giovedì 14 gennaio 2016

Consigli per la scrittura di Laura Gay: Lezione #18 - TECNICHE PER RISVEGLIARE L'INTERESSE DEL LETTORE



 

Tornano le lezioni di scrittura creativa di Laura Gay! Ecco per voi alcune tecniche per risvegliare l'interesse del lettore. Come tenerlo incollato alle pagine? SCOPRITELO!
 
   
Lezione 18



 
Buongiorno a tutti e ben ritrovati. Pronti a riprendere questa rubrica di consigli di lettura dopo le feste natalizie? Oggi intendo suggerirvi alcune tecniche per risvegliare l’interesse di chi vi legge.
In un romanzo è facile approdare a scene un po’ noiose o a momenti di stasi in cui sembra non succedere nulla di interessante. In questi casi come possiamo mantenere l’attenzione del lettore o risvegliare la sua curiosità? Esistono alcune tattiche che vi elencherò qui di seguito:

1)     Creare contrasto tra i personaggi. Se una scena è particolarmente noiosa, ricca di descrizioni che magari non possiamo tagliare, perché basilari ai fini della storia, un ottimo espediente per catturare l’attenzione di chi ci legge è quello di aggiungere un po’ di pepe facendo scontrare tra loro dei personaggi. Una lite, un battibecco, una discussione o un semplice contrasto possono fare al caso nostro.
2)    Rovesciare una situazione. Una tecnica molto usata nei romanzi e nei film è quella di portare i nostri personaggi da una situazione di felicità e tranquillità a una diametralmente opposta. I protagonisti della nostra storia stanno vivendo un periodo sereno? Ridono, scherzano, tutto sta filando liscio? Alla lunga questo può stancare chi ci legge. Dobbiamo inventarci qualcosa per ribaltare la situazione: un incidente, un dramma improvviso o una situazione di forte impatto. Questo vivacizzerà la vicenda e terrà il lettore con il fiato sospeso. Ve lo posso assicurare.
3)    Introdurre elementi esterni di cambiamento o disturbo. In parte questo punto si collega al precedente. Se c’è una situazione statica, dobbiamo introdurre un cambiamento, un diversivo, una problematica: accade al protagonista qualcosa che non aveva previsto, il tempo per il raggiungimento del nostro obiettivo sta per scadere, il passato ritorna all’improvviso portando problemi da risolvere, il nostro protagonista cade vittima di una trappola, insomma tutto è concesso. L’importante è evitare momenti prolungati si staticità. Naturalmente gli impedimenti dovranno essere credibili e in linea con quella che è la nostra storia. Se l’elemento di disturbo è troppo forzato, rischiamo di ottenere l’effetto contrario: il nostro lettore perderà la voglia di proseguire la lettura, magari si arrabbierà sentendosi preso in giro.  Possiamo anche prepararlo precedentemente a quello che accadrà, lasciandogli intuire che nell’aria c’è qualcosa di grosso come un complotto ai danni del protagonista, un piano malvagio che si deve compiere. Anche in questo caso l’attenzione di chi ci legge sarà mantenuta viva, in quanto si aspetta qualcosa ed è curioso di sapere quando accadrà, in che modo, e se i nostri personaggi riusciranno a cavarsela in quel frangente.
4)    Creare disarmonia tra il personaggio e l’ambiente circostante. È bene sapere che i lettori sono fondamentalmente un po’ sadici. Se le cose filano per il verso giusto non sono soddisfatti, ricercano in continuazione la problematica, la situazione incresciosa. Quindi più mettiamo alla prova i nostri personaggi, più riusciremo a catturare la loro attenzione. Un altro modo per riuscirci è quello di chiamare in causa l’ambiente che ci circonda: se il nostro protagonista sta viaggiando per mare, possiamo scatenare una tempesta che lo metterà in pericolo. Se invece si trova negli Emirati Arabi, possiamo farlo finire in un deserto, stanco, assetato, alla disperata ricerca di un’oasi. Se, tuttavia, la nostra ambientazione non lo permette, perché siamo in centro a Milano e non ci sono grossi pericoli da affrontare, possiamo semplicemente creare una situazione lavorativa pesante che lo renda nervoso, irascibile e via di seguito. Insomma, gli espedienti sono tanti. L’importante è che siano credibili nel nostro contesto. È chiaro che a un Indiana Jones potremmo mettere davanti un certo tipo di ostacoli, mentre un intellettuale che trascorre il proprio tempo chiuso in biblioteca dovrà affrontarne altri. Sta tutto alla nostra intelligenza.
5)    Inserire una rivelazione. Uno dei più classici colpi di scena è qualcosa che viene svelato all’improvviso e che né il lettore né il nostro protagonista si aspettavano; tipo la vera natura di un personaggio, l’identità di un assassino, la soluzione di un mistero. Naturalmente, è meglio evitare questi espedienti se siamo a metà della storia. Dopo non avremo più nulla da raccontare. Però possiamo fare in modo di seminare qua e là indizi che ci portino a scoprire il problema gradualmente. Serviranno a coinvolgere il lettore.
6)    Usare un cliffhanger. Ne abbiamo già parlato, ma lo ribadisco perché repetita iuvant: questo termine fa riferimento all’ espediente narrativo di chiudere in modo brusco, sul più bello, una scena. È utilizzato soprattutto in ambito cinematografico e televisivo, ma anche nei romanzi. È infatti un ottimo modo per lasciare il lettore col fiato sospeso e con la voglia di scoprire cosa accadrà. L’ideale anche per chi scrive una serie o una triologia (che vanno tanto di moda). Terminare il proprio romanzo con un cliffhanger farà si che il lettore acquisti anche quello successivo. Fidatevi. Pensate al finale di “Cinquanta sfumature di grigio” quando Ana lascia Christian. Chi di voi non è stato tentato di acquistare subito il secondo libro per scoprire cosa ne sarebbe stato dei nostri beniamini? Sarebbero tornati insieme oppure no? Ecco, questo è un esempio di cliffhanger.
7)    Capovolgere le aspettative. Sicuramente avrete già letto un libro o visto un film in cui all’improvviso si scopre che tutto quello che avevamo pensato di un dato personaggio non è come immaginavamo noi. Ebbene, questo è quel che si intende con: capovolgere le aspettative. Se riusciamo a portare il lettore a farsi un’idea sbagliata di un personaggio, seminando particolari atti a sviarlo, e poi gli riveliamo all’improvviso che non è così, be’, avremo la sua totale attenzione. È garantito.

Bene, per oggi abbiamo finito. Vi do appuntamento alla prossima settimana e non dimenticate di lasciare un commento se avete domande o se volete fare delle considerazioni sull’argomento.




NB.: Se avete delle domande commentate la Lezione e Laura vi darà delucidazioni! 


Lezioni:
Lezione 1: La grammatica
Lezione 2: L'infodump
Lezione 4: Le descrizioni
Lezione 5: Il punto di vista
Lezione 6: Ritmo e velocità
Lezione 8: I personaggi 
Lezione 10: L'arco di trasformazione dei personaggi
Lezione 11: Le cinque fasi di elaborazione del dolore
Lezione 12: I personaggi secondari
Lezione 13: I dialoghi
Lezione 14: Dialoghi - Il verbo dire 
Lezione 15: Errori comuni, come evitarli
Lezione 16: Conoscere i generi letterari
Lezione 17: Suggerimenti per creare una storia
Lezione 18: RISVEGLIARE L'INTERESSE DEL LETTORE
+ a seguire






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4 commenti:

  1. Consigli molto utili e interessanti, io stessa ho utilizzato alcuni di questi espedienti nei miei romanzi :-) Nei prossimi giorni mi leggerò anche le lezioni precedenti!

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  2. Ciao,
    volevo farti i complimenti! Trovo tutte le tue lezioni davvero interessanti! Sono utili e scritte in modo chiaro!

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  3. Interessante! :D
    Non avevo ancora visto questa rubrica ma ora che uso Bloglovin' non me ne perderò più una puntata!
    A proposito di questa devo dire che anch'io uso queste tecniche nei miei libri, e forse esagero un po' col mettere alla prova i protagonisti (raramente hanno pace e tranquillità! Sono sadica anch'io XD), ma riguardo al cliffhanger temo sia un'arma a doppio taglio; ho in mente di usarlo, ma se poi il lettore si scoccia? Quando lo trovo io alla fine di un libro mi viene prima il nervoso, poi certo, non resisto e prendo il seguito, ma se il seguito non è ancora uscito che nervi! XD bisognerebbe forse fare in modo di pubblicarlo subito dopo o quasi.

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