lunedì 14 marzo 2016

Recensione: "D'AMORE E ALTRI DISASTRI" di Rachel Gibson.







Genere: Romanzo Contemporaneo
Editore: Mondadori
Collana: Emozioni
Pagine:
 162
Prezzo: € 3,99 (ebook)
Uscita: 6 Febbraio 2016








Sinossi:

Il capitano Ty Savage è furioso: proprio quando i Chinooks potrebbero vincere la Stanley Cup, l’anziano patron muore e lascia in eredità la squadra alla giovane moglie Faith. Cosa può capire di hockey un’ex spogliarellista che, oltretutto, nutre per lui una profonda avversione? Eppure, nessuno dei due riesce a smettere di pensare all’altro. Forse, una lunga notte di sesso potrebbe esaurire quell’attrazione insensata ed esplosiva. Ma se Ty non è solo un “campione” di sex appeal, anche Faith è molto più che una bellissima donna. Una relazione fra loro, però, è impossibile. Quanto a innamorarsi… questo sarebbe il disastro peggiore di tutti.









“D’amore e altri disastri” è il quarto libro della serie “Chinooks Hockey Team”dedicato all’omonima squadra di Hockey della città di Seattle. 
In questo episodio troviamo i giocatori preoccupati per il conseguimento dell’ambito premio Stanley Cup e soprattutto per il futuro della squadra stessa. A darsi pensiero maggiormente è Ty Savage, ambizioso e severo capitano, nonché nuovo acquisto dei Chinooks, soprannominato il Santo. A turbare i suoi sogni di gloria ci pensa Faith, bellissima vedova del manager della squadra, il mitico vegliardo Virgil; la bionda ex spogliarellista e playmate ha infatti ereditato a sorpresa la squadra dal defunto marito. 
La giovane donna non si è mai interessata né alla squadra né allo sport in generale, quindi inizialmente pensa di cedere la squadra al perfido figliastro, salvo poi ripensarci e, grazie all’aiuto di un assistente dai gusti nel vestire un po’ particolari, riesce a portare la squadra alla vittoria. Riuscirà a vincere anche in amore, dal momento che, complice un servizio fotografico nel quale è coinvolta insieme al burbero e aitante Ty, sembra travolta da un’attrazione fatale verso quest’ultimo?

«Potrei descriverla con molte parole, signor Savage.» Scosse il capo e gli puntò contro la chiave a tessera. «E gentile non è una di queste.» 
Lui alzò una mano e le appiattì il palmo sul proprio petto. «Come?» 
Il calore del suo tocco le fece irrigidire le dita. Era così vicino che sentì il suo profumo di acqua di colonia. «Come cosa?» 
«Come mi descriverebbe, signora Duffy?» 
Lei cercò di sfilare la mano, ma lui aumentò la stretta. «La prima parola che mi viene in mente è rozzo.» 
«E poi?» Lei si inumidì le labbra e guardò i suoi occhi azzurri così sexy. «Burbero.» 
«E poi?» Il calore le risalì lungo il braccio. Deglutì e all’improvviso non riuscì più a pensare. Non sapeva se fosse colpa della Guinness o dei feromoni. 
«Enorme.» Un leggero luccichio gli accese gli occhi e lei pensò che scoppiasse a ridere.
Invece lui abbassò lo sguardo sulle sue labbra, mentre le chiedeva sottovoce: «Dove?». 
Faith si domandò che sensazione le avrebbe dato premere le labbra sulle sue. Sporgersi in avanti per baciargli il collo e sentire il sapore della sua pelle sulla lingua. 
«Cosa?» «Non importa. Cos’altro direbbe di me?» Lei inspirò a fondo e si dimenticò di espirare. Come sarebbe stato leccarlo? 
«A cosa sta pensando?» Lei si sentì all’improvviso accaldata e stordita, e senza volerlo, permise a Layla di emergere.
«Che vorrei leccarti il tatuaggio»

Seguendo il filone inaugurato dalla Phillips questa serie sport-romance, segue le vicissitudini legate ai giocatori di Hockey dei Chinooks. La trama sembra ricalcare il primo romanzo dei Chicago stars, anche qui abbiamo la bionda svampita che eredita una squadra sportiva, anche qui invece del personaggio leggero e amorale che viene presentato all’inizio scopriamo una donna intelligente e sensibile che, dopo aver sconfitto il cattivo di turno, in questo caso il figliastro, si prende le sue rivincite sulla vita e sui dolori passati.

«Dovremo fare sesso prima di ogni partita, perché mi porta fortuna.» Le aprì i bottoni sul seno. «So che ci tieni ad aiutarmi.» 
«Sarebbe per il bene della squadra?» Gli sfilò la camicia dalla cintura. «Devi fare la tua parte.» 
«Sì, ma se...» Alzò una mano. «Non sto dicendo che accadrà, ma se facessimo sesso e poi voi perdeste? Penseresti che ti ha portato sfortuna.» 
Lui sollevò lo sguardo dagli alamari, come se non ci avesse riflettuto. «Tesoro, fare sesso con te fa di me un uomo maledettamente fortunato.»

Le somiglianze, secondo me, finiscono qui: se la SEP è maestra nel creare storie apparentemente inverosimili rendendole reali e sfaccettate, i personaggi frizzanti e profondi allo stesso tempo, lo stesso non si può dire, in questo caso, della Gibson.
I personaggi risultano abbastanza piatti e stereotipati. La nostra protagonista non riesce mai veramente a conquistare il cuore dei lettori, anzi appare una trasformista senza troppa personalità. Si adatta subito ad abbandonare le minigonne e i top attillati da spogliarellista per i tailleur e i twin-set bon ton, con tanto di filo di perle, altrettanto presto abbandonati per jeans stretti e chiodo di pelle per uno stile più consono alla sua età: 30 anni.
Molto belle e calienti le scene di sesso tra i due focosi protagonisti, anche se non scadono mai nella volgarità. Altrettanto pepati e fulminanti gli scambi di battute tra i due, indice di una sfrigolante attrazione.

«Siamo entusiasti, ovviamente. Il mio defunto marito credeva molto nel talento del signor Savage» replicò, pronunciando male ancora una volta il suo cognome. 
«Si dice Sa-vage» intervenne lui ad alta voce prima di riflettere.

I giornalisti si voltarono a guardarlo. Ty si staccò dallo stipite della porta. «Dal momento che è la proprietaria della squadra, dovrebbe sapere come si pronuncia il mio nome, cioè alla francese, e non all’inglese.» 
Lei si sforzò di sorridere. «Grazie. Le chiedo scusa, signor Savage. E dal momento che sono io a firmare i suoi assegni, lei dovrebbe sapere che sono stata Miss Luglio e non Miss Gennaio.»

Ci sono molte cose che rimangono in sospeso, come la storia tra la stramba mamma di Faith e il papà marpione di Ty. Inoltre non ho ben capito l’utilità del personaggio dell’assistente ambiguo della bionda Faith, il che, unito a un finale frettoloso fa supporre che sia stato apportato un pesante lavoro di taglia e cuci rispetto alla versione statunitense (che presenta infatti un numero maggiore di pagine).
Ammetto di essere rimasta delusa da questo romance che, anche se è indubbiamente gradevole e di facile lettura, non raggiunge la poesia e la dolcezza che mi ha fatto innamorare del primo libro di questa serie: Irresistibile” (Simply Irresistible).
Lo consiglio a chi ama il romance classico e non ricerca un particolare spessore psicologico nei personaggi, adatto quindi per passare alcune ore spensierate in compagnia del campione di hockey più burbero e figo di sempre.










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