al  romanzo ma lo appesantiscono inutilmente.
In ogni caso, dopo tanti anni Jamie e Claire fanno ancora faville, testimoni di un amore che il tempo non scalfisce e che nel matrimonio trova la sua massima espressione. Il modo in cui Jamie ama Claire fa di lui l’uomo perfetto, quello che, dannazione, ti capitasse di incontrare…
Rimangono una coppia indimenticabile, ardente anche dal punto di vista dell’intimità fisica nonostante l’età non più giovane e le vicissitudini affrontate nei precedenti sette romanzi.
Un ultimo appunto: questo libro ha un finale struggente, mi è sembrato di correre giù da quella collina assieme ai personaggi tanto mi sono emozionata, e credo che una chiusura del genere poteva essere perfetta per terminare la saga e consegnare Jamie e Claire all’immortalità dentro la  mia libreria.


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