martedì 10 novembre 2015

Recensione: "AFFARI D'ORO" di Madeleine Wickham.






Traduttore: Nicoletta Lamberti
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus 2015
Pagine:
 276
Prezzo:  € 9,99 (ebook)
Uscita:  6 ottobre 2015






Sinossi:

Liz e Jonathan Chambers sono in un momento difficile della loro vita. Entrambi insegnanti, non riescono a vendere la loro casa, hanno acquistato una scuola privata al cui interno hanno ricavato la loro nuova abitazione e così si ritrovano presi tra due mutui, con i debiti che aumentano e una figlia adolescente infelice, Alice, afflitta dai problemi della sua età, che tutto avrebbe voluto fare tranne che traslocare.
Ma ecco che arriva Marcus Witherstone, un facoltoso agente immobiliare, che si offre di aiutarli.
Marcus conosce gli affittuari che fanno al caso loro, la supermodaiola PR Ginny e il quasi-famoso attore Piers, che si trasferiranno a casa di Liz e Jonathan e tutto si aggiusterà. Ma ben presto tra Marcus e Liz scocca la scintilla, Jonathan è perso nel suo lavoro e nessuno si accorge che la giovane Alice ha una passione sconsiderata per Piers e Ginny... Quanti guai in arrivo!

Con Affari d'oro, Madeleine Wickham firma una nuova commedia brillante, uno spaccato della società contemporanea descritta con tono ironico e spesso impietoso, in cui le aspettative dei protagonisti spesso non corrispondono alla realtà.




“Affari d’oro” è l’ultimo lavoro della notissima autrice inglese Madeleine Wickham, meglio nota come Sophie Kinsella. Il libro racconta le storie di tre famiglie tutte in difficoltà, anche se per motivi diversi.
Protagonista assoluta è la famiglia Chambers: i due coniugi hanno acquistato un college e, sommersi dai debiti cercano di vendere la propria casa. Assieme ad Alice, la loro unica figlia, si sono trasferiti nel piccolo appartamento dentro il college stesso.
Ad aiutarli arriva Marcus Whiterstone, agente immobiliare, anch’egli con una famiglia e dei figli, che affitta la casa a una coppia di amici, Ginny e Piers.
Le storie delle tre famiglie si intrecciano fino a innescare una “serie di sfortunati eventi”.
Amore, sesso, delusioni, aspettative e sacrifici si mescolano in una commedia degli equivoci che si prolunga fino al finale.
Inizio col dire che il libro non mi è piaciuto. Troppe storie, troppi personaggi e un finale vuoto e inconcludente.
Ho impiegato parecchi giorni a finirlo e, quando ho letto l’ultimo rigo, sono rimasta a bocca aperta per la delusione.
In linea di massima, il senso della storia viene fuori sin dal primo momento: l’insoddisfazione nei confronti della propria esistenza. Tutti i membri di questo libro, tranne Jonathan Chambers, appaiono profondamente insoddisfatti.
La protagonista, Mrs Chambers è una donna insofferente, cinica e quasi cattiva. Disinteressata a qualsiasi cosa che non la riguardi o possa renderla felice. Non ha senso del sacrificio e riesce a essere acida anche in chiusura del libro, nonostante la dolcezza del marito.
Alice è un’adolescente confusa, ha perso la sua migliore amica a causa di un viaggio oltreoceano e si sente sola. Dark e scontrosa, trova sostegno solo in estranei: Ginny e Piers, senza rendersi conto che i due non sono la sua famiglia e non lo saranno mai.
Marcus Whitestone, l’agente immobiliare, sembra dapprima un brav’uomo. Il suo personaggio cambia nano a mano che la storia avanza, e non soltanto per la tresca che intreccia, quanto più per l’atteggiamento da uomo inetto che assume nei confronti della moglie: una donna opprimente e che non hai mai fatto nulla di utile nella sua vita.
Infine troviamo Ginny e Piers: i due personaggi più inutili inseriti in un libro. Entrano, fanno confusione nella testa di Alice e se ne vanno.
Ecco cos’è questo libro, un intreccio di storie che non portano realmente da nessuna parte. Non vengono scoperti scandali, nessuno litiga, nessuno esprime le proprie opinioni ad alta voce. Tutti si limitano a essere astiosi e insoddisfatti.
L’unica nota realmente positiva del libro è lo stile. Lineare nonostante i continui cambi di scenario, semplice e diretto. Tuttavia io credo che la Wickham/Kinsella sia un po’ bipolare, perché proprio non riesco a capire come il registro, lo stile, la frizzantezza cambi se i libri sono stati scritti dalla stessa mano. Mi è capitato di leggere diversi libri scritti dallo stesso autore ma con uno pseudonimo e in tutti si nota uno stile di fondo uguale, soprattutto se il genere è lo stesso.
Amo moltissimo quest’autrice e compro subito i suoi libri non appena arrivano in libreria ma ultimamente, tranne con “Dov’è finita Audrey”, mi ha delusa parecchio.

Due stelline e mezzo e la speranza che il prossimo sia migliore.








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