mercoledì 8 giugno 2016

Recensione Inedito: "THE MERMAID MURDERS" di Josh Lanyon.



 



Genere: Thriller/M/M
Pagine: 243
Uscita mercato angolosassone: 29 Febbraio 2016









All’agente speciale Jason West viene ordinato dalla divisione Crimini D’Arte dell’FBI di collaborare temporaneamente con il leggendario e caduto in disgrazia “cacciatore di uomini” Sam Kennedy, quando sembra che il più famoso caso di Kennedy, la cattura e la condanna di un serial killer conosciuto come Il Cacciatore, potrebbe davvero essere stata un disastroso fallimento.
Perché Il Cacciatore è ancora lì fuori… e la caccia è appena iniziata ancora una volta.



 TARA TONETTO

Josh Lanyon è tornato a Febbraio con un nuovo romanzo uscito sul mercato anglosassone letto e recensito apposta per voi.  Questo racconto è in realtà uno spin off del libro “Winter Kill”, anche questo non ancora tradotto in Italia. Tra i protagonisti di “The Mermaid Murders” troviamo, infatti, l’agente speciale capo Sam Kennedy, una vera e propria leggenda dell’FBI che era già apparso nel tredicesimo capitolo di “Winter Kill”, dove aveva fatto passare un brutto quarto d’ora al protagonista di quel racconto Adam Darling. Da subito Kennedy era apparso come un personaggio misterioso, un uomo dagli occhi di ghiaccio, fine conoscitore della psiche umana ma anche implacabile cacciatore di Serial Killer a suo agio tra i boschi e le montagne.
La vicenda di “The mermaid murders” si colloca temporalmente prima dei fatti di “Winter Kill e il romanzo inizia con il povero e giovane agente Jason West costretto dal suo capo a diventare collega temporaneo di questo famoso cacciatore di psicopatici. Di norma assegnato alla sezione Crimini d’Arte e da poco rientrato in servizio dopo essere stato ferito sul campo, Jason è pronto a rientrare a casa in vacanza quando viene obbligato ad affiancare Kennedy in questo caso che si rivelerà un dejà vu per entrambi.
Kennedy, in disgrazia e sull’orlo del licenziamento per aver maltrattato in diretta tv un governatore nel suo caso precedente, non può rischiare un altro fiasco e mal sopporta di essere stato affiancato a West di cui non si fida e che reputa incompetente e inadatto.
Ufficialmente West viene assegnato all’indagine perché la sua famiglia possedeva una casa per le vacanze nella zona e ha una buona conoscenza del posto, in realtà deve tenere a bada questa leggenda del Bureau e assicurarsi che nessun errore sia stato fatto in precedenza mettendo in carcere la persona sbagliata.
Jason si troverà a dover fronteggiare un passato doloroso che aveva cercato di dimenticare e una vecchia conoscenza, ora parte della polizia locale, che risulterà una spina nel fianco per tutta l’indagine. E come se questo non bastasse, dovrà anche fare i conti con se stesso e la paura di essere di nuovo ferito che sembra interferire con la sua capacità di lavorare sul campo. Ma la sua sfida più grande sarà quella di trovare una breccia nella dura corazza di Kennedy che gli permetta di collaborare al caso e di essere preso sul serio come agente.
Con il tempo, se Kennedy inizia a rispettare il lavoro investigativo di Jason da un lato, dall’altro continua ad avere forti dubbi sulla sua capacità di essere adatto al servizio attivo e la tensione aumenta non solo nell’indagine ma anche tra i due colleghi che finiranno per condividere bruscamente non solo il caso ma anche il letto senza che però Kennedy mostri nessun interesse reale per West. Ma sarà davvero così?
La trama, l’indagine e il rapporto tra i personaggi corrono in parallelo e si intrecciano con grande equilibrio, dando a tutto il romanzo unità e compattezza. L’indagine è serrata e piena di colpi di scena e la soluzione credibile tanto che il lettore resta coinvolto nella vicenda per tutto il tempo. Anche la parte romance è ben congeniata e il fatto che la vicenda sia narrata dal solo punto di vista di Jason fa sì che la figura di Kennedy resti alquanto misteriosa e imperscrutabile e al contempo permette di vedere tutte le piccole brecce nell’armatura di Sam che Jason riesce a creare senza però mai avere la certezza di averla superata davvero.
Due figure tormentate e diverse: sensibile, socievole e raffinato Jason; ruvido, solitario e monolitico Sam, ma con inaspettati punti in comune. Due mondi ancora separati e distanti che sembrano essere confluiti l’uno nell’altro in modo del tutto casuale e spontaneo e che si ritrovano attratti da una fortissima passione. Ma sarà solo quello ciò che li lega? Il finale concede al lettore qualche risposta lasciando aperte ancora molte domande come è giusto che sia in un racconto con un sequel, visto che questo sarà il primo titolo di una serie  chiamata “The Art of Murder” (L’Arte di uccidere) e che ha già in cantiere il secondo episodio dal titolo “The Monet Murders”, che temporalmente dovrebbe coincidere con gli eventi narrati nel romanzo “Winter Kill”.
Credo che questo sia un romanzo ben riuscito, da mettere nell’elenco dei migliori di questo autore e che promette sviluppi molto interessanti sia per le trame che per i personaggi, su cui resta ancora davvero molto da scoprire. Di sicuro un libro da non perdere per gli amanti di quest’autore e del genere, scritto molto bene, con uno stile secco e asciutto che ricorda molto quello di Patterson e che si adegua alla perfezione ai due protagonisti e alla loro storia. Assolutamente consigliato!




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