venerdì 27 maggio 2016

Recensione: "L'ANGELO DI GHIACCIO" di Stefan Ahnhem.








Genere: Thriller
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 468
Prezzo: € 9,99 (ebook ); € 19.90 
Uscita: 5 aprile 2016







Sinossi:

Molti saranno inorriditi dalle mie azioni. Alcuni le riterranno una vendetta per tutte le ingiustizie commesse. Altri un gioco assurdo per raggirare il sistema e dimostrare fin dove ci si possa spingere. Ma la maggior parte sarà d'accordo nel considerarle solo come le azioni di una persona estremamente malata. 
Avranno tutti torto… 
Nel buio fitto dell'inverno svedese, il ministro della Giustizia lascia preoccupato il palazzo governativo, dopo un lungo e acceso dibattito. Per evitare i giornalisti, l'uomo decide di usare l'uscita laterale dove si trova la sua macchina. Ma non la raggiungerà mai. Di lui rimangono solo il cellulare «ufficiale», ripescato nel canale di fronte all'edificio, e quello segreto. Che si trova in un appartamento insieme ai vestiti, all'agenda – e a un tavolo dotato di cinghie. Di lui sarà ritrovato il cadavere privo degli organi. 
Negli stessi giorni, ma a Copenhagen, viene ritrovato il corpo straziato della moglie di un famoso giornalista televisivo. E se il primo sospettato sembra proprio il marito, l'ispettore Dunja Hougaard non si lascia ingannare dalle apparenze. Perché ricorda molto bene alcuni casi irrisolti del passato che presentano ben più di un'analogia con l'omicidio della donna. 
 Mentre l'ispettore Fabian Risk indaga sulla morte del ministro a Stoccolma e la Hougaard segue una vecchia pista a Copenhagen, qualcuno muove fili invisibili che faranno incrociare le loro strade. In un modo molto più agghiacciante e pericoloso di quanto abbiano mai potuto immaginare. 
L'angelo di ghiaccio è un thriller adrenalinico e durissimo che non lascia spazio alla misericordia, e svela scenari inquietanti a un ritmo mozzafiato. Scandinavo o no, un autore che affonda la penna nelle radici del male. A tutti i livelli.








Era dai tempi del “Il Suggeritore” di Donato Carrisi che non leggevo un thriller così intrigante, ricco di colpi di scena, con un intreccio pazzesco e un finale per nulla scontato. Quando lo lessi anni fa‚ rimasi letteralmente a bocca aperta e questo libro è un suo degno rivale.
Non conoscevo questo scrittore svedese ma‚ appena letta la sinossi‚ non ho potuto fare a meno di leggere il libro. In più‚ girovagando sul web‚ ho scoperto che questo è il secondo libro sull'ispettore Risk.
La trama è impossibile da riassumere e la sinossi dà solo un abbozzo di cosa il lettore si accinge a leggere.
Il protagonista, come accennavo prima, è l'ispettore di polizia Fabian Risk: sposato ma leggermente in crisi con la moglie, una pittrice che lo trascura per la pittura, ha due figli con cui non ha un felicissimo rapporto, specialmente con il maschio, posato e molto intelligente.
È uno che non si ferma mai alle prime apparenze‚ e questo gli salverà la vita.Il suo partner è la poliziotta Ma lin Rehnberg, al momento molto incinta di due gemelli, ed è un personaggio fantastico: forte,determinata, non molla mai, i suoi sproloqui sulla gravidanza hanno alleggerito la trama cupa del libro, strappandomi anche qualche sorriso.
I due stanno investigando, quasi in incognito, sulla scomparsa del Ministro della Giustizia svedese: non devono dare troppo nell'occhio, perché si capisce praticamente da subito che il ministro nasconde molti segreti e molti scheletri nell'armadio.
Questa non è la sola indagine presente nel libro‚ perché in Danimarca, dall'altro capo dello stretto che divide le due nazioni, si è compiuto un efferato omicidio ai danni della moglie di un noto presentatore televisivo che risulta irreperibile e‚ per questo‚ fortemente sospettato del crimine.
La titolare di questa inchiesta è la poliziotta Dunja, un'altra mente molto brillante che‚ come Fabian‚ non si ferma alle mai alla prima apparenza. Una donna bella e forte che purtroppo viene considerata solo una bella presenza piuttosto che un valido detective. Senza fare troppi SPOILER e giri di parole: quanto ho odiato il suo capo!
Anche lei non ha una situazione sentimentale idilliaca: convive con il fidanzato‚ con il quale è in procinto di sposarsi‚ ma con cui ormai non ha più né dialogo né feeling.
Insomma due poliziotti che‚ pur essendo bravi nel loro lavoro‚ sono delle frane nella loro vita privata‚ cosa che li rende sicuramente molto credibili come personaggi e anche molto fragili‚ e che non sparano a destra e sinistra come in un film americano, ma usano la loro arma migliore: la mente‚ o meglio la deduzione.
Quando leggo un libro, in genere un buon libro‚ di qualsiasi genere si tratti, è come se davanti a me scorressero le immagini di ciò che sto leggendo. Forse capita a tutti, ma per me stavolta è stato come se per tutta la durata del libro stessi vedendo un film, un bellissimo film: sentivo scorrere l'adrenalina come ci fossi stata io a dipanare la matassa e a rincorrere il killer!
Ho cercato per tutto il libro i possibili indizi che mi avrebbero permesso di capire cosa legava le due indagini‚ quali sarebbero state le prossime mosse del killer, se i killer fossero due o no e quali fossero le motivazioni dietro a quegli efferati omicidi. Con mio grande stupore, quando ormai mancavano poco meno di cento pagine dalla fine‚ viene svelata l'identità del killer e mi chiedevo che cosa avesse ancora da raccontare l'autore per le successive ottanta pagine.
Beh, è stata una scoperta! Tutte le volte che pensavo che ormai fosse finita, Stefan Ahnhemè riuscito di nuovo a sorprendermi con continui colpi di scena!
Se devo trovare delle pecche nel libro‚ devo dire che ricordarmi i nomi dei protagonisti non è stato facile‚ vista la differenza abissale tra la lingua italiana e lo svedese, ma non fatevi scoraggiare da questo: è bello non trovare per una volta i soliti nomi anglofoni usati e abusati.
Dal punto di vista della trama‚ invece‚ ho trovato solo una scena un po' forzata,un tantino inverosimile per come si è svolta‚ e mi riferisco alla scelta fatta da Dunja di andarsene a casa‚ dopo essere riuscita a sfuggire al suo killer misterioso, invece che precipitarsi al commissariato o in ospedale per ricevere cure. Forse sono troppo dipendente da CSI & Co e capisco l'adrenalina, la sindrome da shock post traumatico, ecc‚ ma io una visitatina al pronto soccorso me la sarei fatta fare‚ e subito!
Devo anche aggiungere‚ però, che è proprio a questo punto del libro che mi si è accesa una lampadina. Ho iniziato a capire chi potesse essere il killer, le sue azioni e le sue motivazioni cominciavano a ronzarmi in testa e ho maledetto il fatto che dovessi andare a lavorare invece che potermi dedicare completamente al libro.
E' veramente difficile‚ o quasi impossibile‚ farvi delle citazioni di questo libro, l'unica che mi sento di fare per non rovinare la lettura è questa:

“Molti saranno inorriditi dalle mie azioni. Alcuni le riterranno una vendetta per tutte le ingiustizie commesse. Altri un gioco assurdo per raggirare il sistema e dimostrare fin dove ci si possa spingere. Ma la maggior parte sarà d’accordo nel considerarle solo come le azioni di una persona estremamente malata.Avranno tutti torto...”

Non so cosa avrei fatto io al posto del killer se mi fossi trovata al suo posto, per me la vita è sacra, ma giudicare la condotta altrui non spetta a me. So benissimo che vi sto parlando di un libro, pura finzione, ma troppe volte la cronaca quotidiana che passa in TV riesce ad essere molto più efferata della finzione...
Il libro si chiude con un assaggio della prossima avventura dell'ispettore Risk e io mi prenoto subito per la prossima recensione!
Ps: non per fare polemica sulla scelta dei titoli‚ ma io avrei fatto una traduzione più fedele all'originale, perché in svedese il titolo del libro era La Nona Tomba e ... capirete solo leggendo quello che intendo!







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