martedì 1 marzo 2016

Recensione: IL CUORE DI UN COWBOY di Z.A. Maxfield










Genere: M/M
Editore: Triskell
Pagine:   278
Prezzo: € 4,49
Uscita:  31 Gennaio 2016




Sinossi:
Malloy, caposquadra del J-Bar Ranch, è un tipo riservato che si muove in modo quasi furtivo attorno agli altri, come un vecchio coyote, facendo il proprio lavoro e tutelando la propria privacy.
Questo fino a quando non arriva Crispin Carrasco. Snello, muscoloso e con una bocca che non smette mai di parlare, Crispin innesca qualcosa in Malloy, qualcosa che il caposquadra non sapeva esserci.
Ma come può un coyote solitario avvicinarsi al calore di un fuoco? E cosa più importante, cosa accadrebbe se quel fuoco lo bruciasse?












Ogni volta che finisco di leggere un libro sui cowboy si rinnova il mio interesse per il filone western!
Per chi non ne avesse mai letto uno, potrebbe risultare noioso: sempre i soliti cavalli, i soliti cowboy, le solite praterie...
Per me, invece, si tratta ogni volta di una scoperta nuova.
In particolare, qui si dà spazio all’introspezione, a come possa essere l'amino di un taciturno cowboy, che ha passato tutta la sua vita a farsi accettare dalla famiglia che l'ha accolto e amato, ma con cui non ha legami di sangue: il cuore di Malloy. Questo non è il nome di battesimo del cowboy che ci racconta la sua storia in prima persona. Non voglio svelarvelo, ci penserà Crispin a spiegare le cose per bene,ma vi posso solo dire che dentro il suo nome si nasconde l'anima di una guerriero.
L'altro protagonista assoluto del romanzo è, appunto, Crispin,un ragazzo che sembra giovane,ma solo in apparenza, perché è molto più saggio dei suoi venticinque anni, anche se il suo aspetto può confondere le idee,sopratutto a Malloy:

Le sue lunghe ciglia si abbassarono, le sue palpebre si chiusero sui caldi occhi marroni e le sue guance si colorarono di rosa sotto a una miriade di lentiggini. Era goffo e allampanato come un cucciolo, e sapeva di esserlo. Non aveva molti peli sul viso, e la pelle era scura come quella di sua zia. Sicuramente era di discendenza nativa americana, con quegli zigomi.”

Nessuno era preparato al suo arrivo! Ha una parlantina motorizzata,come dice Malloy, è orgoglioso delle sue origini e tradizioni, ma senza esserne schiacciato,ha un passato doloroso alle spalle ma anche una zia che lo adora. Un piccolo esempio dei suoi pensieri? Eccolo:

«Un tempo immaginavo che le parole fluttuassero in aria per un po’, svolazzando in giro, per poi cadere a terra in mucchi di lettere come dei fiocchi di neve.»Guardai in direzione del vialetto congelato, i cumuli di neve sporca che avevo spalato via dagli scalini della veranda. Vidi la pozzanghera dove il gas di scarico della macchina di Flora aveva sciolto il ghiaccio lasciando un residuo oleoso, e pensai: “Santo cielo. Riesco davvero a immaginarmelo. Lettere che volteggiano come fiocchi di neve nell’aria attorno a Crispin, andando a ricoprire il legno della veranda, dove – per fortuna – i suoi piedi sono ben chiusi in un paio di solidi stivali da cowboy”. Almeno non gli sarebbero venuti i geloni e non avrebbe perso
nessun dito...«Siamo anime gemelle,» esclamò felice. «Sei la prima persona a cui
l’ho raccontato che le abbia cercate davvero.»”

Crispin con la sua naturale esuberanza scaverà nel cuore di Malloy fino a fargli trovare la forza di vivere la vita per se stesso e non solo per il ranch che gli è stato affidato.
È come se il cuore di Malloy fosse sbocciato con la brezza delle parole di Crispin:

Le sue braccia si saldarono di nuovo attorno a me e io mi voltai per fronteggiarlo. Le sue palpebre si abbassarono, lente e pesanti, e sapevo che era vicinissimo al sonno. «Dio, sei bellissimo.» «Proprio. Come. Te.» «Non so cosa farò con te,» mormorò.«Tienimi con te, per un po’.» Ti prego. Ti prego, tienimi.«Beh, sì. Quello.» Sospirò. «Quello di certo.»«Farò lo stesso.»...
.Fallo, Crispin. Fallo, e riempimi con la tua essenza nello stesso modo in cui mi riempi col calore del tuo spirito e il rumore delle tue chiacchiere incessanti. Riempimi. Circondami. Marchiami. Ho bisogno di te.”

Si vivranno momenti altamente drammatici ma anche siparietti molto divertenti offerti in primis dalla parlantina sciolta di Crispin,che spazia da un argomento all'altro(la spiegazione dell'incrocio tra mucca e bufalo,il beefalo,mi ha fatto morire dal ridere)e dalla presenza di un cavallo semi pazzo, dispettoso, orgoglioso,e con una presenza scenica da far invidia ad una diva dello spettacolo: Teddy! Ma mi raccomando non chiamatelo cosi'!I nomi hanno importanza anche quelli degli amici a quattro zampe! Che dire poi della dolcissima 3PO…
Una lettura consigliata su tutti i fronti,con la giusta dose di dolcezza,passione e anche di dramma che aiuta i personaggi a capire chi sono veramente senza appesantire troppo la vicenda. Molto ben scritto. Quasi mi dimenticavo! La frase più bella del libro? La dichiarazione silenziosa di Malloy a Crispin:
Amavo Crispin Carrasco. Chiacchierone nervoso, creatore di bambole, salvatore di cani, merce
danneggiata, sussurratore di cowboy.”






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