giovedì 14 luglio 2016

Recensione: "SENZA PAROLE" di Abbie Rushton.



Alcuni segreti sono troppo pericolosi per essere svelati.



Genere: Young Adult- F/F
Editore: Newton Compton Editori
Collana: narrativa n. 1257
Pagine:
 100
Prezzo: € 0,99 (ebook)
Uscita: 29 aprile 2016







Sinossi:

Megan non parla. Da mesi non dice una parola. Gran parte delle persone a cui tiene si sono allontanate da lei nel tempo, ma per Megan questo è il problema minore. Perché ci sono cose intrappolate nella sua mente - cose che gridano per essere ascoltate - che non può, non deve, lasciare uscire. Poi a scuola arriva Jasmine: spumeggiante, bellissima, loquace. E per motivi che Megan non riesce a comprendere, la vita comincia a sembrare un po’ più luminosa. Megan vorrebbe ricominciare a parlare, e sembra che Jasmine possa essere la soluzione. Ma se ritrovasse la voce e perdesse tutto il resto?







Uscito per la Newton Compton questo romanzo young adult ha come protagonista la sedicenne Megan che ci presenta la sua vicenda in prima persona. La ragazza non parla a seguito di un trauma conseguito dalla morte della sua migliore amica Hana e questo mutismo nasconde un segreto inconfessabile e uno schiacciante senso di colpa. Megan è emarginata e vittima di crudeli prese in giro da parte delle sue ex amiche: le ragazze più popolari del liceo che frequenta. 
Un altro motivo di sofferenza della giovane è la recente perdita del nonno, che ha sostituito il padre che non ha mai avuto, e il rapporto conflittuale con la madre, giovane cameriera disillusa che a volte sembra più immatura della figlia. 
Una mattina come le altre, tra una presa in giro e un pettegolezzo, sull’autobus che la accompagna a scuola fa la sua apparizione Jasmine, una ragazza che si è trasferita da poco nel suo paese, illuminando la vita di Megan con la sua amicizia, il suo affetto e le sue parole. Jasmine è molto loquace, bella in maniera un po’esotica e molto dolce con Megan. Ben presto quest’ultima capisce che il sentimento che prova per la compagna di classe va al di là della semplice amicizia, però nel frattempo si fa avanti con Megan anche Luke, amico d’infanzia suo e di Hana, aumentando il senso di confusione della ragazza. Intanto Jasmine, già vittima di bullismo nel passato, viene presa di mira da un misterioso stalker che la perseguita. Gli interrogativi sono molti: cos’è successo la notte che è morta Hana? Megan riprenderà a parlare? Tra le due ragazze sboccerà l’amore? Alla fine tutte le domande troveranno una risposta e il sentimento che riuscirà a farsi strada nei cuori sarà quello più naturale per le due adolescenti. 

Jasmine ha la pelle lucente per il sudore. Le labbra sembrano più scure, più piene. Un riccio le è sfuggito dalla coda ed è abbandonato sulla guancia. Vorrei infilarglielo dietro l’orecchio. Vorrei fare anche di più. Vorrei baciarla. Vorrei che lei ricambiasse il mio bacio. Non m’importa delle conseguenze. Voglio solo baciarla.
Incasinerai tutto. 
Non posso baciarla. Non posso assolutamente farlo. 

Le premesse per un romanzo bello e originale c’erano tutte, quello che a mio avviso è mancato è stato l’approfondimento dei vari personaggi, in primis quello di Jasmine. Di lei sappiamo che è stata presa di mira da bulli nella sua vecchia scuola a tal punto da costringere la sua famiglia a trasferirsi, ma non viene mai accennato al motivo del bullismo. Tutto rimane un po’ vago e superficiale. Tra le cose che ho apprezzato c’è senz’altro la vivace famiglia di Jasmine che porta tutto il colore (e i sapori) della cultura greca. Il rapporto che si crea tra le due ragazze viene trattato in maniera molto tenera e delicata e, trattandosi di due sedicenni alla scoperta di un tipo di sessualità che forse non avevano messo in conto, il livello di sensualità rimane sempre molto casto e velato. 
Il ritratto della nuova generazione di adolescenti fatto in questo romanzo è abbastanza desolante: tutto viene rapportato in funzione della popolarità e la priorità è essere accettati dal gruppo. Nessuno dei personaggi comprimari è esente da colpe o responsabilità, ma, come succede sempre, sono le persone più sensibili quelle che se ne fanno carico. 
La scrittura di Abbie Rushton è scorrevole, a volte fin troppo stringata e ho riscontrato qua e là qualche errore di editing. Siamo di fronte a un romanzo piacevole da leggere, ma con molte potenzialità rimaste inesplorate.







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