martedì 26 gennaio 2016

L'Angolo di Matesi: "M/M E DINTORNI"




 Questo martedì Teresa Siciliano ci parla dell'avvento della narrativa gay in Italia. Perché piace così tanto alle donne?

La prima volta che sentii parlare di M/M credo sia stata a Reggio Emilia, alla VER del 2014. All’inizio non capii neanche il termine e dovetti farmelo spiegare da una vicina di posto. Rammento che una blogger, seduta fra il pubblico, chiese ai rappresentanti delle case editrici sul palco perché in Italia non si pubblicasse il genere. Biancolino, che era l’editor dei Romanzi Mondadori, fece un minisondaggio per alzata di mano fra di noi su quante avrebbero comprato un romance gay, sondaggio che ovviamente dimostrò come, almeno all’epoca, il genere non era appetibile. Io fui fra quelli che non alzarono la mano, ma mi incuriosì il discorso appassionato della blogger in questione e già allora mi chiesi il motivo per cui lettrici non gay potevano amare quel genere. Ci fu detto che rispetto ai più usuali erotici etero si trattava di romanzi molto più sentimentali.

Il mio primo contatto diretto avvenne con Catene d’argento della Logan che, al suo lancio in Italia, fu così gentile da mandarmi l’ebook. Col senno di poi forse non si trattava del romanzo più adatto a un primo approccio. La trama aveva al centro un club per dominatori e sottomessi e apparteneva al genere sadomaso: nella variante etero avevo avuto modo di leggere romanzi simili con Mondadori e ammetto che mi avevano fatto davvero orripilare. Soprattutto perché in tutti, tranne rare eccezioni, era la donna la sottomessa di turno. 
Non che mi piacessero i casi inversi, ma almeno avevano il pregio dell’originalità e non mi facevano sempre pensare a femminicidi e violenza familiare. Ma, leggendo prima Catene d’argento, in seguito Professione killer, e documentandomi poi sul web, grazie a dei suggerimenti ricevuti su facebook, innanzitutto scoprii pratiche sessuali di cui non avevo assolutamente idea, spesso volutamente e consensualmente molto dolorose e talvolta anche, almeno per i miei gusti, umilianti o addirittura disgustose.
Personalmente ritengo che la prima cosa da fare per estendere il pubblico dei romanzi gay sarebbe distinguere i vari generi e impedire l’identificazione con il filone sadomaso, che è cosa secondo me diversa, tant’è vero che può essere sia etero sia gay.
Alla ricerca dei romanzi sentimentali di cui mi avevano parlato alla VER, ho trovato infine i libri della May, che mi sembrano in questo senso significativi: in particolare ho giudicato belli Neve fresca e Ghiaccio salato.
Lo confesso con un po’ di imbarazzo: sono totalmente etero. Non ho mai neanche fantasticato su rapporti omosessuali e quindi nei romanzi M/M ho difficoltà a identificarmi nei protagonisti o a trovare interessante la meccanica dei loro rapporti sessuali. Sia detto senza alcuna traccia di omofobia: personalmente appartengo a quanti sono convinti che l’omosessualità in sé non solo non può essere considerata un reato, o una perversione, o una malattia, come è avvenuto in passato (e purtroppo come avviene tuttora presso certe popolazioni e certe persone), ma è semplicemente una diversità. Si nasce così, allo stesso modo in cui io sono nata bruna con gli occhi castani e altri biondi con gli occhi azzurri, io con la pelle cosiddetta bianca, altri scura, nera o gialla. Non credo all’esistenza delle razze e tantomeno a quelle superiori: almeno dalla scomparsa dei neandhertaliani (e forse anche prima: la cosa è ancora in fase di accertamento) sulla terra esiste un’unica razza umana.
Il particolare forse più divertente è che non ho mai letto un F/F e l’unico film che ho visto su una famiglia con al centro una coppia formata da due donne mi ha suscitato qualche perplessità. Non riesco a capire perché i rapporti lesbici mi siano più alieni rispetto a quelli M/M, ma così è: tutte le volte che sui più venduti di Amazon trovo amori femminili scappo via veloce. Dovrei andare da uno psicologo? Mah!
D’altra parte continuo a chiedermi: ma perché tante lettrici rosa ormai comprano M/M, pur non essendo omosessuali? Mettendo da parte la normale curiosità, ho letto interpretazioni secondo cui, mentre leggono, trasformano uno dei due partner in donna e si identificano in quello. In verità questa interpretazione mi lascia molto scettica, dal momento che si tratta di rapporti fisicamente molto diversi, secondo me. O così mi pare.
Quello che forse a me e al pubblico femminile come me piacerebbe leggere è un romanzo che fosse sia etero che gay. Intendiamoci niente ménage e tantomeno orge: cose simili personalmente non mi interessano, anzi mi sembrano fare a pugni con il concetto di romance.
Però spesso nei rosa al centro del libro ci sono due coppie. Non vedo cosa ci sarebbe di strano se una delle due fosse M/Fe una M/M. Finora nei rari casi di trame simili (l’esempio più vicino potrebbe essere La tentatrice della Balogh, dove c’è un risvolto F/F) ovviamente l’elemento gay è stato molto secondario. Forse sarebbe ora di aumentare di numero e peso questo tipo di storie.
Perché la vita reale può essere molto imperfetta, ma è anche molto varia e complessa e certo non semplificabile. A volte mi pare che, contrariamente alla prima impressione, anche i romanzi gay siano inverosimili. I sessuologi, se ho capito bene, parlano di percentuali di persone solo omosessuali fra il 5 e il 10 per cento della popolazione e invece in alcuni romanzi lo sono tutti, e non solo protagonisti e comprimari, ma anche il fattorino che porta le pizze o l’infermiere che ti fa il prelievo di sangue.
Insomma mi piacerebbero dei bei romance dove ci fosse più attinenza con la vita reale. Ma senza rinunciare al lieto fine, intendiamoci, e al concetto che l’amore deve trionfare sempre sull’odio e sul male.


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6 commenti:

  1. Devo dire Maria Teresa che per una volta (XD strano eh?) mi trovo in sintonia con quello che dici, anche se non del tutto. Tutto il discorso sull'unica razza lo condivido in pieno. Ho sempre detto che la tua iniziazione al mondo MM è stata del tipo "doccia gelata su una pelle che brucia per 40 di febbre" e la Logan ha questa caratteristica: quella di immergere totalmente i suoi personaggi nell'ambiente BDSM, a parte qualche rara eccezione. Mi sembra giusto anche provare repulsione per certe pratiche se la repulsione si ferma al proprio sentire e non diventa giudizio. Quello su cui non mi trovo d'accordo è dire che una lettrice MM si immedesima in uno dei protagonisti trasformandolo in una donna. NO. No assolutamente no. E' proprio la non immedesimazione che rende la lettura interessante, il fatto di non trovarsi davanti una protagonista femminile che non ci rispecchia (quasi mai lo fanno, o son troppo gnocche o hanno un tipo di vita diametralmente opposto al nostro). E' vero anche che il sesso attrae la lettrice ma non è solo quello, ci sono autori MM che hanno delle capacità tecniche eccellenti (per me una regina è Amy Lane) che sfornano delle storie così ricche di pathos e così ben scritte che non puoi fare a meno d leggerle e il sesso passa in secondo piano rispetto alla storia. Ci sono poi libri bellissimi tipo Tigri e Diavoli dove il sesso non c'è se non accennato, ma molto accennato, eppure sono struggenti. Credo sia una questione di gusti. L'MM così come il Paranormal ha il suo pubblico e uno può provare a fare incursione nel genere, ma se non piace, lascia stare. Quello che trovo negativo e poco rispettoso (lo dico non perché ne ho avuto sentore nell'articolo, ma perché è un pensare di chi non legge MM) è giudicare morboso o perverso il lettore MM.

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  2. Concordo con quasi tutta lì'analisi appena letta ma da vecchia scrittrice di rosa ho una riserva. Il rosa è un genere rivolto prettamente alle donne. In quei libri si parla di sentimento, d'amore, di passione non certo di perversioni sado-maso e nemmeno di realtà diverse. Ognuno è libero di scegliere le letture che ama ma evitiamo di contaminare dei generi che sono storici e diamo a quelli nuovi dei nomi distinti.
    Ciao cara Matesi. Paola Picasso

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    1. Teresa Siciliano27 gennaio 2016 06:25

      Tutto cambia ed è difficile impedirlo, sempre che lo si voglia: alcuni aspetti ci piacciono di più, altri di meno. La cosa più importante è la chiarezza: quando si compra un romanzo occorre sapere cosa aspettarsi, almeno nelle linee generali.
      Un saluto affettuoso.

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  3. ciao Maria Teresa, interessante come al solito la tua analisi. Tempo fa, quando cominciai a leggere il genere, scrissi un articolo in proposito, intitolandolo, se non ricordo male, Scontro tra Titani. Il che credo risponda alla tua domanda "perché come donna mi attirano più i romance MM che non quelli FF?" Come lettrici donne etero, noi siamo attirate di più dall'eroe, e in un MM ne abbiamo due, invece di uno. Solitamente entrambi molto fighi, in termini di personalità se non di fisico (ma a volte anche in quello). Un esempio per tutti: i due agenti FBI Ty e Zane, meravigliosi entrambi. Non sottovaluterei inoltre l'elemento novità: dopo anni di letture romance con innamoramento e scene sensuali/sessuali tra uomo e donna, che hanno in qualche modo esaurito tutte le possibili varianti sul tema (diciamo spesso che ormai tutto è stato scritto), assistere all'innamoramento e alla sensualità tra due uomini è nuovo e per questo in grado di provocare in noi nuove emozioni.
    Fin qui come lettrice. Come autrice posso dire che la tua proposta di un mix è interessante. Io una trama nel cassetto ce l'ho, per il momento non sento però di poterne tirare fuori qualcosa di davvero buono: ha ancora bisogno di crescere e, chissà, forse non lo farà mai. Lasciami aggiungere che, per noi autrici di romance MF, il crescente appeal del genere MM è una sfida: noi non possiamo competere con il livello di novità che menzionavo sopra, e a volte sembra quasi che il romance MF sia diventato un ... déjà-lu.
    Saluti e buone letture (di qualunque colore siano) a tutti!

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  4. Teresa Siciliano27 gennaio 2016 19:26

    Buone letture di qualunque colore siano, Monica.

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  5. Cara Teresa, come sempre hai scritto un articolo interessante. Tralasciando il discorso delle letture sado maso, che mi fanno orrore, e i romanzi F/F, che non mi sembra abbiano un gran seguito, mi incuriosiscono i lettori degli M/M. Perché delle donne etero dovrebbero preferire quel tipo di romanzo? Le risposte che ho trovato, anche in questa occasione, non sono state soddisfacenti. Monica non è la sola ad aver detto che c’è la novità di un approccio diverso riguardo all’innamoramento e al sesso, io, però, chiedo scusa, ma non riesco a convincermi. Il batticuore di un uomo, guardando l’oggetto del proprio desiderio, non può essere diverso se quest’oggetto è una persona del suo sesso anziché una donna, e, a pensarci, neppure alcuni atti sessuali. Tuttavia non è quello che una lettrice romantica può desiderare di immaginare mentre legge. Alcune lettrici hanno detto che questi racconti sono più appassionati. Quel pochissimo che ho letto, poche pagine, in realtà, non mi è parso molto diverso dai soliti romance. Insomma, magari ho sbagliato libro, ma non c’era tanto di più e, direi, persino meno. Mi ha lasciata incerta anche l’asserzione che invece di un eroe su cui sognare ne abbiamo due. Per quanto mi riguarda, se sogno leggendo un romance, voglio immaginare un uomo che potrebbe desiderarmi, voglio sentirmi la protagonista e non potrei mai immedesimarmi in un palestrato alto un metro e novanta. Sarebbe interessante, quindi, scoprire quante donne leggono questi romance e quante sono le vendite di questi libri rispetto agli M/F. Io ho fatto questa domanda a ben otto delle mie amiche. Donne che conosco bene fini dai tempi della scuola e nessuna di loro è interessata a quel genere. Un po’ come le alzate di mani alla VER. Non credo, ma posso sempre sbagliarmi, che gli M/M siano una sfida, anche se il rumore è tanto.
    Un caro saluto Teresa, e a tutte.
    Miriam

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