venerdì 22 luglio 2016

Recensione: "INCUBO" di Wulf Dorn.


A VOLTE SVEGLIARSI DA UN SOGNO PUÒ FARTI PRECIPITARE IN UN INCUBO.


«Un thriller oscuro, inquietante, avvolgente.»

Westfalenpost


Genere: Thriller
Editore: Corbaccio
Pagine: 368
Prezzo: € 9,99 ebook  - € 16,90 
Uscita:  26 Maggio 2016



Sinossi:

Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso, ma da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra. Oscuro, inquietante, avvolgente, «Incubo» è il nuovo psicothriller di Wulf Dorn.




Oggi vi parlo di Incubo, il nuovo thriller psicologico partorito dalla mente di Wolf Dorn, che per me è il maestro del genere. Se avete letto e amato La psichiatra e Il mio cuore cattivo sicuramente anche quest'ultimo romanzo sarà nelle vostre corde. Protagonista assoluto della vicenda è Simon, un ragazzo di sedici anni sopravvissuto ad un incidente stradale nel quale ha perso entrambi i genitori. Ma questa non è stata l'unica perdita nella vita del ragazzo. Insieme a loro sono andate perdute le sue sicurezze, le piccole abitudini che lo tenevano ancorato alla vita di tutti i giorni, i suoi oggetti personali che costituivano un legame con la realtà, con la vita. 

Niente dura per sempre. La sicurezza è un’illusione. Simon Strode fece questa amara esperienza un sabatodi marzo. Bastò un secondo e la sua vita non fu più quella di prima. Tutto ciò che gli era caro e prezioso gli fu tolto. 

Simon è timido, pauroso, non ha amici, soffre di una leggera forma di autismo che lo porta ad avere dei comportamenti quasi ossessivi nel controllo di tutto ciò che lo circonda: ogni cosa deve stare nella giusta collocazione così come i cibi nel piatto non devono mai mescolarsi. Il ragazzo dopo l'incidente soffre di incubi terribili con i quali si manifestano i suoi sensi di colpa per essere l'unico sopravvissuto e, una volta dimesso dall'ospedale psichiatrico che lo ha preso in cura, viene mandato dalla zia Tilia a Fahlenberg, dove si trova già il suo adorato fratello Michael. Nel paese della zia sono tutti in apprensione perché una ragazza coetanea di Simon è scomparsa nel nulla e subito si pensa che ci sia un maniaco che si aggira per i boschi della zona, ipotesi che sembra trovare conferma quando anche Melina, la fidanzata di Michael viene aggredita e ritrovata priva di sensi. La polizia sospetta subito di Michael perchè i due ragazzi avevano litigato. A quel punto Simon per aiutare il fratello decide di mettersi sulle tracce del vero colpevole e con l'aiuto di Caro, una ragazza che ha conosciuto mentre faceva visita alla sua nuova scuola, individua il colpevole perfetto. Caro è misteriosa, appare quando Simon ha bisogno di lei, ha i suoi stessi gusti in fatto di cibo e soprattutto riesce a infondere nel ragazzo quel coraggio e quella sicurezza che gli sono sempre mancati. Quando i due ragazzini sono convinti di aver risolto il caso la verità si fa largo brutalmente e, come ben sanno i lettori di Dorn, niente è mai come appare. 

Oh, poverino. Nessuno ti vuole. Nessuno ti sopporta. Nemmeno il tuo fantastico fratello. Vogliono sbarazzarsi di te. Perché saresti dovuto morire anche tu! 

Anche questo psico-thriller, come i precedenti dello scrittore, anziché scavare con le indagini tradizionali scava a fondo nella mente umana e nei misteriosi meccanismi che la regolano. Durante la lettura del romanzo inevitabilmente proviamo empatia verso Simon: vorremmo proteggerlo, rassicurarlo, tenerlo lontano dai lupi che si insidiano nelle sue paure. Ma chi è il lupo? Questa è la vera domanda. Davvero è sempre da ricercarsi nella realtà che ci circonda? O forse fa parte di una paura più ancestrale, radicata nell'animo umano da secoli? 

«La notte appartiene ai lupi. Secondo lui erano il simbolo del lato oscuro, bestiale della vita. Per questo l’ora del lupo è anche la più pericolosa.» 
«L’ora del lupo?»
«Sì, non ne hai mai sentito parlare?» 
Caro lo guardò con un’espressione misteriosa e abbassò la voce. «È quella che viene subito dopo l’ora degli spettri, e bisogna prestare la massima attenzione. I fantasmi vogliono solo spaventarti, ma, se ti prendono i lupi, sei perduto per sempre.»

Quando incontra Caro e stringono amicizia ci sentiamo sollevati dal fatto che finalmente il ragazzo ha trovato un'alleata con cui farsi scudo dal mondo crudele che lo circonda, che non lo capisce, che lo rende la vittima perfetta del bullismo. Anche il presunto colpevole ci rassicura, con tutte le caratteristiche che lo incasellano nella categoria dei cattivi. Ma è tutto così semplice? Nulla con Dorn lo è! 
Ho letto questo romanzo arrivando quasi alla fine senza rendermene conto, vedendo la realtà con gli occhi ingenui e infantili di Simon, poi cè stato il risveglio. Un brusco risveglio in cui la realtà prende il sopravvento sugli incubi, tutto sommato più rassicuranti della stessa. 
Che altro dire se non che vi consiglio di leggerlo! Se già conoscete l'autore posso dirvi che il romanzo è al livello delle sue opere migliori. Se ancora non conoscete Wolf Dorn, quale occasione migliore di rompere il ghiaccio con un romanzo tutto sommato non troppo cruento in cui la paura è da ricercare soprattutto nei recessi oscuri della mente umana?








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