giovedì 14 aprile 2016

Recensione: "DIECI MINUTI PER UCCIDERE" di Caringella Francesco.






Genere: Thriller
Editore: Newton Compton
Pagine: 256
Prezzo: € 4.99 (e-book); € 9.90
Uscita: 12 Novembre 2015










Sinossi:

Antonio De Santis è seduto su una poltrona, il cane ai suoi piedi, il buio ad avvolgerlo e le note di una musica jazz a fargli compagnia, quando un colpo d’arma da fuoco squarcia la notte. E lo colpisce a tradimento. Ma chi è stato? Chi ha potuto, senza farsi sentire, introdursi nella sua villa di Trani e portare a segno un delitto così efferato? Dieci minuti. Seicento secondi. Ecco quanto resta da vivere all’imprenditore. Un tempo minimo eppure lunghissimo. Sarà sufficiente per mettere insieme i tasselli che ha ignorato fino a quel momento? A ripensare la cena coi suoi familiari che si è appena...










Ho letto parecchi libri gialli, alcuni thriller, ma non mi era mai capitato di leggere un libro come questo. La sinossi mi ha incuriosito perché mai avrei pensato che si potesse raccontare un omicidio avendo come unico punto di vista quello della vittima.
Al termine di una cena di famiglia, Antonio De Santis mette nello stereo un Cd di musica Jazz, vuole crearsi un momento di relax prima di coricarsi, a fargli compagnia c'è solo il fedele cane. Sembra l'atmosfera ideale, ma un colpo di pistola lo ferisce fatalmente al collo. Antonio cade a terra ma la morte non è istantanea. Lui sente la musica ed è consapevole che al termine delle melodie anche la sua vita sarà finita. Prima del suo ultimo respiro vuole sapere chi lo ha ucciso, ha solo dieci minuti.
Il lettore si trova di fronte non a una indagine, ma a una confessione. La vittima, conscia dei propri difetti ed errori, individua da subito i possibili indiziati e ripercorre la sua vita alla luce di quest'ultimo evento drammatico.
Non ci sono giudizi, non ci sono investigatori dotati di acume o di supporti tecnologici, nessun giudice e nessuna giuria, solo le riflessioni di un'anima morente. Le indagini, quelle ufficiali, arriveranno dopo, ma ad Antonio non interessano, perché lui non ci sarà più, e lui vuole capire prima di andarsene.
La situazione è nuova e unica non solo per il punto di vista, ma per tutto ciò che esso comporta. C'è un unico attore sulla scena, un unico personaggio, gli altri vivono (ironia della sorte) solo grazie alle parole di un uomo in punto di morte. La tensione, pulsante a ogni pagina, non è data da inseguimenti o sparatorie, ma dalla scansione del tempo, dalla consapevolezza del protagonista che ogni secondo passato non torna indietro.
La struttura del libro potrebbe apparire frammentaria, spesso i capitoli sono brevissimi, ma tutto è finalizzato a tenere il ritmo incalzante, in fondo il lettore ha solo seicento secondi per capire chi è l'assassino.
Nel giallo classico il finale riporta l'ordine dopo il caos, l'investigatore smaschera il colpevole e lo consegna alla giustizia ma qui tutto questo non può succedere, qui l'assassino esce di scena indisturbato. Quello che succederà dopo sono solo supposizioni, non sappiamo se questo assassino verrà smascherato.
Non perdetevi questo thriller incalzante e moderno!









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