martedì 15 dicembre 2015

Recensione: "SIDECAR" di Amy Lane





Genere: M/M, Contemporaneo
Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 277
Uscita: 17 Novembre  2015
Traduttore: Veronica Rotondo










Sinossi:

È il 1987. I ragazzi indossano camicie rosa della Izod, le ragazze hanno capelli vaporosi e tutti possiedono una scatola del fumo; AIDS è solo una brutta parola che rimbomba dalle città come un temporale. Un adolescente scappato di casa vaga su un lato della strada, a un battito di ciglia dalla disperazione, ed è salvato da un angelo con i capelli lunghi su una Harley.

Ma questo è solo l’inizio della loro storia.

Josiah Daniels voleva pace, tranquillità e una vita semplice, e l’ha avuta finché non ha salvato Casey dalla fame, dal freddo e dallo sfinimento. Da quel momento la vita di Joe è tutt’altro che semplice e il suo nuovo pupillo naviga un mondo che sta cambiando più rapidamente delle persone che ci vivono. Joe vuole far diventare Casey un adulto felice e produttivo, e ci riesce. Ma anche da grande, Casey non riesce a concepire una vita felice senza Joe. Il problema è far accettare a Joe che il ragazzo che ha allevato è all’improvviso l’uomo che lo vuole.


La loro relazione potrebbe morire o cambiare il mondo attorno a loro. Mentre costruiscono una casa, negoziano le nuove regole del crescere assieme e schivano le insidie della vita moderna, Casey impara che l’età adulta è più che il sesso, Joe impara che non ci sono compromessi se si vuole vivere per sempre felici e contenti, e sono entrambi costretti a capire l’unica cosa che un uomo non dovrebbe mai fare: vivere da solo.


Ogni volta che leggo un libro di questa autrice rimango sempre devastata e deliziata insieme. 
La sua capacità di raccontare storie è talmente profonda che me le fa sembrare vere dalla prima all'ultima pagina. 
Per capire di cosa tratti questo libro basta leggere attentamente la dedica iniziale dell'autrice fatta al padre e al marito. Un libro che parla di amore e gentilezza, di speranza in più per il futuro e anche della ricerca della spiritualità perduta, che si può trovare negli occhi di una persona. 
I protagonisti, Casey e Josiah/Joe, raccontano la loro storia che dura da venticinque anni, dal momento in cui i due incontrano un giovane affamato, sporco e infreddolito durante il loro ritorno a casa in sella ad un Sidecar. A entrambi questo  ragazzo ricorda il giovane Casey. 
Il romanzo dunque è un racconto che parte dai nostri tempi per poi svolgersi come un lungo flash back dal 1987 al 1992, anni cruciali in cui vivere l'omosessualità era sia ostentazione che paura: molti scappavano da casa o venivano allontanati dalle stesse famiglie che non comprendevano il loro orientamento sessuale, finendo così sulla strada e diventando numeri di una statistica fatta di fame, prostituzione e malattie, l’AIDS tra tutte, che portavano alla morte. 
Il romanzo è scritto in terza persona, ma ogni capitolo, oltre che portare il titolo di una canzone che ha fatto storia, è contrassegnato dal nome di uno dei due protagonisti, come se fosse lui stesso a raccontarci gli eventi di cui è protagonista. 
Joe è un uomo possente dall'animo molto dolce, buono fino al midollo, un infermiere che passa abbondantemente il metro e ottanta, con le spalle ampie ricoperte di un giubbotto di pelle, lunghi e folti capelli castano scuri legati in una coda di cavallo accompagnati da baffi a manubrio e pizzetto folto: un sopravvissuto al periodo hippy! Un angelo inusuale in sella a una motocicletta che raccoglie il cucciolo Casey dal ciglio di una strada. Casey ha un fisico longilineo, il viso a forma di cuore, delicato quasi femmineo, gli occhi grigi e profondi, capelli color del miele, che si intravedono sotto uno strato di sporcizia dovuto al suo vivere per strada. 
Il romanzo è scritto talmente bene che Joe e Casey sono diventate due persone reali mentre leggevo di loro. In più il periodo storico in cui si muovono fa parte del mio passato: ero giusto unadolescente in quegli anni, ne ho pochi meno di Casey, e questa lettura mi ha riportato indietro nel tempo. 
A differenza di Casey ho avuto un'adolescenza tranquilla, senza drammi, e non so che avrei fatto se mi fossi ritrovata nella sua stessa situazione. Lui fortunatamente ha trovato un angelo sul suo cammino. Un angelo solo e riservato, col cuore pieno di amore da dare, che aveva perso la fede in Dio a causa della perdita della sorella maggiore, Jeannie, causata dalle complicazioni di un intervento chirurgico fatto in clandestinità, per evitare alla famiglia il disonore di una gravidanza fuori dal matrimonio. La famiglia di Joe è quacchera non bigotta, una fede religiosa che si basa sulla gentilezza e amore, che crede che lavorare per rendere un modo migliore per tutti sia lavorare per Dio. Joe si sente abbandonato da Dio che non aveva salvato la sorella appena diciottenne e non lo ritroverà fino a quando non capirà che Casey sarà veramente l'uomo che lo completerà. Grazie alla sua bontà e gentilezza d'amino, il ragazzo è diventato un giovane uomo che sta cercando di costruirsi un futuro per essere degno del suo amore e della gentilezza ricevuta. 
Joe continua a reprimere e non riconoscere in Casey il suo futuro, ha paura che se starà con lui non potrà mai avere dei figli suoi, ma la rivelazione lo colpirà quando il ragazzo porterà a casa il suo fidanzato Robbie. Ecco il momento della verità per Joe: 
A volte Joe lo guardava e si ricordava di qualcosa di grandioso, potente e delicato, qualcosa con cui avrebbe dovuto essere familiare ma non lo era. Non fu finché Casey non portò Robbie a casa che Joe ricordò dove aveva provato per la prima volta quel sentimento, quando il cuore era troppo  grande  per  il  petto,  quando  mancava  il  fiato  e  gli  occhi  si inumidivano perché guardare quella persona, quell’unica persona perfetta, era così accecante, così splendente che non avevano scelta... Per la prima volta in ventisette anni, Joe sentì l’esistenza di Dio. Era nel sorriso di Casey, nei suoi occhi, nel modo in cui guardava il suo innamorato, nel modo in cui salutava i cani. Dio era lì, nei raggi del sole che accarezzavano i capelli di Casey e riscaldavano la sua pelle, e Joe... Joe voleva toccarlo.” 
Il momento della svolta per i due però non è ancora giunto. Dovrete pazientare e soffrire ancora un po' con loro, ma giusto per poche pagine. Verrete ricompensati da un favoloso Natale a casa dei genitori di Joe, che lo riabbracceranno e che accoglieranno Casey a braccia aperte come suo compagno. Tranne la sorella, rimasta uno zoccolo duro e intransigente verso la loro relazione, ma che verrà messa a tacere da un Casey tosto ma educato! 
Il fantasma di Jeannie avvolge la famiglia, il suo nome viene pronunciato sempre con reverenza e dolore, ma mai per accusarla di qualcosa di deplorevole. Il momento più toccante per me rimane quello in cui Joe va a “trovare” la sorella al cimitero, dove finalmente fa pace con se stesso e con Dio: 
Credevi così intensamente, Jeannie. Giuro, ti guardavo mentre cantavi e praticamente vedevo Dio nei tuoi occhi, Jeannie. Per così tanto – così dannatamente tanto – ho pensato che Dio fosse morto con te, perché non lo vedevo più. Ma...” Joe chiuse gli occhi e vide il modo in cui Casey lo aveva guardato il primo mattino che era apparso davanti a quel piccolo, schifoso appartamento, quando le mani di Joe stavano tremando perché era così contento di vederlo. “Ma ho visto Dio nei suoi occhi, Jeannie. Non mi preoccupo troppo della dottrina, ma ricordo quello che mi hai insegnato tu. È tutta una questione di ricerca, no? Era così che venivamo chiamati? Cercatori? Beh, io l’ho trovato. Ci sono altre cose che mi piacerebbe cercare, alla fine, ma per il momento, ho trovato qualcosa e voglio che tu sia felice per me. 
Un libro che definire meraviglioso è poco... 










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