martedì 16 febbraio 2016

Recensione: "SOGNO DI UNA NOTTA DI MEZZO INVERNO" di Eli Easton.



Traduttrice: Chiara Messina
Genere: M/M
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 123
Prezzo: € 3,99
Uscita:  28 gennaio 2016











Sinossi:
Micah è un hippie, nonché il ragazzo più tranquillo del campus. Niente sembra turbarlo. Ma quando, durante una partita al gioco della bottiglia, riceve il bacio più bollente della sua vita da parte di un grazioso biondino, la sua leggendaria calma minaccia di trasformarsi in un ansioso fascio di nervi.
Certo, Micah ha sempre sospettato di essere bisessuale, ma l’idea di fare la corte a un altro ragazzo non lo ha mai sfiorato, soprattutto quando il suddetto ragazzo sembra più che intenzionato a sottrarsi alle sue attenzioni.
Leo ha due grandi passioni: l’attivismo gay e la recitazione. È sempre concentrato e padrone della situazione e mai e poi mai accetterebbe di uscire con un ragazzo etero. Quando un fatidico giro al gioco della bottiglia lo porta a congiungere le sue labbra con quelle di Micah Springfield – capellone, presidente dei Delta, collezionista seriale di appuntamenti ed etero conclamato –, Leo è determinato a lasciarsi alle spalle l’accaduto il più in fretta possibile, indipendentemente da quanto sensuale sia stato il bacio e da quanto sia forte la sua attrazione per il bell’hippie coi dread.
Del resto, lui ha problemi ben più pressanti. Il suo progetto di dottorato consiste nel dirigere Sogno di una notte di mezza estate prima delle vacanze di Natale. Ma quando la location scelta per la rappresentazione gli viene negata a pochi giorni dalla prima, il suo mondo minaccia di crollare. Sarà proprio Micah a offrirgli in alternativa il fienile della fattoria dei suoi nelle campagne della Pennsylvania.
Spetterà a Leo decidere se salvare il suo spettacolo o il suo cuore…



La serie "Scartando Hank" è così composta:
1. Scartando Hank 
2. SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZO INVERNO




Ho letto questa storia tutta d'un fiato talmente scorre ed è scritta bene!
Il romanzo è scritto in prima persona, ma la voce narrante non è una sola, piuttosto è una sorta di  narrazione corale da parte di quasi tutti i protagonisti della storia. Sapevo che quello che stavo leggendo era il seguito di “Scartando Hank”e devo quindi confessarvi che, pur avendolo preso tempo fa, non avevo ancora avuto il tempo di leggere la storia di Hank e Sloan.
Così, già contenta della deliziosa storia appena letta, mi sono subito buttata anche sul primo libro per farmi un’idea più ampia.
Questo secondo capitolo ha per protagonista Micah, il fratello maggiore di Hank, che già nel primo romanzo si era intuito avesse molto da raccontare. Il suo aspetto è anticonvenzionale: lunghi capelli acconciati in treccine dread che gli arrivano fino alla vita, occhi profondi coloro cioccolato, si definisce un hippy liberale, ma non è certo trasandato,anzi molto figo! La sua andatura è sciolta e fluida, sembra che niente e nessuno lo possa toccare, è molto intelligente e un leader nato. Fedele alle sue convinzioni, si sta specializzando in scienze ambientali, è attento all'ecologia e alla salvaguardia del pianeta e si definisce uno spirito libero. La sua idea di amore libero lo rende refrattario alle relazioni a lungo termine. Ma attenzione: non è un egocentrico che salta da un letto all'altro, ma non è mai stato innamorato di qualcuno in particolare.
L'incontro con Leo, uno studente di teatro, gli sconvolgerà  la vita e gli farà provare una strana sensazione,quasi la stessa che sentiva quando era in compagni del fratello e del suo ragazzo, a causa delle occhiate bollenti che si scambiavano quest’ultimi!
Non è la prima volta che Micah prova attrazione per un ragazzo(vedi libro precedente!), ma non ha mai concretizzato la cosa. Il bel Leo, però, magro e tonico, con gli  occhi di un blu intenso e capelli biondo cenere che gli arrivano al mento, lisci e sempre infilati dietro le orecchie, scatena qualcosa in lui. Micah è molto empatico, quasi un sensitivo; è sempre stato “refrattario”all'amore e mi fa fatto molto tenerezza quando è stato rifiutato da Leo. Leo è timido come lo sono la maggior parte degli attori, specialmente quelli di talento, e non vuole ritrovarsi di nuovo col cuore spezzato a causa dell'ennesimo ragazzo che vuole sfogare i propri appetiti sessuali a sue spese.
C'è un passo che mi è piaciuto molto e ha come protagonista Micah:
“Hank  era  affascinato  dal concetto buddista di non attaccamento. L’idea di base era che,lasciando le cose libere di scorrere dentro e fuori dalla tua vita, non avresti sviluppato un  attaccamento  nei  loro  confronti,  il  che  era  molto  più  salutare  da  un punto di vista mentale. L’attaccamento generava dolore. In poche parole, se  qualcuno  moriva,  o  ti  scaricava,  o  se  perdevi  il  lavoro  o  qualcosa  di simile, avresti sofferto solo per via dell’attaccamento: insomma, era un po’ come  staccarsi  la  pelle,  invece  di  rimuovere  il  cerotto.  O  forse  la differenza era più simile a quella che passava tra il crescere un uccellino per poi lasciarlo libero, e il relegarlo in una gabbia solo perché era il “tuo” uccello. Io non ero buddista, eppure quella conversazione mi era rimasta
impressa,  perché  consideravo  me  stesso  un  professionista  del  non attaccamento....Ma avevo sviluppato un attaccamento nei confronti di Leo. Volevo far parte della sua vita, e volevo che lui facesse parte della mia a tempo indeterminato. Faceva un po’ paura.”
Finalmente Micah ha capito cosa vuole!
Pur avendo apprezzato il libro nella sua globalità,alla fine vi devo confessare un altra cosa: ho leggermente apprezzato di più il primo libro rispetto a questo, forse a causa dei siparietti comici tra i due protagonisti precedenti che continuano a punzecchiarsi e a farsi scherzi fantasiosi,che davano giusto quella marcia in più alla vicenda e che servivano anche a renderla meno cupa,visto i continui cambi d'umore e il caratteraccio di Hank!
Alla fine darei a questo libro tre stelle e mezzo, mentre a “Scartando Hank” darei senza dubbio quattro stelle. A entrambi darei due fiammelle per la passione.




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