domenica 3 aprile 2016

Recensione: "UNA DOLCE OSTILITÀ" di Marianne Kavanagh.








Genere: New adult
Editore: Garzanti 
Pagine: 294
Prezzo: € 9,99 (e-book); € 16.00
Uscita:  3 Marzo 2016








Sinossi:

Kim ha una sola certezza: odia Harry con tutta sé stessa. Eppure è costretta ad averlo sempre tra i piedi, a vederlo ogni giorno girare per casa. Perché è il migliore amico di sua sorella. La sua famiglia lo adora, ma Kim non riesce a fidarsi di lui. Non hanno nulla in comune. Harry si occupa di finanza e la carriera sembra essere il suo unico obiettivo, mentre lei fa volontariato e lavora per un ente no profit. Sono l’uno l’opposto dell’altro e non fanno altro che discutere. Fino a quando il destino non li unisce oltre la loro volontà: devono prendersi cura insieme del nipotino di Kim. E da allora tutto cambia. Giorno dopo giorno, la ragazza scopre che Harry ha sempre indossato una corazza per nascondere il suo animo ferito. Scopre che è stato costretto a crescere troppo in fretta. E nel profondo dei suoi occhi all’improvviso intravede qualcosa che non può dimenticare. Ma a cui non riesce a credere. Non è facile per lei accettare che Harry possa essere una persona diversa. Troppa ostilità ha diviso i loro cuori per tanto tempo. Eppure nel profondo di sé stessa sente che quell’odio forse non è nient’altro che una forma di amore. Ci vuole solo coraggio. Perché a volte per trovare l’anima gemella bisogna cercare proprio lì dove meno ci si aspetta. 
Dopo il grande successo di Un incantevole imprevisto, per settimane in classifica in Italia, Marianne Kavanagh torna dai suoi lettori che attendevano con ansia un nuovo romanzo. Una dolce ostilità è una storia in cui l'amore gioca a nascondino. Ma arriva sempre il momento in cui è il cuore a dettare legge, in cui uno sguardo racconta più di mille parole. Non si può fermare la magia del conoscersi, dell'innamorarsi, del non perdersi mai per nessuna cosa al mondo.














Questo romanzo, scritto dalla giornalista inglese Marianne Kavanagh, narra la storia di Kim e Harry, eterni rivali in una sorta di triangolo con la sorella maggiore di Kim, Eva. La vicenda inizia durante la festa di laurea di Kim: tra gli invitati, infatti, con suo grande disappunto, si presenta Harry in compagnia dell’amata Eva. Da subito è chiaro che tra i due non corre buon sangue. 
Kim è una ragazza testarda e allo stesso tempo determinata, con delle idee sulla vita molto chiare e precise. 
La vita non è stata facile per lei ed Eva, poiché dopo il divorzio dei genitori sono state abbandonate a loro stesse. La madre Grace se n’è andata in Costa Azzurra fregandosene della loro sorte. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci pensa il latitante padre, che nel frattempo si è risposato ricreandosi una nuova famiglia. Quest’ultimo decide di vendere la casa dove abitano le figlie, perché secondo lui devono cavarsela da sole. Non demorde neppure quando viene a conoscenza che sua figlia Eva aspetta un bambino.

Eva guardò verso la finestra. Fuori, le foglie del sicomoro erano verdissime. «Ce la caveremo.» «Come?» chiese Kim con voce fioca. «Ce la caviamo sempre», replicò Eva.

Da questa situazione spinosa inizia a dipanarsi il racconto, nel corso degli anni, dei due protagonisti, anni di crescita personale e professionale, anni di delusioni, di solitudine, di piccoli dispiaceri e grandi dolori. 
Intorno a Kim, Harry ed Eva ruotano una serie di personaggi secondari che rendono vivo il romanzo. Christine e sua figlia Damaris, che fanno conoscere a Kim ed Eva il calore della famiglia che non hanno mai avuto. Izzie, l’amica estrosa e particolare. Jake, l’odioso collega e fidanzato di Kim. Il dolcissimo e silenzioso nipotino Otis.
I binari della vita di Kim e Harry sono destinati a rimanere sempre distanti, ogni volta che le loro strade si avvicinano succede qualcosa che li allontana e crea un muro di incomprensioni e ostilità sempre più alto. Chissà se l’amore comune per il piccolo Otis potrà riavvicinarli...
Questo libro, così poco ‘romance’, a me è piaciuto.
Chi si appresta a leggerlo non deve aspettarsi di leggere una storia d’amore come la troviamo nella maggior parte dei romanzi attuali. L’amore lo si può leggere tra le righe, quasi in trasparenza.

È bella, pensò. Ovviamente lo aveva sempre saputo. 
Fin dal primissimo giorno. Ma, per un attimo, fu come se non l’avesse mai vista prima. Osservò i capelli biondi, i lineamenti delicati, il mento volitivo, e gli sembrò di guardare la fotografia di qualcuno che non conosceva. Ebbe l’impressione di trovarsi davanti la prova di qualcosa di ovvio, ma che lui aveva sempre scelto di ignorare... la sua espressione era quella che Harry ricordava: di sfida, interrogativa, battagliera. Per tutto il tempo che sono stato via, pensò, non ho mai incontrato nessuna come lei.

L’ambivalenza dei sentimenti, soprattutto della protagonista femminile, a volte ci appare incomprensibile. Ha conosciuto Harry quando aveva solo 13 anni, lo ha sempre inquadrato come un ragazzo arrogante e ricco, il cui scopo era quello di allontanare da lei la sorella, il suo unico punto di riferimento.
Negli anni questi sentimenti di rancore e diffidenza si sono talmente radicati, grazie anche al suo carattere estremamente caparbio, che ogni azione compiuta dal povero Harry è stata fraintesa e vista solo in una luce negativa. Anche Harry ha sofferto, e molto, durante la sua infanzia. Anche Harry ha sempre visto in Eva il suo punto di riferimento, la famiglia che gli è mancata.
Il libro non è facile, affronta il tema del lutto e della perdita, ma una volta superato il dolore più grande si può finalmente ricominciare a vivere, a sperare, ad amare.

Dopo un po’ gli chiese: «Perché?». 
«Perché?» Harry sembrava confuso. Ma lei non riusciva a pronunciare le parole. «Perché ti amo?» Aveva un’aria triste. «Non lo so. Lo sanno mai le persone?» A volte cercano di spiegarlo. «Non c’è nessun’altra come te. Tutto qui. Nemmeno lontanamente.» 
Non aveva senso. 
«Ci ho provato, con tutte le mie forze, a non amarti. Ma è come cercare di non respirare. Non funziona.»

Il romanzo ha uno stile asciutto e con pochi fronzoli, ma una volta preso il ritmo si legge bene. La vicenda è suddivisa in capitoli molto lunghi, ognuno dei quali corrisponde a un anno di vita dei due ragazzi, e questo va un po’ controcorrente alla tendenza attuale di fare capitoli corti, con punti di vista alternati e ben suddivisi. Ho trovato molto divertenti le parti con i monologhi dell’amica Izzie, che riesce a farsi strada come cabarettista e ad accettare e vivere la sua diversità.
Quello che sicuramente è mancato, non solo per le lettrici più romantiche, è un bell’epilogo, di quelli che ti fanno venire le lacrime agli occhi per la felicità. Il libro ne esce molto penalizzato e per questo non posso valutarlo in maniera più generosa. Peccato. Allo stesso tempo mi sento comunque di consigliarlo perché a me ha trasmesso tantissime emozioni e ho amato molto i controversi protagonisti.







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