domenica 20 marzo 2016

Recensione: "ALAKIM. LE REGOLE DEL GIOCO" di Anna Chillon.







Genere: Urban Fantasy
Editore: Self Publishing
Pagine: 435
Prezzo: 
€ 3.90 e-book - € 13.90 cartaceo
Uscita: 1 ottobre 2015





La serie " Alakim" è così composta:
2. Alakim. Le regole del gioco


Sinossi:
Lontano. Solo. Libero di accantonare quel poco di umanità rimasta, Alakim terrorizza le notti parigine dando sfogo alla parte più oscura di sé. È in queste condizioni che s’imbatte in un un uomo dalle grandi risorse ed empia inventiva, il cui potere cela azioni criminali. Alakim resta perciò a Parigi, lungi dall’idea di far ritorno e ignaro di chi, per amore o per vendetta, si è già messo sulle sue tracce. Per trovarlo, Nicole e Muriel hanno infatti deciso di intraprendere un viaggio che li costringe a mettersi in gioco nel più esplicito dei modi. Scelte difficili e persone senza scrupoli ostacoleranno il loro cammino, ma ciò che conta è trovare Alakim per essere uniti ancora una volta nel tentare l’impossibile, scommettendo ancora tutto in nome di un’amicizia. Lotteranno, cederanno alla carne e scenderanno a compromessi con la propria coscienza, per comprendere che, in fin dei conti, il “gioco” non è soltanto quello che si palesa come tale, ma è la vita stessa, nella quale ogni vittoria non è altro che l’inizio di una nuova avventura. E chi tira le fila, non sempre ottiene esattamente ciò che vuole.






Appena terminato di leggere il secondo romanzo della serie su Alakim ho pensato: ne voglio ancora! 
Voglio ancora i personaggi che mi hanno conquistata: Muriel, Alakim, Nicole, Samshat, Betanie, Yoliah e Jerome. 
Il romanzo è più corale rispetto al precedente: oltre a mostrare il punto di vista dei personaggi importanti, presenta tre protagonisti, cioè Alakim, Muriel e Nicole. All’inizio Alakim è divorato dal suo lato demoniaco, ma quando torna in sé, grazie all’aiuto di Nicole e Muriel, ecco l’Alakim che ammiro! Un cinico bastardo che fa parte dei “buoni”, carismatico, tormentato e sensibile, dalla natura complessa (angelo, demone, uomo). È stato emozionante  assistere in alcune scene, come nell’incontro con Yoliah, alle sue qualità migliori. Finalmente ho avuto la possibilità di conoscere meglio Muriel, di cui sono sempre più affascinata: è saldo, saggio e sensuale, tanto che considera l’eros vitale. Vi invito a scoprire come Muriel interpreta la dissolutezza... e l’attitudine al misticismo. Condivide con Alakim proprio “la dissolutezza” e “la luce”, oltre al vincolo di amicizia. Continua l'evoluzione di Nicole: la ragazza è un mix riuscito di innocenza e forte tempra, descritto “come una piccola onda in attesa del vento del nord che la levi per farla correre alta e infrangersi con potenza”. “Il vento del nord” potrebbe essere anche la coppia Alakim-Muriel, che spinge Nicole al limite (in ogni senso...) perché possa scoprire se stessa. Insomma, un terzetto ben fuso, che costruisce un rapporto appropriato intenso e carnale (preparatevi!), eppure delicato nel rispetto dell’affetto che condividono e del legame tra Alakim e Nicole.  
Sono di impatto anche gli altri personaggi principali. Ben congegnato “il cattivo”: questa volta ha le sembianze del notaio Lazare, uno squilibrato scaltro all’apparenza affabile. Conoscere meglio Betanie, la ragazza di Samshat, mi ha piacevolmente sorpreso. Ho apprezzato il potente Yoliah, padre di Samshat, che spero possa avere un ruolo importante nel seguito. Mi ha divertito il folle pervertito Jerome. Ho trovato interessante la figura di Thalia. Ben caratterizzati anche i partecipanti al Gioco “diabolico” promosso da Lazare. Si scopre il passato dei Nephilim, Muriel e Samshat: un destino intriso di amarezza, che mi ha commossa e permette di comprendere meglio il loro carattere. 
Voglio ancora una trama articolata e innovativa, dai contenuti cupi e sensuali (tra violenza, brame, segreti, sesso, ma anche sentimenti), con un tocco “biblico e divino” originale e intrigante. Abituata a questo tipo di atmosfera con il primo libro, la storia mi ha subito coinvolto. Anzi, la vicenda mi è parsa più forte e introspettiva. In particolare, sono rimasta sconcertata (in senso positivo) dal Gioco di Ruolo, simile, secondo me, a un thriller spietato. Inoltre mi sono chiesta (di nuovo) come l’autrice ha studiato la Bibbia, visto che il testo è intriso di riferimenti biblici. 
Da quanto ho scritto, si intuisce che la sessualità ha un ruolo rilevante, ma non preponderante perché è ben amalgamata con i fatti. Vi consiglio di abbandonare ogni moralismo e di leggere con "la mente aperta".
Il finale lascia svuotati emotivamente, come nel romanzo precedente, ma questa volta prevalgono la speranza e la commozione. Ne voglio ancora! 
Il linguaggio rispecchia questo tipo di narrazione: crudo, spontaneo, senza censure, si adatta al contesto e ai personaggi. Unico appunto: ho avuto l’impressione che lo stile fosse meglio impostato negli altri romanzi dell’autrice che ho letto, inoltre a volte le frasi sono troppo lunghe. Incertezze minime rispetto al resto e al coinvolgimento emotivo, tanto che ho deciso di assegnare ben 5 stelle! 
Anna Chillon conferma la sua forza nel panorama letterario urban fantasy! Resto in trepidante attesa del capitolo finale, che spero non mi deluderà.










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