martedì 15 dicembre 2015

L'Angolo di Matesi: "BACIAMI SOTTO L'ALBERO".









Cosa c'è di più bello per un lettore di una antologia natalizia? Teresa Siciliano oggi ci parla di "BACIAMI SOTTO L'ALBERO" di Roberta Ciuffi. Un consiglio? Non lasciatevi scappare questo lavoro!




Baciami sotto l’albero di Roberta Ciuffi uscì in cartaceo nel dicembre 2010 (e in ebook nel 2013): un tomo di 328 pagine, quindi più lungo dei Classic normali, in omaggio all’originalità della struttura. Si tratta, infatti, di un’antologia di cinque racconti più un epilogo. E ciò perché i singoli pezzi sono tutti interconnessi e i vari personaggi compaiono più o meno sempre, ma ricevono particolare attenzione nel racconto a loro dedicato.
http://blog.librimondadori.it/blogs/iromanzi/files/2010/11/romanzi_935.jpgL’azione è ambientata in un piccolo centro, Bagni: dal momento che io sono romana (come la Ciuffi, per la verità), per forza di cose penso a Bagni di Tivoli, ma l’autrice, pur senza essere troppo specifica, afferma che siamo in Toscana nel 1875.
È un’epoca in cui la realizzazione di una donna avviene ancora praticamente solo nel matrimonio. Significativo in tal senso l’esordio, affidato ad un importante personaggio secondario, che riecheggia Jane Austen: “Uno scapolo dotato di mezzi propri e in buone condizioni fisiche ha l’obbligo morale di ammogliarsi. Dovrebbe esistere una legge al riguardo.” E ricordiamoci che difatti mezzo secolo dopo da noi arriverà la tassa sul celibato.
La famiglia è il punto di riferimento, il cerchio magico in cui tutti sono inscritti, anche gli uomini, che possono avvalersi dei vantaggi maschili e avere un sacco di donne, ma avvertono anche loro il peso della solitudine affettiva.
Non che tutte le famiglie siano meravigliose: quella dei Colucci, per esempio, ha tratti di normalità con una madre autoritaria, preoccupata solo di sistemare le figlie, un po’ stagionatelle, e loro due che si sentono prigioniere nel ruolo di ragazze mai diventate adulte (perché fino al Sessantotto ciò si conquistava solo col matrimonio), soprattutto Dorotea, l’unica che davvero porta fino in fondo la sua ribellione, nell’episodio del circo, quello per me più spiazzante, dal momento che quel tipo di ambiente e di libertà anarchica non incontra i miei gusti (ma la Ciuffi la pensa del tutto diversamente).
Può succedere che si riesca a rimettere in piedi un matrimonio fallito, o che si accetti la responsabilità di figli altrui (uno o cinque non fa differenza). Soprattutto tutti hanno la possibilità di dare una svolta totale alla propria vita: che si tratti di tirarsi fuori dall’alcoolismo, oppure da una vita di prostituzione, sia pure dorata, oppure di mettere su una piccola impresa, unendo i risparmi di coppia in un legame che è in parte di reciproco vantaggio, in parte di affetto. Oppure all’opposto si può rinunciare, per il suo bene, ad un figlio concepito fuori dal matrimonio, oppure accettare che il tempo è passato ed è troppo tardi per inseguire la propria giovinezza e  ricominciare, ma ci si può accontentare di quanto si ha (che non è poco).
http://robertaciuffi.altervista.org/images/home/robertaciuffi.png
Non manca il conflitto di classe. In un’epoca in cui quasi non è più percepibile la differenza fra nobiltà e borghesia, molto forte è invece l’abisso che separa chi serve da chi è servito. Lo si vede nel rapporto fra Marina e la sua cameriera e soprattutto Jolanda, la sua ex nutrice, oppure in quello fra la sguattera Flora, cresciuta in un brefotrofio, e il conte Giano con la sua concezione delle serve come corpi a disposizione dei padroni e perfino dei loro amici. “Non in casa mia” sancisce però Giacomo, uno dei personaggi moralmente più alti del libro.
E quando non si possono avere figli, anziché scivolare nell’isteria e nella dissolutezza, si accolgono bambini altrui rimasti soli o che hanno bisogno di una madre e di un padre insieme. E se non si sono raggiunti gli obiettivi più ambiziosi, si può accettare un amore socialmente più modesto.
Grande l’abilità della scrittrice nell’interconnettere tante storie diverse e nell’usare il dialogo per fornire informazioni a chi legge. Eccellente, come sempre nella Ciuffi, la qualità della scrittura.
Insomma una bella lettura natalizia, ma non solo.

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3 commenti:

  1. Grazie, Matesi! Questo romanzo risorge a ogni Natale, almeno nel mio cuore...

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  2. Sono assolutamente d'accordo con Matesi, e credo non ci sia altro da aggiungere. Bravissima Ciuffi.

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  3. Teresa Siciliano16 dicembre 2015 21:11

    È il grande vantaggio degli ebook rispetto al cartaceo e soprattutto all'edicola.

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