venerdì 22 luglio 2016

Recensione: "QUELLE BELLE RAGAZZE" di Karin Slaughter.






Genere: Thriller
Editore: Harper Collins Italia
Pagine: 392
Prezzo: € 9,99 (ebook) - € 18,00
Uscita: 31 marzo 2016







Sinossi:

Claire e Lydia sono sorelle che non si parlano da più di vent'anni. I loro rapporti si sono interrotti quando Claire ha deciso di sposare Paul, affermato architetto, e di diventare la sua sofisticata moglie trofeo. Lydia, invece, è una madre single, ha una storia con un ex detenuto, e fatica ad arrivare alla fine del mese. Nessuna delle due è riuscita a superare la tragedia che ha colpito la loro famiglia quando Julia, la sorella maggiore, è scomparsa senza lasciare tracce, e la notizia che un'altra ragazza, anche lei giovane e bellissima, è sparita nel nulla in circostanze molto simili, di colpo riporta nelle loro vite tutto l'orrore e lo strazio del passato. Come se non bastasse, pochi giorni dopo Paul viene ucciso. Che legame c'è tra la scomparsa di un'adolescente e l'omicidio di un uomo di mezza età a quasi venticinque anni di distanza? Accantonata la reciproca diffidenza, le due sorelle si alleano per dissotterrare i segreti che hanno distrutto le loro vite, finendo per scoprire una scioccante verità dove meno se l'aspettano. Una feroce storia di violenza sulle donne, che ricorda la Millennium Trilogy di Larsson.






Dopo circa venti anni di separazione‚ le strade delle sorelle minori di Julia Carroll, studentessa modello scomparsa nei primi anni 90, tornano a incrociarsi di nuovo. Artefice del loro riavvicinamento è la morte violenta di Paul, marito di Claire, la sorella più piccola e insicura delle due. La vita delle due donne è stata molto diversa: Claire apparentemente è quella che ha avuto più fortuna sposando un uomo benestante e iperprotettivo; Lydia al contrario ha attraversato l'inferno della tossicodipendenza e della bulimia, l'unica ragione che l'ha fatta uscire dal baratro è stato l'amore per Dee, la figlia adolescente. 
Ma, come è facile intuire, non è tutto oro quello che luccica. E se la luminosa vita matrimoniale di Claire e Paul nascondesse delle terribili ombre? 
Quelle belle ragazze è una crime story ben strutturata e scritta con maestria dall'autrice americana Karin Slaughter, già nota agli adepti del genere. 
La storia, narrata in terza persona con uno stile asciutto e competente, è intervallata da capitoletti in cui la voce narrante è quella di Sam, papà di Claire, Lydia e della mai dimenticata Julia, il quale scrive delle lettere toccanti a quest'ultima. L'uomo non si è mai arreso ed è andato avanti con le sue indagini perché non ha mai creduto al responso ufficiale della polizia, cioè che la figlia si sia allontanata volontariamente seguendo un gruppo di hippies. 


«Le ragazze scappano in continuazione.» Lo sceriffo si strinse nelle spalle come se tu fossi una persona qualsiasi, come se lasciando passare una settimana, un mese, magari anche un anno, ti avremmo visto tornare nelle nostre vite con qualche debole scusa su un ragazzo che avevi seguito o un’amica con cui avevi deciso di fare il giro del mondo. 

Questa sua ricerca al limite dell'ossessione lo allontana prima dalla moglie e poi lo porta fino al suicidio. Forse è proprio il personaggio di Sam che ho amato di più, un uomo tenero e innamorato delle figlie e della famiglia. Innamorato del suo lavoro come veterinario, che lo porta a riempire la casa di animali abbandonati e bisognosi di cure. È il personaggio che meglio fa da contrappasso ai molti personaggi maschili viscidi e violenti che incontriamo durante la lettura. 


...perché se un uomo rifiuta una donna lei torna a casa a piangere, mentre se è la donna a rifiutare un uomo lui può stuprarla e ucciderla.

Tra le sorelle ho preferito Lydia per la sua schiettezza e la sua forza d'animo, ha saputo lasciarsi alle spalle le sabbie mobili che stavano inghiottendo la sua vita ed è riuscita a rinascere. Ma anche la più passiva e docile Claire riesce da metà libro in poi a riscattarsi e a tirare fuori gli attributi. 

Claire aveva deciso di fare come sua madre e smetterla con le domande perché non voleva più sapere le risposte. Non c’era più differenza tra la pillola rossa e quella blu.
Erano solo diverse sfumature di dolore.

Il fascino di questo romanzo non risiede tanto nel giallo in sé, il colpevole da un certo punto in poi è facilmente individuabile, bensì nella costruzione di una trama piena dazione e ad alta concentrazione adrenalinica. Lo vedrei infatti molto adatto ad una trasposizione cinematografica. Ci sono scene piuttosto cruente‚ ricche di particolari raccapriccianti, quasi horror. Posso dire che in questo thriller le perversioni e le nefandezze dell'essere umano raggiungono livelli mai visti. 
Lo consiglio assolutamente!










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