martedì 15 marzo 2016

Recensione: "DUETTO" di Eden Winters.






Genere: M/M
Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 228
Prezzo: € 6.26
Uscita: 21 Luglio 2015






Sinossi:

I decreti di un conquistatore non possono separare Aillil Callaghan dal suo retaggio scozzese. Indossa con orgoglio il tartan del suo clan – ora proibito – aspettando il giorno in cui diventerà Laird, restaurando così il buon nome della sua famiglia e combattendo per liberare la Scozia dalla tirannia inglese.
Un inglese nella sua casa? Un abominio! Eppure, il tutore che suo padre ha assunto per i suoi fratelli può avere qualcosa da insegnare anche all’erede dei Callaghan.
Il violinista e letterato Malcolm Byerly ha lasciato il Kent spinto dalla paura, cercando solo un impiego tranquillo, menti curiose a cui insegnare e un luogo ove mantenere celati i suoi segreti.
Non sa che tra i suoi studenti vi sarà anche il fratello maggiore dei ragazzi – un barbaro che odia gli inglesi – e che il suo tartan rosso e verde nasconde un cuore affine. Il comune amore per la musica rompe le barriere tra due mondi.
Il padre di Aillil minaccia il loro amore, ma un pericolo più grande li divide. I due svaniscono nella leggenda. Due secoli dopo, il violinista Billy Byerly arriva a Castle Callaghan e si sente stranamente a casa.
Le leggende parlano di un Laird perduto che infesta il castello in attesa del ritorno del suo amante, ma Billy non crede alle leggende, ai fantasmi, o all’amore che dura oltre la vita. Il Laird perduto, però, sa cosa gli appartiene.









Ho snobbato questo libro per mesi perché pensavo fosse uno storico, genere che purtroppo mi fa arricciare il naso, finché arrivato un tempo di magra sono andata a controllare le trame degli M/M che mi mancavano da leggere e sono stata folgorata: era un fantasy. 
Non potete immaginare quanto mi sono sentita stupida. Ma proprio tanto. 
L’inizio della storia si svolge nell’antica Scozia verso il 1700, anni in cui venne annessa all’Inghilterra. Tale fatto purtroppo comportò il divieto di portare il tartan, di parlare il gaelico (mannaggia, mi fa una rabbia profonda!), perfino di suonare la cornamusa... insomma proibirono agli scozzesi di essere scozzesi ed è da qui che parte la nostra storia. 
Malcolm Byerly è un tutore inglese che suona il violino in modo superbo e che vive reprimendosi, perché ai tempi se si veniva beccati ad avere rapporti con altri uomini si rischiavano tortura e vita. Così, quando gli offrono l’opportunità di scappare in Scozia, non ci pensa due volte. Si ritrova ad insegnare a un gruppo di fratelli, ognuno con le proprie caratteristiche. Mi è piaciuto moltissimo il fatto che non li abbia trattati tutti allo stesso modo, perché ognuno ha difficoltà in determinate cose ed eccelle in altre. 
L’unico problema è il fratello maggiore di quel branco di pesti: Aillil Callaghan, uomo scozzese e fiero di esserlo, che parla gaelico, porta il tartan e suona la cornamusa. E che odia gli inglesi. 
Potete immaginare le situazioni che si vengono a creare tra due persone che appartengono a due mondi diversi, ma che la pensano allo stesso modo. 
La parte storica prende quasi metà libro, perché ci ritroviamo con il passare del tempo ai giorni nostri. Purtroppo i due protagonisti si son dovuti separare, ma si sa, l’amore è più forte di tutto e con un pizzico di magia druidica si può resistere per secoli, ed è quello che è successo ai nostri due innamorati. È stata una piacevole sorpresa: ammetto di non essermi mai interessata alla storia di Scozia e Inghilterra e ora mi sento meno ignorante e spero di approfondire l’argomento con il tempo. 
Sono curiosa di sapere che parti avete apprezzato, perché io sono veramente indecisa!











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