martedì 2 febbraio 2016

Anteprime FAZI EDITORE febbraio 2016

Editore: FAZI EDITORE
Uscita: FEBBRAIO 2016


AL DI LA’ DEL NERO
di Hilary Mantel

Genere: Narrativa
Collana: Le Strade
Pagine: 486
Prezzo cartaceo: € 18,00
Traduzione: Giuseppina Oneto

Dalla più grande scrittrice inglese del nostro tempo, prima e unica donna a ricevere due volte il Man Booker Prize, dopo i grandi successi di Wolf Hall, Anna Bolena e La storia segreta della rivoluzione, ecco un romanzo contemporaneo, una commedia nera perfettamente riuscita, maliziosa, divertente e cupa al tempo stesso.

Sinossi:
Nella grigia periferia inglese, dove il cibo è insapore e la vita è offuscata dalla nebbia del disincanto, la corpulenta Alison si guadagna da vivere come medium, contattando i morti durante affollate sedute. La sua assistente è Colette, donna scheletrica dal cuore di pietra, cinica quasi quanto lei e reduce dalla rottura con l’inetto marito. A completare il quadro c’è Morris, fantasma volgare, lascivo e dispettoso, sempre tra i piedi. In un bizzarro viaggio on the road lungo le desolate tangenziali del sudest, i tre si spostano di fiera in fiera, di motel in motel, dando vita a una serie di performance architettate ad hoc per soddisfare i clienti. Alison sa bene come coniugare le sue doti di deduzione psicologica con la credulità del pubblico, eppure non è una ciarlatana: sa leggere davvero nella mente delle persone ed è davvero in contatto con il mondo degli spiriti, il luogo «al di là del nero». Lei stessa è perseguitata dai suoi demoni: inquietanti figure maschili, spauracchi di un passato di cui porta ancora le cicatrici, che s’impadroniscono della sua casa, del suo corpo e della sua anima, e più cerca di liberarsene, più loro acquistano forza e cattiveria…
La sapiente penna di Hilary Mantel confeziona un romanzo unico, che scorre tutto lungo quella linea sottile tra paradiso e inferno, veglia e sonno, vita e morte.

«Il suo miglior libro». The Guardian
«Un capolavoro di spirito». The Independent
«Meravigliosamente divertente». The Spectator
«Di un’eleganza memorabile». The Sunday Telegraph
«Estremamente divertente e spesso inquietante». Literary Review

L’autrice:
Nata nel Derbyshire nel 1952, Hilary Mantel ha scritto tredici romanzi, fra cui spiccano Wolf Hall (2011) e Anna Bolena, una questione di famiglia (2013), i primi due libri della fortunata trilogia sulla dinastia Tudor, entrambi insigniti del Man Booker Prize, e La storia segreta della Rivoluzione, imponente opera sulla Rivoluzione francese pubblicata da Fazi in tre volumi. Da Wolf Hall e Anna Bolena, una questione di famiglia la BBC ha tratto l’apprezzata serie TV Wolf Hall, che ha vinto il Golden Globe 2016 come miglior miniserie.


LE ACQUE TORBIDE DI JAVEL
di Leo Malet

Genere: Narrativa
Collana: Darkside
Pagine: 250
Prezzo cartaceo: € 14,00
Traduzione: Federica Angelini

In occasione del ventesimo anniversario dalla morte dell’autore, riprendiamo la pubblicazione di un maestro del noir con un romanzo finora inedito. Per la serie I nuovi misteri di Parigi ritroviamo l’affascinante Nestor Burma, autentico mito moderno, investigatore privato sciupafemmine e trova cadaveri dalla lingua sarcastica. Uno che la pistola ce l’ha ma preferisce usare il cervello.

Sinossi:
L’aria di dicembre è piuttosto dolce, quest’anno, ma a Hortense Demessy non importa. Incinta e senza un soldo, chiede l’aiuto di Nestor Burma: dovrebbe ritrovare suo marito, un vecchio clochard che è sparito senza lasciare tracce. Burma fa il giro del quartiere, consulta la veggente Zorga Tinea, da lui soprannominata la Pizia rispettosa, interroga Wanda di place de Breteuil e la raggiante Jeanne, che abita in un orribile palazzone popolare. Continua a cercare e visita le fabbriche della Citroën, il Bal Nègre di Rue Blomet, il caffè di Rue Payen. Setaccia anche i dintorni di Pont Mirabeau. Non trova il disperso, ma s’imbatte in una serie di cadaveri.

«Maestro del noir, Malet è giudicato, non a torto, migliore di Simenon» Corrado Augias
«Lo stile di Malet è quello dell’unico vero maestro del polar». Gianni Mura, La Repubblica
«Léo Malet si diverte a fracassare alibi e apparenze. Svelando l’eterna girandola umana, mossa dall’avidità, dal sesso, dall’ambizione». Bruno Ventavoli, TTL – La Stampa
«Riscoprire Malet, in questa nuvola di passato remoto e di agilità narrativa, è quasi un dovere». Sergio Pent, l’Unità
«Un autore assolutamente da leggere, non solo per gli appassionati del noir ma per tutti quelli che amano la letteratura». Massimo Romano, TTL – La Stampa

L’autore:
Léo Malet: nato nel 1909 a Montpellier, figlio di una sarta e di un impiegato, rimane prestissimo orfano. È il nonno bottaio, grande lettore, che si prende cura di lui e lo inizia alla letteratura. A sedici anni si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna. Vive alla giornata, fa l’impiegato, il manovale, il vagabondo, il gestore di un negozio d’abbigliamento, il magazziniere, il giornalista, la comparsa cinematografica. Dopo una dura esperienza in un campo di concentramento nazista, nel 1941 inizia a scrivere polizieschi firmandosi con svariati pseudonimi. Nel 1943 pubblica 120 Rue de la Gare, con cui esordisce la sua creazione narrativa più celebre: l’investigatore privato Nestor Burma, protagonista di una trentina di avventure. Muore nel 1996.


UNA FAMIGLIA DECADUTA
di Nicolaj Leskov

Genere: Narrativa
Collana: Le Strade
Pagine: 350
Prezzo cartaceo: € 16,00
Traduzione: Flavia Sigona

Una nuova edizione per il capolavoro di Leskov, considerato dalla critica uno dei più grandi scrittori russi dell’Ottocento, insieme a Tolstoj, Dostoevskij e Turgenev.
Scritto nel 1874, è forse il romanzo in cui Leskov riconosce più chiaramente l’attimo tremendo che lega la gioia allo sconforto, quando la felicità si comincia a fare desiderio e timore. È l’esistenza nella sua pienezza, la semplicità assoluta degli uomini a raccontare come la vita, quanto più ricolma, già decada e dia conto di una fatica ineluttabile, dello sconforto per ciò che deve fallire. È proprio questa verità, ripetuta in filigrana, pagina dopo pagina, a commuovere da sempre i lettori.

Sinossi:
La nipote della principessa, Vera, raccogliendo le storie sulla nonna che le sono state raccontate nel tempo da varie persone, ma principalmente dalla fedele e affezionata dama di compagnia Olga Fedotovna e da uno straordinario personaggio, Dorimedont “Don Chisciotte” Rogozin, nome che rivela subito la sua vicinanza con Parfen Rogozin da L’idiota di Dostoevskij, racconta l’ascesa della nonna, che dalla piccola nobiltà di provincia entra a far parte di una delle famiglie aristocratiche più in vista di San Pietroburgo. La cronaca inizia nell’anno 1812, in cui il consorte della principessa resta ucciso nella guerra contro Napoleone, e termina nel 1825 con la rivolta dei decabristi. Vedova a meno di trent’anni – ma ancora giovane e bella – la principessa non è interessata a risposarsi, perché lei ha amato e sempre amerà un unico uomo nella sua vita. Si occupa, invece, con grande impegno dell’educazione dei suoi figli, a cui vorrebbe dare un’educazione genuinamente cristiana, e del benessere dei suoi contadini (siamo ancora al tempo della servitù della gleba). Più che far uso di vuoti discorsi fintamente religiosi (come fa la maligna contessa Choteeva, una bigotta odiosa ed egocentrica, che farà di tutto per rovinarle la vita) la principessa agisce con una bontà fuori dal comune che non può però che procurarle un danno dopo l’altro, soprattutto quando si trasferisce dalla campagna a San Pietroburgo ed è costretta a frequentare i salotti delle dame intellettuali. La corruzione della capitale ci viene descritta con un realismo “comico” impressionante. Alla fine la principessa,  imbrogliata dal genero, il conte di origine tedesca Funckendorff, che dopo aver chiesto la sua mano, e avendo ricevuto un rifiuto, sposa in alternativa la figlia diciottenne (resa sufficientemente frivola dall’educazione ricevuta nel collegio di San Pietroburgo), perde quasi tutto. I suoi contadini cadono sotto la gestione disumana e crudele dell’amministratore tedesco nominato da Funckendorff

L’autore:
Nikolaj Leskov: nasce a Gorochovo nel governatorato di Orel nel 1831. Una giovinezza difficile, trascorsa prima come agente reclutatore dell’esercito e poi al servizio di un ricco proprietario terriero. Nel 1864 pubblica un duro romanzo antinichilista, Senza uscita, che gli procura un pesante ostracismo, rotto soltanto dall’interessamento di Dostoevskij. Il decennio 1865-1875 è comunque il momento più fecondo del suo lavoro. Scrive i capolavori L’angelo sigillato (1873), Il viaggiatore incantato (1873), Una famiglia decaduta (1874). Muore a San Pietroburgo nel 1895.


BREVE STORIA DEL FUTURO – Edizione rivista e aggiornata
di Jacques Attali

Genere: Saggio
Collana: Le Terre
Pagine: 300
Prezzo cartaceo: € 17,50
Traduzione: Eleonora Secchi

Uno dei saggi fondamentali del celebre economista e intellettuale francese, totalmente riscritto e aggiornato agli ultimi scenari mondiali. Il libro ha ispirato una grande mostra allestita presso il Louvre di Parigi e il Museo Reale di Belle Arti di Bruxelles, e che arriverà anche in Italia, a Milano, a marzo.

Sinossi:
Come sarà il mondo nei prossimi cinquant’anni? A partire da quanto ci insegnano la storia e la scienza, Jacques Attali delinea il modo in cui evolveranno i rapporti tra le nazioni e come gli sconvolgimenti demografici, i movimenti delle popolazioni, le nuove forme del mercato, il terrorismo, la violenza, i cambiamenti climatici e la crescente influenza delle religioni turberanno la nostra esistenza. Svela come alcuni progressi tecnici straordinari muteranno il lavoro, il piacere, l’educazione, la salute, la cultura e i sistemi politici. Mostra, infine, come sarà possibile andare verso l’abbondanza, eliminare la povertà, far sì che ciascuno possa godere in maniera equa dei benefici della tecnologia e della trasformazione del mercato, tutelare la libertà dai suoi propri eccessi come dai suoi nemici, lasciare alle generazioni future un ambiente migliore, far germogliare, a partire da tutte le saggezze del mondo, nuovi modi di vivere e di creare insieme.

«Jacques Attali, moderno Pico della Mirandola che non scappa di fronte a nessuna sfida, ci svela le sue riflessioni sul mondo che ci attende» Paris Match
«Non si tratta di ipotesi, ma di previsioni vere e proprie: Attali racconta quello che secondo lui dovrà senz’altro accadere» L’Express

L’autore:
Jaques Attali Economista, giornalista, consigliere di Stato di Mitterrand, consulente economico di François Hollande. È stato primo presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, oltre a essere direttore e cofondatore di ong a favore dei paesi in via di sviluppo. Ha scritto numerosi libri tra saggi, memorie e biografie. Per Fazi ha pubblicato tra gli altri: Karl Marx, ovvero lo spirito del mondo (2006), La crisi, e poi? (2009), Come finirà? (2010), Sopravvivere alle crisi (2011), Gandhi (2011), Domani, chi governerà il mondo? (2012) e Dizionario innamorato dell’ebraismo (2013)


SEXOUT - L’arte di ripensare il sesso
di Wilhelm Schmid

Genere: Saggio (illustrato)
Pagine: 112
Prezzo cartaceo: € 12,00
Traduzione: Federico Ferraguto

Un nuovo e folgorante saggio del celebre filosofo tedesco, autore del bestseller Serenità, l'arte di saper invecchiare.

Sinossi:
La nostra è un’epoca in cui al sesso è data un’importanza quasi isterica. È un fenomeno di massa, un’euforia collettiva, un culto del piacere a cui partecipiamo tutti, uomini e donne. E allora che succede a una coppia, e che succede a un singolo, quando all’improvviso l’attività sessuale diminuisce o s’interrompe? Se il sesso è un valore tanto fondamentale, non si rischia di uscirne ridimensionati, di sentirsi esclusi da quella festa alla quale tutto il mondo sembra stia partecipando, di sentirsi inadeguati? Di mettersi radicalmente in discussione, insomma? In questo agile volume, Wilhelm Schmid – come sempre lontanissimo da ogni sofisma, da ogni formalismo accademico – affronta il problema con la sua arma più affilata, quella della filosofia, e propone dieci possibili risposte all’antico dilemma «Che fare?», che ci assilla quando sprofondiamo in un sexout. Dieci strade per ripensare il sesso, dieci modi alternativi di accostarvisi che, allo stesso tempo, rappresentano anche un’introduzione anticonformista alla filosofia – una disciplina, leggere per credere, tutt’altro che asessuata.

«Un libro avvincente» Augsburger Allgemeine
«Quest’uomo sì che sa vivere» WDR 5
«Non bisogna per forza essere sessualmente frustrati per leggere con soddisfazione questo libro». Le Figaro

L’autore:
Wilhelm Schmid: nato nel 1953 a Billenhausen, ha studiato filosofia e storia a Berlino, Parigi e Tubinga. Insegna filosofia all’università di Erfurt e tiene conferenze di grande successo in tutta la Germania. Molto noti sono i suoi libri che hanno come tema l’arte del saper vivere bene e quello della filosofia come aiuto pratico per la vita. Presso un ospedale di Zurigo ha svolto l’attività di “consulente filosofico” come supporto psicologico per i pazienti. In Italia Fazi Editore ha pubblicato Felicità (2009), L’arte dell’equilibrio (2012), L’amicizia per se stessi (2012), Filosofia dell’arte di vivere (2014) e Serenità (2015).


MANUALE DI SOPRAVVIVENZA DELL’ATTORE NON PROTAGONISTA
di Ninni Bruschetta

Genere: Saggio
Pagine: 200
Prezzo cartaceo: € 16,00

Una riflessione brillante sul ruolo di attore non protagonista da parte di Ninni Bruschetta, il cinico politico di Quo Vado?, l’ormai celebre Duccio di Boris, solo per citarne alcuni. Il racconto di una carriera portata avanti con amore nella confessione autobiografica di un attore che, a diventare protagonista, non ce l’ha fatta. O forse sì.

Sinossi:
In queste pagine parla il ministro Magno, cinico politico del film record d’incassi di Zalone; parla Duccio, direttore della fotografia nella serie TV Boris; parla anche Alfiere, membro del gruppo che partecipò all’arresto del boss Provenzano in Squadra antimafia; e parla Ninni Cassarà, commissario che lavorò nel pool antimafia in Paolo Borsellino. Tutti loro parlano, e con loro molti altri, perché a scrivere questo libro è l’uomo che li ha portati sul piccolo e grande schermo, l’attore Ninni Bruschetta. Con disincantata e tagliente sincerità, l’artista messinese racconta le sue esperienze teatrali, televisive e cinematografiche mettendo a nudo la realtà del dietro le quinte e svelando i retroscena di quell’ambiente che vorrebbe farsi rappresentazione della vita vera. Il non protagonista viene così presentato come il professionista in grado di apprezzare il lavoro che fa, senza il peso di un ruolo a gravargli sulle spalle per tutta la carriera, l’uomo che torna se stesso a fine giornata, apprezzando l’amore per il proprio lavoro senza essere troppo distratto dalla fama. Un resoconto schietto che oscilla fra l’impegno di un mestiere difficile e la vena comica dell’attore che, a diventare protagonista, non ce l’ha fatta. O forse sì.

«Non so se questa è una storia. Certamente è un punto di vista, su una storia. Ho sempre pensato che a guardare la vita dall’alto dei propri successi si rischia di precipitare nell’ansia, e quindi trovo più utile interrogarmi sulle ragioni dei miei fallimenti. Mi fa stare meglio. Ma se fai l’attore, non c’è scampo: prima o poi crederai di essere migliore di quello che sei,  perché il giudizio del pubblico ti coccola e ti rende euforico»

L’autore:
Ninni Bruschetta è attore cinematografico, televisivo e regista teatrale. Fra i più recenti film e serie televisive che lo hanno visto non protagonista ci sono Quo Vado? (2016), film record d’incassi con Checco Zalone, La mafia uccide solo d’estate (2013), Boris, Questo è il mio paese, Fuoriclasse, e Lo scandalo della Banca Romana. È un fedele tifoso dell’ACR Messina, città in cui è nato nel 1962.



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