giovedì 30 giugno 2016

Recensione: "LA SCHIAVA FRANCESE" di Kathleen McGregor.




Genere: Romance storico
Editore: Leggereditore
Pagine: 512
Prezzo: € 4,99 ebook - € 16,90
Uscita: 7 Aprile ebook - 28 Aprile 2016 











Sinossi: 
Capo Verde, 1674. Angeline Bonnaire ha vissuto tre anni a bordo della Bonne Chance, la fregata del pirata francese Benjamin Adam. Quando rimane incinta, l’uomo le affida una mappa che conduce a un ricco tesoro e la fa fuggire. Angeline ben presto si ritrova alla deriva in mare aperto e si imbatte nel suo incubo peggiore: la nave negriera olandese Swaan. Gerben De Witte, il capitano, è intenzionato a ricavare una fortuna dalla vendita di quella mezzosangue bella e selvaggia. Ma il fato vuole che sul palco della piazza del mercato degli schiavi di Port Royal Omar De Chaville la veda. Pur di riaverla e portarla al sicuro a bordo della Spitfire, l’uomo è pronto ad affrontare chiunque e a infrangere ogni legge. E così Angeline si ritrova di nuovo su una nave, nelle mani di un uomo che la guarda e le parla come se la conoscesse... Ma la vera minaccia è un’altra: il nuovo capitano della Bonne Chance, Louis Fontaine, è sulle sue tracce, determinato a recuperare a ogni costo la mappa del tesoro...



La serie "Saga del Mar dei Caraibi" è così composta:
5. LA SCHIAVA FRANCESE






L’abilità di Kathleen McGregor come scrittrice del romance storico non si smentisce neppure stavolta!
Sono rimasta di nuovo affascinata dalla sua capacità scrupolosa di mostrare la vita di mare nel XVII secolo: da come funzionano le navi, ai pericoli (come il mare in burrasca, le esplorazioni, pirati e filibustieri, le tattiche navali), alla società “marinara”. La trama del romanzo, quindi, non può che essere incalzante e avventurosa, altro marchio di garanzia della saga.
La storia si svolge soprattutto in mare e presenta qualcosa in comune con il precedente Cuore pirata: la ricerca contesa di un tesoro mitologico in una terra misteriosa. Ma i contesti e i personaggi proposti sono diversi. A partire dai protagonisti. In particolare, lei, Angeline, affascina con la sua indole indomita e volitiva. In questo somiglia a un’altra eroina della serie: Corinna. Ma Corinna è impulsiva e all’inizio è un’adolescente irrequieta. Angeline, invece, è una donna indipendente, risoluta, lucida. Tanto che la sua natura viene paragonata a quella di Johnny McFee.
Omar De Chaville, avvinto dalla bellezza selvaggia di Angeline, scorge oltre l’irruenza e le garantisce la libertà di essere se stessa: le lascia emergere il potenziale interiore e le mostra “la differenza tra il concedersi [al proprio uomo] e il condividere” la passione e l’amore.
Kathleen McGregor ha dimostrato con i protagonisti maschili della saga da saper gestire maschi alpha intriganti… e fa centro anche con Omar De Chaville!
Ammetto che non mi aspettavo un Omar così intenso: ha il temperamento passionale da pirata, dosato da sagacia, fermezza e senso dell’onore. Angeline rimane conquistata dal suo carisma, dal modo in cui la seduce e la desidera. Anche io ne sono rimasta piacevolmente sorpresa e colpita!
La “danza di avvicinamento” tra Omar e Angeline viene descritta come ormai ci ha abituato la scrittrice, cioè con naturalezza: niente è lasciato al caso, ogni emozione e ogni passo verso l’amore vengono analizzati. La spontaneità dei percorsi sentimentali è uno degli aspetti che preferisco di questa serie, e La schiava francese non fa eccezione.
In realtà nel romanzo l’elemento romance “fa il bis” perché compare un’altra coppia: il marinaio Roger Thornton si imbatte nella dolce Frances. Conoscere Roger è stata una sorpresa perché si rivela sensibile e gentile. Questa storia d’amore ha un ruolo secondario, ma viene portata avanti con costanza e autenticità.
Ovviamente non può non mancare una certa dose di sensualità, che comunque non è preponderante. Anzi, questo libro è tra i romanzi della saga che meno mostrano il sesso. Ma è meglio così: la sessualità è amalgamata con gli eventi e le emozioni dei personaggi, le descrizioni sono esplicite quel tanto che basta.
Menzione speciale per un personaggio che mi è entrato nel cuore e che finalmente dimostra il suo valore. Vi ricordate il giovane Pablo al servizio di Juan Corraya, che infine entra a far parte della sua famiglia? Dorian O’Rourke lo arruola sulla nave di Omar, perché quest’ultimo gli faccia da mentore. Il ragazzo sta crescendo bene… promette come futuro maschio alpha da apprezzare! Spero che l’autrice realizzi un seguito con Pablo adulto e protagonista.
È stato bello ritrovare, anche se per una fugace apparizione, alcuni tra i “vecchi” personaggi amati, ovvero Dorian O’Rourke e Johnny McFee, sempre fedeli a se stessi. Mi mancano… leggendo di nuovo di loro, ho avuto nostalgia per la loro vita rocambolesca.
Lo stile dosa il lessico adeguato (sia nei termini “marinari”, che nel modo di esprimersi dell’epoca) con una fluidità che coinvolge nella lettura e che rispetta il ritmo rapido.
È difficile salutare una saga letteraria che appassiona. Adoro l’ambito storico, soprattutto certe epoche, come il periodo in cui hanno imperversato pirati e filibustieri: esistenza di mare vissuta in modo totalizzante, avventura e violenza, passioni e sentimenti, politica e scontri per il potere. È tutto quello che ho avvertito nella saga del Mar dei Caraibi. Gli eventi romanzati (a partire dai protagonisti inventati) e l’elemento romance rendono la realtà storica più avvincente e passionale. Ne deriva un impasto ben amalgamato, con ogni elemento ben strutturato. Spero che La schiava francese non sia l’ultimo capitolo... Per favore, Kathleen McGregor, regalaci ancora altre storie emozionanti sui filibustieri e sui pirati!












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