martedì 24 maggio 2016

L'Angolo di Matesi: "CHRISTINE E BEWCASTLE".



Oggi Teresa Siciliano ci parla di una regina del romance storico, Mary Balogh, e di una delle sue coppie più riuscite, quella formata da Wulfric Bewcastle e Christine!Leggete cosa pensa la nostra Teresa del bellissimo Duca di ghiaccio e della sua irriverente compagna!

All’inizio del Duca di ghiaccio ormai noi lettrici conosciamo bene Wulfric: per tutti i cinque romanzi precedenti della serie, senza contare il prequel Un’estate da ricordare, è l’ennesima reincarnazione dell’aristocratico inglese freddo e imperturbabile in qualunque circostanza. La sua presenza non manca mai nei momenti più importanti della vita dei suoi fratelli, ma il suo self control ci impedisce sempre di conoscerlo fino in fondo.
Sappiamo che è diventato duca giovanissimo a 17 anni: da allora si è dovuto prendere cura dei suoi immensi possedimenti e di tutte le persone che ci vivono, nonché dei suoi cinque fratelli, tutti più giovani di lui. Era il suo dovere e lo ha sempre compiuto fino in fondo, sacrificando tutte le sue aspirazioni e i suoi desideri personali. Adesso, a quasi 36 anni, quando tutti i suoi fratelli si sono fatti una famiglia, è un uomo solo: non si è mai sposato e ha perduto di recente Rose, la sua amante per dieci anni, una donna a cui non è stato legato da amore e neppure da vera passione, ma da una specie di affettuosa amicizia. Per una serie di equivoci, ma soprattutto per sfuggire alla compagnia di se stesso, capita a un ricevimento di campagna e qui, quando non se lo aspetta e neppure lo desidera, incontra quella che sarà la donna della sua vita. Christine è quanto di più diverso dal suo ideale femminile potrebbe concepirsi. È una vedova appartenente alla piccola nobiltà, non particolarmente bella, di carattere allegro, spontaneo, privo di artifici, incapace di quel contegno e quella dignità che gli erano sempre sembrati indispensabili in una donna. Lui pensa che non sappia comportarsi in società (troppo spontanea, divertente e divertita) e la disapprova di continuo, anche se solo fra sé e sé. Eppure, a poco a poco, si rende conto di desiderarla appassionatamente, fino a non poter fare a meno di lei. Il primo passo è offrirle carta bianca sulla base del fatto che è sola, povera e senza un uomo di famiglia che la sostenga.
— È un’offerta quasi troppo lusinghiera. Ma devo proprio rifiutarla, sapete. Non è mai stata una mia ambizione diventare una puttana.
— C’è un universo intero di differenza, madame, tra una puttana e l’amante di un duca — rispose lui freddo.
— Davvero? Soltanto perché una puttana svolge la sua professione in una soglia buia per un penny, mentre l’amante di un duca si esibisce tra lenzuola di seta per una piccola fortuna? Eppure, tutte e due vendono il loro corpo per denaro. Io non venderò il mio, vostra grazia.
Eppure di lì a poco per entrambi la passione sarà più forte di tutto. E avverrà ai margini di una festa da ballo.
Allontanò la testa di pochi centimetri e la fissò negli occhi illuminati dalla luna.
— Vi voglio — le disse.
Persino mentre parlava, era consapevole che lei avrebbe potuto rompere quell’incanto con una sola parola. E una parte di lui desiderava che lei lo facesse.
— Sì — rispose in un sussurro.
Lo guardava con occhi sognanti, bellissimi, le palpebre appena socchiuse.
— Venite con me al lago — la invitò.
— Sì.
Ve lo confesso: questo episodio con quel che segue, all’epoca, per me fu traumatico: all’aperto, per terra, senza una parola d’amore! Ah! Christine!
Del resto non mi era mai piaciuta quella donna! Per Wulfric avevo sognato per tutti i volumi precedenti una persona diversa, come quella che anche lui avrebbe gradito: bellissima ma affascinante, imponente e dignitosa. Eppure qualche settimana dopo ecco la scena decisiva per me:
— Signora Derrick — esordì il duca, togliendosi il cappello e tenendolo lungo un fianco mentre il sole giocava con i suoi capelli scuri. La voce era altera e dura. — Mi chiedo se mi fareste l’onore di sposarmi.
Christine lo fissò con gli occhi sbarrati. Ripensandoci, era sicura di non essersi limitata a fissarlo con aristocratica sorpresa.
— Cosa? — esclamò.
— Mi ritrovo nell’impossibilità di smettere di pensare a voi — continuò lui. — Mi sono chiesto perché vi abbia proposto di diventare la mia amante e non mia moglie, e non sono riuscito a trovare una risposta soddisfacente. Nessuna legge impone a una persona del mio status di sposare una vergine o una signora che non sia stata sposata in precedenza. Nessuna legge afferma che io debba sposare qualcuno del mio stesso rango. Se il fatto che voi non abbiate avuto figli durante un matrimonio durato diversi anni può confermare la sterilità, anche questo non è un impedimento insuperabile. Ho tre fratelli minori che possono succedermi e uno di loro ha già un figlio. Così, ho pensato di prendervi come moglie. Vi prego di accettare.
Per me fu il momento di svolta: Orgoglio e pregiudizio! Questa è la dichiarazione di Darcy ad Elizabeth! E difatti anche a Wulf andrà male.
Perché Christine ha paura di ritrovarsi nuovamente con un marito che non l’apprezza e non si fida di lei. Ha paura che lui le prosciughi ogni gioia. Vuole altro dalla vita. Oppure niente del tutto.
— Posso offrirvi tutto ciò che avete sempre sognato.
Il fatto che si sentisse tentata, accidenti a lei, era tentata, infiammò ulteriormente la sua rabbia.
— Davvero? — rispose brusca. — Per esempio, un marito affettuoso, con un animo gentile e senso dell’umorismo? Qualcuno che ami la gente, i bambini, ruzzare qua e là e un po’ di assurdità ogni tanto? Qualcuno che non sia ossessionato da se stesso e dalla propria importanza? Qualcuno che non sia di ghiaccio fin nel midollo? Qualcuno con un cuore? Qualcuno che possa essere un compagno, un amico e un amante? Questo è tutto ciò che ho sempre sognato, vostra grazia. Potete offrirmelo? Ogni singola cosa?
Naturalmente no. O così sembra. Wulfric proverà a rassegnarsi, ma senza successo. Ed eccolo sollecitare la presenza di Christine a Lindsey Hall, nel tentativo disperato di dimostrarle che non è solo un duca, ma anche un uomo. Fondamentale in questo contesto il momento in cui si aprirà a lei e le racconterà il rapporto con suo padre nel momento più cruciale della sua vita.
— Ebbe un attacco di cuore quando io avevo dodici anni. Sopravvisse, ma quell’episodio fu un segnale della debolezza del suo cuore, che avrebbe potuto smettere di battere in ogni momento. Era uno degli uomini più ricchi, più potenti della Gran Bretagna. Possedeva più terre di quasi chiunque altro. I suoi doveri e le sue responsabilità erano enormi. E il suo figlio maggiore, il suo erede, era uno stallone selvaggio e ribelle.
Era quasi impossibile credere che stesse parlando di se stesso.
— Restai a Lindsey Hall, ma fui quasi completamente separato dalla mia famiglia. Fui affidato alle cure di due tutori. Vedevo mio padre di tanto in tanto, mia madre raramente. Aidan, poi Rannulf e infine Alleyne furono inviati in collegio, come mi ero aspettato di fare anch’io, e non li vedevo praticamente mai, neppure durante le vacanze, quando tornavano a casa. Ero isolato. Protestai, combattei, mi immusonii, mi ribellai e, alla fine, imparai. Ebbi a disposizione cinque anni, durante i quali imparare tutto ciò che dovevo sapere sul resto della mia vita. Nessuno sapeva che sarebbero stati addirittura cinque, naturalmente, avrebbero potuto essere uno soltanto, persino meno. Mio padre morì quando avevo diciassette anni. Sul suo letto di morte, mi baciò la mano e mi disse che a volte l’amore fa male, anche se è comunque amore. Lui stesso non aveva avuto scelta, capite. Ero suo figlio e mi voleva bene. Ero anche il suo erede. Dovevo imparare ad assumere il suo ruolo.
È il momento in cui Christine sente cadere tutte le barriere:
Eppure lui era un uomo che, contro ogni previsione, aveva imparato ad ammirare, sebbene non l’avesse voluto. Ma come poteva non farlo, quando per lui onore e dovere significavano tutto? Quando il suo senso di responsabilità verso centinaia o persino migliaia di dipendenti era più importante per lui della sua gratificazione personale? La sua educazione poteva essere stata oppressiva, persino brutale, ma suo padre aveva fatto in modo che rimanesse intatto lo spirito. Dopotutto, alla morte del padre avrebbe potuto voltare le spalle a tutto ciò che gli era stato insegnato. Avrebbe potuto diventare un giovanotto selvaggio, stravagante, come avevano fatto molti altri in circostanze simili. Aveva potere e ricchezza, per passarla liscia.
Ma lui aveva tenuto duro. Dall’età di diciassette anni, aveva indossato il mantello del duca di Bewcastle e lo aveva portato senza batter ciglio.
Come poteva non ammirarlo? E, che Dio l’aiutasse, come poteva non amarlo?
Insomma, come per Darcy, anche per lui ci sarà una seconda possibilità.
— Per prima cosa — ripeté lui, intrecciando le mani dietro la schiena — devo dirvi che non potrò mai essere l’uomo dei vostri sogni...
— Sì, invece — si affrettò a ribattere lei, interrompendolo. — Potete e lo siete. Non ricordo cosa ci fosse sulla lista che vi diedi l’anno scorso, ma non ha importanza. Voi siete tutto ciò che io potrei mai sognare e anche di più.
E seguono le nozze naturalmente. E poi per colmare la misura, per quanto superfluo, anche un erede. A me alla fine scoppiava il cuore dalla felicità!
Uno dei vertici della Balogh di sempre.





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3 commenti:

  1. Ho amato moltissimo questo libro ,è come una coperta di Linus per me, lo avrò letto una decina di volte !!!
    Brava Matesi ottimo commento.
    Giù Giù

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  2. Uno dei miei libri preferiti, nonché il preferito fra quelli della Balogh. In ogni caso, un piccolo capolavoro. Grazie, Matesi

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  3. è anche per me uno dei miei libri preferiti... pensa che l'ho comprato anche quando è uscito nell'edizione "oro".... meglio averne due copie!
    Marianna Amicone

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