venerdì 26 febbraio 2016

Recensione: "OTTO. LUCE E OMBRA" di Jean Christophe Casalini.






Genere: Paranormal Thriller
Editore: Vertigo
Collana: Approdi
Pagine: 233
Prezzo cartaceo: € 11,90
Uscita: 29 maggio 2015








Sinossi:
Otto è un aspirante mago che vive in un minuscolo appartamento a Mestre insieme alla sua fidanzata Anna. La vita sembra metterli a dura prova, soprattutto quando il giovane si trova costretto ad affrontare il comportamento anomalo del suo riflesso, capace di un'autonoma vitalità, che in breve tempo lo porta alla catastrofe completa. Ma quando tutto sembra ormai perduto, un accordo stretto proprio tra Otto e il suo riflesso ribalta la situazione portandolo a raggiungere il successo tanto desiderato. Ma niente, nel romanzo di Jean-Christophe Casalini, è come sembra e in breve tempo la situazione prende una piega assurda, a tratti allucinante. In un crescendo di suspense e di violenza, la vita dei protagonisti sarà più volte sconvolta, tra omicidi, spettacoli ed eventi demoniaci.
Presentazione:
Otto. Luce e Ombra è un romanzo non convenzionale, scritto con coraggio.
Porto il lettore ad odiare il personaggio principale per spingerlo a cercare una empatia con Anna, la sua compagna.
E’ grazie ai sensi della donna, che si scoprirà chi sia realmente Otto.
E’ un libro che ha una chiave di lettura che va al di là del thriller di azione, già avvincente di per sé, per chi coglie nella successione degli eventi, la lotta con il proprio ego per ritrovare il proprio centro, ossia il vuoto ripulito da ogni artificio umano per arrivare alla auspicata consapevolezza.
Questo avviene attraverso l’Amore, inteso come la forza catartica in grado di metterci in dubbio. 



Prima di introdurre il romanzo e scrivere la recensione gioco un po’ con l’autore.
 Il titolo, “.OTTO.”, è stato scelto perché da destra o da sinistra si legge sempre allo stesso modo? Perché il suo riflesso è identico all’originale? I due punti sono i due nei in posizione invertita?
‘Otto – Luce e ombra’ di J.C. Casalini è un libro visionario, al limite dell’apocalittico ma che rientra nei ranghi proprio sul finale con una chiusura che ricalca ampiamente il grande Dorian Gray, mentre a metà strada ci sembra di incontrare Faust e i suoi desideri di onnipotenza.
La storia è ben presentata: Anna e Otto sono una coppia in crisi. Otto è un fallito come uomo e come mago fino a quando la sua vita non cambierà grazie al suo Riflesso, che lo sostituisce nella vita reale e rende il suo nome degno dei plausi e del successo di un grande illusionista, superando in fama e bravura anche Houdini. Purtroppo i miseri mortali che non intuiscono che il nuovo Otto non è quello vero, ma solo un riflesso.
Da questa menzogna si dipanano tutte le situazioni che, nella modalità di una trama thriller, porteranno piano piano alla verità. Una lunga scia di sangue sarà il prezzo da pagare e Otto, nei suoi ruoli di Uomo – Riflesso – Ombra, ne è il protagonista assoluto.
Personalmente Otto non mi ha conquistato, in nessuna delle tre versioni.
Il romanzo è ben scritto e presenta in alcuni punti un linguaggio molto ricercato e complesso e in altri scade in parole sporche e offensive, soprattutto legate alle scene di sesso, che raramente sono dolci e sentimentali. Si affaccia ogni tanto qualche espressione in dialetto veneto che, a dire la verità, per comprendere ho immaginato uscissero dalla bocca di Mara Venier, l’unica veneta di cui al momento abbia ricordo.
Se avessi recensito il romanzo a caldo lo avrei bocciato immediatamente. Lasciandomi qualche ora di riflessione l’ho rivaluto alla luce della fantasia che l’autore ha avuto nel ricreare un visionario, il suo desiderio di onnipotenza e i suoi biechi tentativi di far vincere il male. Alla fine il romanzo mi è sembrato quasi una condanna della mortalità dell’essere umano, della sua poca fiducia in se stesso e della necessità di ricorrere ad enti superiori per dare significato alla propria esistenza. Mi sembra di aver imboccato un percorso che può solo portare polemiche e discussioni infinite ma che, secondo me, potrebbe creare non poco malumore in un lettore non incline al genere.
Per questo motivo consiglio la lettura del libro solo a chi è appassionato del genere.







1 commento:

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