venerdì 22 luglio 2016

Recensione: "LO SPARVIERO E LA ROSA" di Alexandra J. Forrest.








Genere: Romance storico
Editore: Self-Publishing
Pagine: 365
Prezzo ebook: € 2,99 (e-book)
Uscita: 16 novembre 2015







Sinossi:

Regno Italico-Germania, IX secolo d.C. La penisola italica è dilaniata da lotte interne per il potere e il dominio. Gli imperatori tedeschi, gli eredi carolingi e il clero si contendono la sovranità di un paese in rovina. Il giovane Ascanio di Castellana si batte per affermare i propri diritti e difendere dalle prepotenze la nobiltà minore e il popolo, vessati dai potenti e dalla Chiesa, avvalendosi spesso di metodi illeciti che gli procurano fama di avventuriero, ma lo rendono popolare. I suoi nemici, allo scopo di arrestarne la temuta ascesa politica e comprometterne la reputazione, non esitano ad attirarlo con le lusinghe nella loro sfera d’influenza, fino a combinare il suo matrimonio con Griselda, educata in convento e figlia di un potente principe tedesco, uomo dispotico e crudele che pur di favorire l’ambiguo progetto dell’imperatore è pronto a sacrificarla. Fra scontri armati, duelli e tradimenti, Ascanio e Griselda si amano. Tuttavia sul loro futuro si addensano nubi tempestose e nuove sfide metteranno alla prova la loro unione. Ma un uomo che combatte per i propri ideali non teme di lottare per amore della sua donna.




Adoro il genere storico, anche quando è romanzato, perché è Storia espressa da tradizioni, intrighi, sentimenti e passioni. Preferisco le letture sulla Storia antica perché è stato un periodo tormentato, scosso da lotte per il potere, scandito da una vita difficile e dalla moralità spesso opprimente, ma tracciata dal fermento culturale in ogni settore. 
È tutto questo che ho percepito nel libro Lo sparviero e la rosa di Alexandra J. Forrest. Viene etichettato come romance storico, ma, secondo me, si rivela come storico romanzato. Attraverso le vicende del protagonista fittizio Ascanio di Castellana, l’autrice esplora il X secolo d.C. in Italia. Leggete le note finali in cui viene spiegata la realtà storica. 
 Ascanio è l’emblema del nascente ideale di un “Regno Italico fondato su maggiori uguaglianze, diritti e giustizia” (cito le note finali), non ancora potenzialmente espresso. Un ideale che poteva essere esposto solo da nobili (come lo è Ascanio) e portato avanti attraverso congiure, guerre e diplomazia. Ascanio e i sostenitori, infatti, si devono confrontare con l’autorità tedesca e il potere della Chiesa, che perseguono i propri interessi e vessano la popolazione. Immaginate, quindi, come Ascanio sia impegnato per molti anni in questa lotta, dalla gioventù all’età adulta. Ho apprezzato la sua evoluzione: l’indole indomita e acuta non sarà scalfita, ma gli ostacoli che affronta lo costringeranno a confrontarsi con se stesso e con la realtà, portandolo a maturare. 
La società in cui vive Ascanio è quindi in fermento politico-sociale. La scrittrice riesce a far emergere questo contesto, presentandolo in maniera credibile. L’impatto psicologico sui personaggi è sempre ben analizzato. Viene adattato anche lo stile, perfetto nel mostrare la realtà storica con un lessico appropriato in ogni ambito, persino nelle emozioni e nei pensieri dei personaggi, attraverso cui sono filtrati gli eventi. 
Accanto ad Ascanio sono presentati altri personaggi, inventati o realmente esistiti. Una menzione speciale per l’amata di Ascanio: Griselda. La sua figura mi ha sorpreso. Di solito le protagoniste determinate hanno un’indole così fiera da trasgredire l’ordine sociale. Griselda, invece, è immersa nel suo tempo: rappresenta la nobildonna schiva, dedita alla famiglia e che rispetta l’autorità maschile, ma rivela uno spirito forte. Il suo carattere si rafforza a poco a poco, grazie anche all’amore di Ascanio. 
Ma, come ho accennato, l’elemento romance è marginale. Griselda mantiene comunque un ruolo importante, soprattutto all’inizio. Le descrizioni della passione tra Griselda e Ascanio mi sono piaciute perché delicate e ben amalgamate con i fatti. 
Ho però trovato un elemento di disturbo: la vicenda di Lupo. Mi è sembrato che spezzasse l’andamento degli eventi, con cui, tra l’altro, non ha nessun legame. Nella storia di Lupo sono più evidenti la sensualità e il romance. Tuttavia la sua vicenda è irrilevante. Secondo me poteva essere evitata. 
Reputo Lo sparviero e la rosa uno storico romanzato di tutto rispetto, che esamina in modo convincente un’epoca cupa per l’Italia. Consiglio il libro a chi cerca una lettura storica non prettamente romance.









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