venerdì 4 marzo 2016

Recensione: "PUNTO DI NON RITORNO" di Lee Child




Jack Reacher
 Una sola legge, una sola giustizia: 
la sua.



Traduttore: Adria Tissoni
Genere: Giallo - Spionaggio
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Pagine:
 420
Prezzo: € 9,99
Uscita:  17 settembre 2015



Sinossi:

Jack Reacher torna a casa, o per lo meno alla cosa più vicina a una casa che un uomo senza legami e senza radici come lui abbia mai avuto. Dalla neve e dal gelo del South Dakota si sposta in Virginia, nella sede della sua vecchia unità di quando era maggiore della polizia militare. Lo fa per conoscere di persona la donna che ha preso il suo posto, quella Susan Turner che fino a ora per lui è stata solo una voce calda e intrigante al telefono. Ma la persona che trova alla scrivania non è Susan e Reacher riceve due notizie sconvolgenti, una che ha gravi conseguenze penali e una molto, troppo personale… Di fronte a una minaccia ci sono solo due strade da percorrere: la fuga o il combattimento, e per un uomo come Reacher la scelta non si pone…






Ok, è ufficiale: Jack Reacher è uno dei miei personaggi preferiti.
Un personaggio che ad ogni “puntata” emerge al nulla, in autostop o al limite in autobus, senza bagaglio e senza paura. E che ogni volta affronta un imprevisto dopo l’altro con metodo, calma e razionalità.
E in questo libro l’imprevisto è ben ingarbugliato.
Jack torna nella sua vecchia base per conoscere il maggiore Turner, che ha preso il suo posto a capo della 110a divisione. Il maggiore Turner è una donna simpatica e intelligente con una bella voce, Jack non sa altro e ha deciso di viaggiare a modo suo - facendo autostop ai bordi delle autostrade - fino lì per conoscerla e magari chiederle di uscire a cena.
Una volta arrivato alla base, però, i suoi piani devono essere adattati alla nuova situazione: il maggiore Turner è stata improvvisamente sollevata dal servizio e rinchiusa. Anche Jack viene richiamato in servizio e poi chiamato a difendersi da due capi d’accusa per lui senza senso. Inizia così una missione con più fronti: non farsi raggiungere da un inseguitore misterioso che sembra prevedere tutte le sue mosse, scagionarsi dalle accuse fasulle e sfruttare le regole formali e informali del mondo militare per scoprire segreti nascosti molto in alto.
Questo libro è pieno di pugni, calci e ossa rotte, ma non è violento. Anzi, è metodico, analitico e ordinato. Nonostante la forza bruta e l’addestramento fisico, la prima arma di Jack è sicuramente la capacità di analisi. Ogni mossa - compreso sbattere una testa contro una portiera - è il frutto di un attento ragionamento, che Lee Child spiega in maniera godibilissima. Di ragionamento in ragionamento, questo autore mi trascina nell’azione, come in un telefilm!
Letteratura di intrattenimento? Sì! Ma chi l’ha detto che non si possa pretendere una certa qualità anche in questo?





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