giovedì 17 marzo 2016

Recensione: "BEAUTIFUL" di Alyssa Sheinmel.



INCIDENTE, UN VOLTO SFIGURATO, UN ROMANZO AUTENTICO. BELLO COME LA SUA PROTAGONISTA.



Genere: Young Adult
Editore: Newton Compton Editore
Pagine: 352
Prezzo: €4,99 ebook
Uscita:  10 Marzo ebook -17 Marzo 2016






Sinossi:

Maisie è, a detta di tutti, una ragazza carina e fortunata. Ha una vita normale, una famiglia che le vuole bene e un fidanzato. Proprio durante una corsa, il suo sport preferito, la sua esistenza cambia in modo drammatico. Vittima di un incidente, si ritrova con il viso deturpato e, anche se potrà sottoporsi a un trapianto, non sarà per nulla semplice, dopo, riconoscersi e ritrovare se stessa. 


«Il ritratto che la Sheinmel fa di una ragazza adolescente sfigurata, già alla ricerca di se stessa e ora improvvisamente costretta a confrontarsi con questa nuova sconvolgente novità, è trascinante... avvincente.»
Kirkus Reviews

«Beautiful è stupendo e straziante, pieno di domande fondamentali sull’amore, l’identità e l’aspetto fisico. Sono sicura che lo rileggerò più volte, come faccio con i miei romanzi preferiti. La scrittura di Alyssa Sheinmel è così autentica, i suoi personaggi così reali, che vivono a lungo anche dopo che l’ultima pagina è stata girata.»
Luanne Rice, autrice bestseller del New York Times. UN









Insaziabili!
Prima di iniziare a recensire questo bellissimo libro, ho una domanda per voi: cos'è la normalità?
Pensateci bene prima di rispondere, e poi immaginate la vostra vita catapultata dentro l'esatto contrario.
Per me la normalità non esiste. Non l'ho sempre pensata così.
Nella vita ho sempre cercato di adeguarmi a qualcosa o a qualcuno, specialmente quando quel qualcosa o quel qualcuno sembravano contare molto nell'ambiente che mi circondava.
Con gli anni e con l'esperienza ho capito che la normalità è un concetto talmente astratto e talmente malleabile che si potrebbero benissimo eliminare dal vocabolario le parole come: normale, normalità, normalmente...
Maise, 16 anni, podista di rilievo, pensava di essere normale, anzi lo dava per scontato.
Maise ha appena saputo che il suo ragazzo, Chirag, è innamorato di lei.
È arrivato con un mazzo di fiori e vuole invitarla al ballo della scuola; i suoi genitori, come al solito stanno litigando e la fanno vergognare.
Non dice: “ti amo anch'io”.
Non ha fatto in tempo, non ha colto l'occasione, ma come fa a sapere che quella è la sua unica occasione?
Un incidente.
Un brutto incidente.
Maise è fortunata.
Maise è sopravvissuta.
Una parte di Maise, però, è morta per sempre.
Mentre leggevo questo romanzo, mentre assaporavo le parole che quest'autrice ha saputo usare con schiettezza e rispetto, ho provato tutte le emozioni, ma non solo della protagonista. La bravura dell'autrice è stata anche questa: caratterizzare i comprimari in modo tale da trasmettere la loro importanza, senza quasi metterli in secondo piano.
Ho vissuto tutti gli stadi attraversati da Maise.
Ho sentito il dolore dei genitori e la loro conflittualità.
Ho condiviso le emozioni inespresse del suo ragazzo, Chirag.
Ho sofferto con la sua amica Serena.
Ho gioito con i dottori.
Ho provato cosa significhi sentirsi anormali e diversi.
Al giorno d'oggi la bellezza regna sovrana: le fantomatiche porte si aprono con più facilità per i belli, la normalità amalgama, ma ci siamo mai chieste cosa ne è di tutto il resto?
A 16 anni è quasi impossibile sopravvivere a quello che ha passato la nostra protagonista ma lei riuscirà in questa sorta di rinascita? Dove troverà la forza?
La madre non le ha reso le cose più semplici e si è fatta odiare e detestare; si è comportata proprio come una mamma: iperprotettiva, decisionale e stressante, ma per un motivo ben preciso.
A 16 anni non siamo così razionali, e soprattutto viviamo in bilico tra il voler essere trattati da adulti ed il bisogno viscerale di fare i capricci come i bambini. Se poi a questo aggiungiamo svariati problemi medici, tutto si fa più chiaro.
Gli amici, i compagni di scuola, hanno fatto quello che avrebbero fatto tutti i ragazzi della loro età. Credo che non poteva andare diversamente, sempre volendo rispecchiare la realtà.
Nessuno poteva comprenderla, nessuno poteva veramente farla sentire bene perché lei per prima non stava più bene.
Per amare gli altri bisogna prima amare se stessi.
C'era una ragazza di nome Maise, adorava correre, amava il suo ragazzo anche se non gliel'aveva detto, era brava a scuola, sognava di andare all'università di Berkeley con la sua migliore amica ed era davvero carina, magari non bella ma carina.
Questa ragazza non c'è più.
Una parte di lei è morta e com'è la nuova Maise 2.0?
Maise 2.0 è un mostro, non può correre, è sempre stanca, non ha più buoni voti, non vuole più andare all'università con Serena e vuole un mondo dove nessuno la conosce.
Cosa vedono quando la guardano? La vecchia lei o la nuova e irriconoscibile versione?
Nessuno di noi resta com'è per sempre, siamo sempre in evoluzione, anche senza un incidente che ti rovina il fisico e il volto.
Non si possono categorizzare le nostre peculiarità. Non c'è una regola fissa per la quale se tu sei così devi agire in un determinato modo.
I sogni si possono evolvere, le necessità si adattano alle situazioni e la vita procede senza per forza seguire i binari prestabiliti, ma a 16 anni è tutt'altra storia.
La mamma, imperterrita nella sua crociata, la costringe a frequentare un gruppo di sostegno.
Lì, in quella sala polverosa, conosce dei mostri come lei.
Adam è il mostro che più si avvicina al suo essere mostro.
Adam forse l'aiuterà a capire come fare, chi essere e come sopravvivere tornando a sorridere.
Non basta tutto ciò a cui è stata sottoposta, no, ci saranno molte prove per la nostra coraggiosa sedicenne e chissà se riuscirà a farcela.
Questo libro è un capolavoro. È vero, sincero, diretto e ti trapassa il cuore.
È Maise a raccontare la storia, a farci partecipi della sua vita e del disastro che le capita.
L'autrice ha toccato tutti i tasti fondamentali della vita di un'adolescente, vissuti da un punto di vista completamente inaspettato.
Un quadro ben definito di tutti i particolari senza mai essere noioso o banale, una scrittura fluida e adatta a diverse età, un tema profondo e tragico ma completo e ben argomentato.
Si percepisce lo studio che c’è stato dietro alla stesura del libro, le testimonianze che la Sheinmel ha raccolto e il profondo rispetto con il quale tratta la condizione nella quale si trovano persone come Maise.
Ci sarà l'amore, ci saranno i batticuori adolescenziali e ci saranno lacrime ma del tutto nuove e diverse dal solito.
Leggetelo, ne vale davvero la pena!





Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...