martedì 5 aprile 2016

L'Angolo di Matesi: "HEATHCLIFF E CATHERINE. UN’ALTRA COPPIA"





Dopo Enea e Didone, la nostra Teresa Siciliano torna a parlarci di coppie. Questa volta tocca alla straziante storia d'amore di Heathcliff e Catherine, protagonisti del romanzo Cime tempestose. Venite a scoprire cosa ne pensa la nostra Teresa!

Heathcliff e Catherine rappresentano forse la coppia romantica più celebre della letteratura. In realtà Cime tempestose uscì nel 1847, quindi nella prima età vittoriana, ma per una serie di motivi Emily Brontë, come le sue sorelle, era cresciuta in un ambiente a carattere religioso (il padre era pastore) e piuttosto povero, per cui non poteva comprare molti libri e quindi ignorava le correnti letterarie contemporanee. Per la verità non si capisce come una ragazza di provincia, senza, pare, esperienze amorose vere e proprie, abbia potuto scrivere una storia d’amore come questa. 
Ovviamente non sono mancate le insinuazioni, dal momento che Charlotte, così come la sorella di Jane Austen, distrusse molti documenti biografici e liriche di Emily. Personalmente non credo che, se avessimo potuto mettere le mani su quelle testimonianze, avremmo scoperto chissà quali trasgressioni. All’epoca le regole morali del pudore erano molto rigide e vietavano severamente comportamenti che noi troveremmo normali e perfino pudichi. Per la verità non capisco perché i parenti di una scrittrice censurino così spesso i diari e le lettere della loro congiunta, col risultato di provocare le ipotesi più fantasiose e immorali. Ma così è o almeno così era.
Per esempio l’amore di Heathcliff e Catherine prescinde quasi totalmente dal sesso, al punto che la scena più scandalosa consiste in un bacio adulterino (perché entrambi sono sposati con altre persone) in punto di morte. Altrimenti i due sono cresciuti insieme in modo selvaggio, senza alcun controllo, ma senza rapporti intimi, nonostante un legame amoroso fortissimo.  
“Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi: il tempo lo cambierà, ne sono consapevole, come l'inverno cambia gli alberi. Il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce eterne che stanno sotto quegli alberi: una fonte di piacere ben poco visibile, ma necessaria. Nelly, io SONO Heathcliff! Lui è sempre sempre, sempre nella mia mente: non come una gioia, non più di quanto io lo sia per me stessa, ma come il mio stesso essere. Quindi non parlare più di separazione: non è possibile.”
Del resto uno dei dettagli che più scandalizzò i contemporanei fu proprio il desiderio di Catherine di sposare Edgar Linton per poter aiutare Heathcliff. E in questo senso Bataille, il critico che meglio ha messo a fuoco la vena sadica della vicenda, interpreta il romanzo come la ricerca di un amore assoluto e totale che Catherine tradisce.
Personalmente non credo che quello della protagonista sia un tradimento. O almeno, come capisce perfettamente Heathcliff, è anche l’aspirazione alla pace, alla quiete, alla cultura e alla civiltà che Edgar e la famiglia Linton  impersonano.
Stranamente dal sentimento dei due protagonisti è quasi assente la normale gelosia, o almeno il fortissimo senso del possesso può accettare di dividere la propria donna con un altro, dal momento che in qualche modo, anche se in misura inferiore, Catherine ama anche Linton.
“E qui, vedi, sta la differenza tra i nostri sentimenti: se lui fosse stato al mio posto e io al suo, sebbene io lo odii di un odio che mi ha avvelenato tutta la vita, non avrei mai alzato una mano sopra di lui. Padronissima di non credermi, se vuoi. Io non lo avrei mai allontanato dalla sua compagna, finché a lei fosse piaciuto. Al momento stesso in cui Cathy non gli avesse più voluto bene, gli avrei strappato il cuore e bevuto il sangue: ma fin là, e se non mi credi non mi conosci, ma fin là sarei morto ad oncia ad oncia prima di torcergli un capello!”
http://1.bp.blogspot.com/-nikUN-gJvd8/VksFL6jtbaI/AAAAAAAAFco/HkPBWKndyoU/s1600/xsfondo6.JPGCatherine muore giovane di parto, cosa che ci colpisce all’improvviso, dal momento che fino a quel momento l’autrice non aveva mai parlato della gravidanza. E Heathcliff precipiterà in un inferno di sofferenza e crudeltà, che lo porterà a fare di nuovo molto male, con spirito profondamente sadico, per anni anche a degli innocenti assoluti.
Io non so se la tesi di Bataille, pur molto interessante e stimolante, sia poi totalmente aderente alla vicenda e ai personaggi.
“Da un lato Wuthering Heights, la terra della tempesta, su nell'arida brughiera, nuda all'assalto degli elementi, naturale dimora della famiglia Earnshaw, indomiti figli della tempesta. Dall'altro, protetta dalla frondosa valle sottostante, Thrushcross Grange, l'appropriata dimora dei figli della calma, i gentili, passivi, timidi Linton. [...] È la distruzione (a opera di Heathcliff) e la restaurazione di quest'armonia che, secondo l'analisi del Cecil, forma il tema del racconto. Che è molto complesso: c'è infatti una seconda generazione in cui la netta distinzione tra i figli della tempesta e i figli della calma s'è smussata; essi partecipano d'entrambe le nature.”(Praz).
Poche pagine nella mia giovinezza mi sono piaciute come quelle che descrivono il sorgere e lo svilupparsi della storia d’amore di Cathy e Hareton. Naturalmente le cose cominciano male. Del resto cosa potrebbe accomunare la colta ragazzina elegante e il rozzo bracciante quasi analfabeta, esito della crudele vendetta di Heathcliff? (Che pure, in qualche modo, si identifica con lui e in qualche misura gli vuole perfino un po’ di bene.) Tanto più che Cathy è un tipo fiero e coraggioso e resiste in un mondo a lei nemico con tutta la forza e all’occorrenza la violenza, soprattutto psicologica, che può. Ma col tempo, grazie alla presenza di Nelly, che nel romanzo rappresenta i principi della ragione e della normalità, arriva a capire i tesori di affetto presenti nel cuore di Hareton e a svolgere nei suoi confronti quella missione di civilizzazione che la madre non aveva voluto o saputo svolgere nei confronti di Heathcliff.
http://lafrusta.homestead.com/files/bronte_cimetemp_cop.jpgSenza dubbio la Brontë contrappone la coppia positiva dei giovani a quella della prima generazione. Senza dubbio era sua intenzione far sorgere il dubbio: Heathcliff è il genio del male oppure Catherine avrebbe potuto salvarlo? Non so se si possa rispondere a questa domanda. Non nego che la mia anima rosa ha sempre parteggiato per Hareton e personalmente sono convinta che tale fosse, razionalmente, anche la posizione dell’autrice. Ma dove si schierasse la parte più profonda della sua anima non lo so. E forse non lo sapeva neanche lei.
“Cercai, e trovai subito, le tre pietre tombali sul pendio che guarda la brughiera: quella di mezzo, grigia e quasi sepolta sotto l’erica: quella di Edgar Linton, che l’erba e il musco crescente ai suoi piedi cominciavano appena a inverdire: quella di Heathcliff, infine, ancor nuda.
M’indugiai fra di esse, sotto quel benigno cielo: guardavo le farfalle notturne svolazzanti sull’erica e le campanule, ascoltavo il soffice vento frusciante tra la verzura, e mi domandavo stupito come mai, come mai qualcuno potesse fantasticare d’inquieti sonni, per coloro che dormivano in quella terra tranquilla.”
Questa è la conclusione che l’autrice ha voluto per il suo grande romanzo, questa è la direzione in cui voleva spingere il lettore. Questa è l’interpretazione che io preferisco accettare.

File:Wuthering Heights family tree.jpg 



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4 commenti:

  1. Ringrazio Teresa Siciliano per avermi riportata con la sua sensibilità e con la sua profonda conoscenza della letteratura, alla mia adolescenza, quando lessi questa tormentata e bellissima storia d'amore e m'innamorai dei due protagonisti. Spero di leggerti ancora, Teresa. Un caro saluto Paola Picasso

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  2. Cara Teresa, mi hai fatto tornare il desiderio di rileggere un romanzo che, forse, avevo un po' dimenticato. Brava come sempre.

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