martedì 1 dicembre 2015

Recensione: "FARFALLE SULLO STOMACO" di Rossella Calabrò




Genere: Romanzo
Editore: Emma Books
Pagine:  83
Prezzo: € 2.99
Uscita: 30 Settembre 2015






Sinossi:
Un libro piccolo e delicato come una farfalla, una testimonianza spietata eppure affettuosa sui disturbi del comportamento alimentare. La storia intima, segreta, di una donna troppo sensibile, ossessionata dal controllo e dal bisogno di piacere. Una donna che perde se stessa e poi si ritrova, in un volo leggero. “Ciao, sono Irene e sono appena nata. Pochi minuti fa avevo il cordone ombelicale tutto attorcigliato intorno al collo, stavo per strozzarmi ma per fortuna non è successo. Però questa cosa mi ha lasciato un senso di claustrofobia che è durato tutta la vita. L’amore, per esempio, se mi stringe troppo non mi fa respirare. Mi piace sentire le farfalle nello stomaco, ovvio, ma le farfalle volano, hanno bisogno di tanta aria intorno. Lo stomaco non è un posto adatto a chi ha le ali. Eppure. C’è stato un periodo, quando ero adolescente, in cui avevo chiuso i contatti con tutti i miei organi tranne lo stomaco. E lo riempivo, lo riempivo in continuazione di cibo fino a soffocare tutte le farfalle che vivevano là dentro. Le ali si coprivano di bolo appiccicoso, si appesantivano, e fine dei voli.” Un libro dedicato a chi è troppo sensibile, a chi ha un rapporto difficile con il proprio corpo, o a chi vuole capire cosa significhi percepire se stessi come ingombranti elefanti dal cuore di farfalla.


“Farfalle sullo stomaco” è un diario. Piccolo, leggero, complesso e confuso. Il diario di una persona perfettamente normale ma che, invece, si vede diversa e vuole sentirsi invisibile.
È la storia di Irene, una donna che cresce con disturbi alimentari, traumi dell’infanzia di una famiglia che non la ama.
Non è mai facile leggere un libro con tematiche simili, quando si è “sani” difficilmente ci si immedesima in chi crede di non esserlo. Come ogni volta, e stavolta anche meglio, Rossella Calabrò è riuscita a cogliere il dramma umano, la milionesima sfaccettatura del cuore.
Irene è bellissima eppure non si sente tale e affoga i suoi dolori nel cibo e nell’invisibilità. Nella voglia di non essere notata ma che nasconde un profondo desiderio di essere amata.
Ho amato questo libro dalla prima all’ultima pagina, l’ho letto d’un soffio e lo rileggerei adesso, dopo meno di ventiquattro ore.
“Farfalle sullo stomaco” mi ha anche fatto una gran rabbia. Non per il problema di Irene, né verso chiunque stia male, ma verso la famiglia d’origine di questo piccolo fiore che aspetta solo di vedere e sentire, felici, le farfalle nascoste nel suo stomaco.
Un libro profondamente psicologico che evidenzia, pur senza analizzare realmente, dove nascono le insicurezze, chi ne è la causa e chi ne fa le spese.
Rinascere senza un soffocante cordone ombelicale, uscire dal bozzolo e fidarsi di se stesse è un passo del tutto individuale e simbolo di profondo coraggio.
Irene questo coraggio lo ha avuto e auguro col cuore a tutti di trovarlo e provare a vivere.
Diversi sono stati i tratti del libro che mi hanno colpito.
Innanzi tutto quando Irene paragona gli essere umani agli armadi. Negli armadi ci sono tanti abiti, così dentro ognuno di noi ci sono tanti noi stessi a seconda di come ci sentiamo e sta solo a noi scegliere quale indossare e quale ci fa stare bene.
Molto significativa è anche questa frase:” Mi fido di me, ecco, e allora mi sento libera di esprimermi in mille modi diversi, che sono tutti miei.
Sani o patologico che siano.”
Non c’è nulla di più bello.

Così mi ritrovo ancora una volta a lodare una grande donna, una grande scrittrice e una persona davvero profonda. Quattro stelline a questa piccola perla e un altro, caloroso applauso a Rossella Calabrò.



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