martedì 19 luglio 2016

Recensione: "LA CASA TRA I SALICI" di Katharina Hagena.





Traduttore: Sullam S.
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Pagine:
 228
Prezzo: € 17,60 (cartaceo)
Uscita: 14 aprile 2016








Sinossi:

La città è avvolta nel silenzio della notte. Ma Ellen non riesce a prendere sonno. Si domanda se quegli occhi che ha incrociato di sfuggita siano proprio di Andreas, il suo amico d'infanzia che non vede da anni. Tutto è partito da quell'attimo. Da allora è stato impossibile frenare il flusso dei ricordi che l'hanno riportata dove non avrebbe mai voluto: a Grund. Alla casa tra i salici sulla riva del fiume; al gracchiare lontano delle rane; al riflesso dorato dei campi di girasole. Lì dove Ellen è cresciuta ed è stata felice, si è innamorata, ma ha anche sofferto. Per sua madre che ogni giorno più distante da lei non poteva più rallegrarla con la magia dei suoi dolci; per la fine della sua amicizia con Andreas che all'improvviso, senza spiegazione, ha deciso di non parlare più con nessuno. Per l'abbandono di Lutz, il padre di sua figlia, che un giorno è andato via senza fare ritorno. Per Marthe che non è mai riuscita a esprimersi veramente, lasciando che fossero le pagine del suo diario a parlare per lei. Ma ora che le lancette corrono trascinate dall'insonnia, Ellen deve fare i conti con il suo passato. Deve cercare delle risposte ai troppi misteri che affollano la sua mente. Deve scoprire se era davvero Andreas l'uomo che ha incontrato. Se lui, che l'ha visto per l'ultima volta, sa cosa è successo a Lutz. Perché a volte ciò che chiamiamo vita in realtà è un sogno, e ciò che chiamiamo sogno è vita.








Questo libro mi ha ispirato molto, fin dalla prima volta che ne ho letto la trama.
Come ben ritratto dalla stessa copertina, all’interno di questo romanzo sono percepibili delle atmosfere particolarmente affascinanti. Grund, la cittadina in cui si svolgono gli eventi, è avvolta dalla magia e dai misteri della Foresta Nera. La casa in cui tornano a vivere la protagonista Ellen e la figlia Orla è appunto sita sulla riva del fiume Reno, lì dove la donna è cresciuta felice, si è innamorata, ha vissuto folli passioni, ma ha altresì conosciuto la vera sofferenza. Ellen, si occupa di aiutare le persone che hanno difficoltà nel sonno, lavora in ospedale, anche se, scherzo del destino, il suo stesso riposo quotidiano appare particolarmente complesso. Inoltre, in questa sua fase della vita, lei deve fare i conti col suo ingombrante passato, sentendosi in dovere di dare delle risposte ai troppi misteri che ancora affollano la sua mente. Lutz, padre di sua figlia, l’ha abbandonata, se n’è andato. 
L’intero romanzo, è raccontato dalla stessa Ellen, che analizza la sua esistenza, in queste lunghe notti quasi totalmente insonni. 


"Chiara è la notte, in città chiara. Mi bruciano le palpebre. In questa città la notte è più chiara di alcuni pomeriggi tetri."

La vita sentimentale di Ellen è stata un labirinto di fallimenti e brucianti passioni senza lieto fine. Declan, ex marito, è uno degli ultimi protagonisti di questa storia, lasciato dalla protagonista, perché violento e dedito all’alcool. (Per quanto egli sia stato l’unica figura paterna per Orla). 
Andreas è un altro uomo che ha fatto parte della vita di Ellen, amico d’infanzia, mai realmente dimenticato; ad oggi sembra che non possano più dirsi nulla. 
In questo quadro confuso di personaggi, a parer mio parecchio stravaganti, appaiono anche i genitori di lei, Heidrun (la madre in coma, ho trovato molto straziante il modo in cui è descritta, come se ormai fosse già morta), e il devoto padre Joachim. La madre appare, secondo me, come un ologramma del passato: di lei è ricordata la figura quando ancora era in salute, cucinava profumate torte e si esibiva nel coro del paese (lo stesso, che si sta organizzando per dedicarle un commiato musicale di tutto rispetto, dettaglio che mi ha lasciata un poco dubbiosa). 


"Mia madre pensava a qualcosa, ma non sapevo cosa. Era una persona così profondamente discreta, che non mi venne mai in mente di domandarglielo."

Difficile dare una definizione precisa a questa storia, il libro parte bene, almeno nella prima parte. Sembra sempre che debba accadere qualcosa d’importante, che debba essere svelato chissà quale segreto; alla fine però, non accade nulla. (Mi rincresce ammetterlo). 
Il lettore rimane sospeso tra il sonno e la lucidità, esattamente come la protagonista. La trama è confusa, ci sono personaggi secondo me, buttati lì a caso, per esempio la figura di Benno (che definirei il selvaggio), un uomo che vive trincerato in una caverna e il cui unico obiettivo finale è quello di rendersi irreperibile al resto del mondo. Ecco, non ho capito ove volesse andare a parare l’autrice, inserendo questo "losco figuro" nella vita di Ellen, se non forse quello di far passare alla protagonista brucianti attimi di passione tra gli alberi della Foresta nera. 
Un libro insomma parecchio confuso, a mio modesto giudizio. Si è certamente perso di vista l’idea iniziale. Deludente. Basti pensare che arrivata alla fine, ho riletto il capitolo conclusivo due volte per comprenderne il significato.
Peccato, un’occasione persa di scrivere un romanzo accattivante e unico nel suo genere.









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