mercoledì 20 settembre 2017

Recensione: "ACQUA PULITA" di Amy Lane





Genere: M/M, Contemporaneo
Editore: Dreamspinner Press
Pagine: 225
Uscita: 12 Luglio 2016
Traduttore: Livin Derevel



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Sinossi:
Ecco a voi Patrick Cleary: festaiolo, perdente e schizzato. Patrick cerca disperatamente di trasformare se stesso e i risultati sono così straordinari che per poco non ne rimane ucciso. Ora ecco a voi Wes ‘Whiskey’ Keenan: biologo da campo che si chiede quando arriverà il momento giusto per sistemarsi e mettere radici. Quando il giorno peggiore della vita di Patrick si conclude col salvataggio da parte di Whiskey, i due si trovano a condividere un frammento di vita e una minuscola cuccetta sulla casa galleggiante più kitsch del mondo.

Patrick ha bisogno di dare una svolta alla sua vita e Whiskey decide di aiutarlo, ma il ragazzo non è del tutto convinto di riuscirci. Anzi, è abbastanza sicuro di essere uno scherzo della natura. Ma Whiskey, che lavora con veri e propri scherzi della natura, pensa che l’unica cosa di cui Patrick ha davvero bisogno è riconoscere la bellezza dentro quel guscio strambo, e non si è mai tirato indietro di fronte a una missione. Tra rane anomale, un ex ragazzo delinquente e i complessi di Patrick, Whiskey dovrà armarsi di tutta la pazienza possibile prima che Patrick scopra il meglio di sé. Solo allora si troveranno a nuotare finalmente nell’acqua pulita.






Vi è mai capitato, mentre state leggendo un libro, di essere combattuti sul chiuderlo, per farlo durare più a lungo, o di divorarlo per sapere cosa ne sarà dei personaggi?
Ecco, è quello che mi capita tutte le volte con Amy Lane!
Stavolta è stata più dura del solito perché questa storia è pura poesia.
Amy ha dato vita a qualcosa di meraviglioso, a tre personaggi di cui non potrete non innamorarvi: i protagonisti della storia sono Patrick e Wiskey, ma non ci si può dimenticare di menzionare la burbera Fly Bait, amica storica di Wiskey, mamma chioccia ma che non ammetterà mai di esserlo!
La tematica affrontata dall'autrice le sta particolarmente a cuore e proviene dal suo vissuto personale, come da lei specificato nella dedica iniziale e nella nota dell'autore.
Il tema centrale della storia ruota ad un disturbo neuropsichiatrico comunemente noto come ADHD (disturbo da deficit di attenzione), di cui è affetto il protagonista Patrick , un giovane che senza le sue PPM, piccole pillole marroni, non riuscirebbe a vivere una vita normale.
A chi non conosce questa patologia potrebbe sembrare assurdo che l'iperattività di sui soffre lo inabilita anche a fare le cose più semplici, come scegliere i vestiti da mettere,  ricordarsi di mangiare, o peggio di dimenticarsi di prendere le sue pillole:

La  gente  pensava  che  i farmaci fossero come una stampella, qualcosa per tenere il cervello sulla strada giusta, e che lui fosse solo troppo pigro per riuscire a concentrarsi da solo. Non capivano che i farmaci lo aiutavano a fare le piccole scelte: ascoltare  o  agitarsi,  stare  attento  alle  istruzioni  o  pensare  a  quello  che aveva  mangiato  a  colazione.  Quello,  con  i  farmaci,  diventava  possibile.
Poteva  quasi  vedere  le  scelte  che,  grazie  alle  medicine,  erano  disposte davanti  a  lui,  come  vestiti  piegati  ordinatamente  sul  letto,  e  tutto  quello che doveva fare era respirare a fondo e prenderle.”

Patrick è un concentrato di goffaggine e dolcezza, sbatte i gomiti e le ginocchia ovunque (questa caratteristica ce l'ho anche io!) e che impreca come un dannato quando accade! Un'anima semplice, che non viene compresa dal padre, l'unico famigliare rimastogli dopo l'abbandono della madre. Un padre che non l'ha mai capito, che lo considera un fallito, incapace di completare qualsiasi progetto a lungo termine, in grado solo di spendere i suoi soldi. Non ha mai capito cosa voglia dire per Patrick vivere senza le sue pillole.
Patrick nutre un grande amore per lo studio e per lo yoga: vorrebbe ritornare a studiare per prendere una laurea seria, come la definisce lui, magari in biologia o scienze, materie che ama molto, e vorrebbe fare tutto questo mantenendosi da solo insegnando yoga, per dimostrare al padre che non è il fallito che lui crede che sia.
Purtroppo Patrick non sa scegliersi molto bene gli amici, nemmeno i fidanzati a dire la verità, ma per fortuna ci penserà Wiskey a salvarlo dal perfido Cal.
Che dire di Wiskey: un pezzo di pane! Un uomo buono, uno scienziato nerd che non si veste alla moda - i suoi vestiti sono quasi stracci, pieni di buchi, se non hanno i buchi non li mette! - concentrato sulla ricerca sul campo, per  scoprire il perché di alcune bizzarre mutazioni genetiche nelle rane. E' aiutato dall'amica storica Fly Bait.
A loro modo sono entrambi dei “disadattati” come Patrick, sono dei cervelloni che spesso non vengono capiti dalle persona “normali”.
Wiskey rimane subito affascinato da Patrick:

“ Una  massa  di  capelli  di  un  biondo  scuro  –  se  tinti  o  naturali, difficile dirlo  –  gli stava appiccicata alla testa ma i suoi pantaloncini e il giubbotto estivo erano di moda e costosi. Il ragazzo aveva un viso piccolo e attraente, quasi rotondo, anche se in realtà il suo corpo sembrava un po’ troppo  magro  sotto  il  giubbotto.  Whiskey  non  capiva  se  fosse  sveglio  o semplicemente  stesse  piangendo  nel  sonno,  ma  a  ogni  modo…  Santo cielo, che razza di gattino abbandonato aveva trovato? “

Ma non è solo l'aspetto esteriore quello che colpisce al cuore Wiskey, oddio gli enormi occhioni azzurri fanno la loro parte, ma sono anche il sorriso, l'umorismo sarcastico, l'innocenza e la voglia di costruirsi un futuro da solo a conquistarlo.
La vena comica di Patrick mi ha spiazzato, questo è forse il primo libro della Lane dove l'umorismo si lega in maniera spontanea al dramma, che di solito permea le sue storie e ne costituisce la gran parte. Come si fa a non ridere a crepapelle quando Patrick se ne esce con una battuta come questa:

““Uhm, che cosa cambiano?” “Le PPM?” “Già. Che cosa ti fanno?”
Patrick fece finta di pensarci intensamente. “Beh, per prima cosa mi fanno andare in calore e poi inizio ad accoppiarmi coi mobili.” Whiskey  gli  gettò  un  pezzo  di  pane  tostato  e  Patrick  gli  sorrise  di rimando.”

In molti passaggi Wiksey descrive Patrick anche come un coniglietto strafatto, ma non per denigrarlo. Wiskey avrà sempre e solo  dolcezza e pazienza per Patrick.
Patrick in fondo è molto più forte di quello che crede, Wiskey lo aiuta tenendolo ancorato alla realtà, ma sarà Patrick a far capire a Wiskey che è giunto il momento di fermarsi e a fargli capire il vero significato di “casa”:

Whiskey lo tenne  stretto  a  sé  perché,  a  dispetto  di  quanto  banale suonasse, capì che, forse per la prima volta, una casa non era  altro che una persona, viva e reale, che sapeva accoglierti nel suo cuore. “

Durante la lettura ho sottolineato molti passi, troppi per riportarveli tutti, non mi resta che aggiungere che la vicenda prenderà anche una piega suspense davvero niente male con cattivi da arrestare, un ecosistema da salvare, e un bel lieto fine per Cal/Catherine,  Conrad/Chastity e Christopher/Courtney! 
Chi sono? Leggete il libro e lo scoprirete!

Sono pochi i libri che si meritano cinque stelle, questo meriterebbe la lode!







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