martedì 28 giugno 2016

Recensione: "L'IMPORTANZA DI CHIAMARTI AMORE" di Anna Premoli.






Genere: New Adult
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo: € 4.99 (e-book); € 9.90
Uscita: 26 Maggio 2016







Sinossi:

E se il caso li facesse incontrare di nuovo? 
Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d'accordo quasi con nessuno: con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori… meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c’è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto...




Con quest'ultimo romanzo sono stata molto sofferente. I primi capitoli sono stati una vera "passione", ossia, letti con tanta difficoltà perché li trovavo insulsi e fuorvianti. Sentivo di aver fatto un passo indietro dalla fine di "L'amore non è mai una cosa semplice" per trovarmi così di nuovo nella storia di Lavinia e Sebastiano. Diciamo che solo quando sono arrivata alla fine ho trovato il significato logico delle prime pagine. "L’importanza di chiamarti amore" è concentrato sulla coppia Giada/Ariberto, ma sembra affrontare apertamente la crescita della protagonista. La ribelle, anticonformista e bastian contrario ha trovato chi le sa tener testa, chi sa apprezzare tutti gli aculei di un carattere che chiamarlo spinoso ha dell'eufemismo e soprattutto l'ha accompagnata per mano in questa fase della ritrovata maturità. Anche Giada lo riconosce e nel romanzo si legge "...se il bello del crescere è anche rimettere in discussione i propri limiti e se stessi"
Giada è una ragazza prossima alla laurea specialistica, ha un ragazzo con cui non condivide niente e porta avanti una relazione solo sulla distanza e la libertà di azione che essa garantisce. Ha un rapporto conflittuale con i genitori, ai quali è riconoscente per non averle fatto mancare nulla, ma con i quali non riesce a condividere stile di vita ed aspettative, soprattutto con la mamma che considera molto snob. La sua reazione è andare a studiare lontano, rispettare se stessa e i suoi sogni, ma contraddire per principio tutto ciò che dicono e fanno i genitori. Ragazza infantile ma di buon cuore, Giada conosce Ariberto sul quale si crea talmente tanti pregiudizi che, poverino, deve faticare non poco per spogliare la ragazza di tutte le sue pippe mentali -"...Non che sia solita dare ragione a mia madre, ma forse c’è del vero quando mi rinfaccia che io sono la mia più grande nemica" -, ma una volta che l'ha fatto, Giada si rivela una ragazza dolce, che ha tanto amore da dare. La sua lingua biforcuta è un valore aggiunto: la rende divertente, arguta e spiritosa ma farà soffrire Ariberto, che è vittima sacrificale. A volte saprà reggere il gioco, altre volte soccomberà alle assurde risposte di una ragazza spaventata e caparbia che trova inaccettabile innamorarsi di un ragazzo che rappresenta il perfetto fidanzato che la mamma vorrebbe per lei. Perché dovrebbe dar ragione alla mamma se ha trascorso tutti gli anni dall'adolescenza in poi a fare proprio il contrario? La ribelle che è in lei scalpita ma pian pianino una rinnovata maturità la porta ad interrogarsi sulla bontà delle sue scelte. Il perfetto alter ego di Giada non poteva essere che Ariberto. Dolce, paziente ma anche più testardo di lei. È innamorato, ma è rispettoso del suo status di donna impegnata. Quando poi sa di avere il campo libero, a piccoli gesti ammansisce il cavallo matto che è in lei per trasformarla in una gattina tutta fuse e coccole. Per fortuna a lui piacciono le mission impossibile quindi sarà un vero toccasana per la ragazza dalla battuta facile e dal cuore grande. Ariberto è innamorato ma lo apprezzo per il rispetto che porta a se stesso. Meglio soffrire e mandare al diavolo chi si ama che stare lì ad aspettare che qualcuno riconosca che sei la cosa più bella che le sia mai capitata. 
Apprezzo molto il personaggio di Giada. Come in un Bildungsroman dei tempi ormai andati, è cresciuta ma soprattutto ha saputo mitigare la sua irragionevolezza per lasciare spazio all'apertura mentale e alle considerazione che partono dal cuore e dal buon senso. È vero, a volte sembra di contraddire se stessi cambiando direzione nelle proprie scelte. È anche vero che la vita non si cristallizza ad una certa età, ma crescendo cambiano le situazioni, le persone, i sentimenti e con essi dobbiamo cambiare anche noi se vogliamo vantarci di essere chiamati adulti. 

Quello che sto iniziando a capire solo ora è che il mio trasporto per Ariberto è talmente forte che potrei sul serio arrivare a conformarmi alle regole di quella che mia madre chiamerebbe società civile, potrei davvero finire per rinnegare me stessa per lui.

Questa storia d'amore si apprezza per la genuinità dei sentimenti, per i comportamenti corretti, per la nascita di una passione vera e gradevole, che portano con sé lo stile firmato Premoli che ne fa un marchio di garanzia. L'amicizia, il rispetto, la famiglia, l'amore sono i capisaldi di questo romanzo, se non anche un bagno nei ricordi dell'età universitaria come la stessa autrice ricorda nei Ringraziamenti. Aggiungiamoci un pizzico di intraprendenza, di voglia di vivere, di sesso/amore voluto e desiderato e il risultato sarà un romanzo gradevole, spiritoso e brioso. 
Da leggere, tutti, Premoli fans o no!







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