martedì 10 novembre 2015

Recensione: "SO CHE SEI QUI" di Clélie Avit.



Genere: Narrativa Moderna e Contemporanea
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 216
Prezzo: € 9,99 ebook
Uscita:  15 settembre 2015








Sinossi:

Elsa ha trent'anni, adora la montagna e le gite in alta quota. Ma è a causa di questa passione che ora si trova in un letto d'ospedale, dopo una brutta caduta da una parete ghiacciata. È in coma da venti settimane. Sente tutto, ma nessuna delle persone accanto a lei se ne accorge. Un giorno, per errore, entra nella sua stanza un ragazzo sconosciuto. Thibault non sa nulla della storia di Elsa, ma inizia a parlarle, conosce i suoi amici, qualcosa nella ragazza addormentata che profuma di gelsomino e gli sembra così dolce lo tiene legato magneticamente alla sua stanza. Giorno dopo giorno torna a farle visita. Ed Elsa? Sente tutto, ma non può rispondere. Non può chiedere a quel ragazzo gentile di prometterle che tornerà anche il giorno dopo, non può dirgli che sa riconoscere il suono della sua risata in corridoio e che ora quasi sente il calore del suo bacio sulla guancia. Thibault non sa che Elsa non si risveglierà più, perché a breve la staccheranno dalle macchine che la tengono in vita. L'hanno deciso i medici, la famiglia ha acconsentito. Tutti credono che sia impossibile che Elsa si risvegli, eppure ogni volta che Thibault entra nella stanza il suo cuore…





Questo romanzo, è davvero interessante. Mi ha incuriosito sin dal primo giorno che l’ho notato sullo scaffale della libreria. La trama è realmente intensa e coinvolgente, lontana anni luce dai romanzi che tanto spopolano in questo periodo, e quasi interamente dedicati all’aspetto erotico di un rapporto.
Elsa è una ragazza in coma da parecchie settimane, si trova costretta dunque in un letto d’ospedale, da cui però in modo direi, quasi “ultraterreno” riesce a seguire l’evolversi della vita dei suoi cari.
“Sono in coma da venti settimane, da sei settimane mi sono svegliata, ma da sei, nessuno se n’è realmente accorto”.
“ Sono un bozzolo vuoto …. no, abito in un bozzolo vuoto.”
Elsa si trova in questa condizione, a causa di un terribile incidente avvenuto mentre era in montagna: una valanga durante un’escursione. Per i medici, che l’hanno in cura, esiste solo il 2% di possibilità per lei di uscire dal coma totalmente sana. Vogliono staccarle la spina, la madre al riguardo è rassegnata, mentre il padre è totalmente contrario.  In questo quadro dalle tinte disperate, compare Thibault, un giovane che frequenta l’ospedale in cui è ricoverata Elsa, perché è lo stesso in cui si trova suo fratello.
Il ragazzo s’innamora perdutamente di lei, nonostante la sua condizione. Personalmente, ho amato il personaggio di Thibault, fin dalla prima battuta, un ragazzo dolcissimo che tratta i suoi cari con estrema cura (adorabile il suo legame con la figlioccia Clara). Credo debba essere compreso, anche nel rapporto complesso che lo lega al fratello ricoverato (non voglio tuttavia, togliere l’effetto sorpresa ai lettori).
“ Mio fratello non mi somiglia molto. I suoi capelli castani, sono sempre stati più disciplinati dei miei, ed i suoi occhi azzurri hanno fatto vacillare più ragazze, di quanto avrei potuto immaginare”.
Questo romanzo, è emozionante, parte un po’ lento, ma verso metà della trama recupera alla grande: un ragazzo che si innamora di una ragazza in coma, e ne resta estasiato e rapito. Il suo amore per lei, è pronto a sconfiggere ogni ostacolo (anche le poche speranze di risveglio concesse dai medici).
Molto bello, casto (non troverete al suo interno scene di sesso infuocato, tanto in voga in questo periodo), ma comunque di grande impatto. Io l’ho divorato: ero curiosa di sapere come sarebbe finita tra Elsa e Thibault, quale sorpresa riservava loro il destino.
Consigliato a chi non si arrende mai, nonostante l’evidenza dei fatti, e a chi crede intensamente nella forza dell’amore.
“ Dieci giorni che le nostre strade si sono incrociate, dieci giorni che il mio mondo si è orientato verso di lei!”.
Descrizione (stando ai pochi dettagli forniti):
Elsa – occhio azzurro pallido, come il ghiaccio che era solita scalare.
Thibault – Lavora nel campo dell’ecologia. Capelli ribelli, aspetto forse un po’ sciatto, ma grande dolcezza negli occhi.






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