sabato 6 agosto 2016

Recensione: "PER CHI VIVE" di L.A. Witt.






Traduttore: Cornelia Grey
Genere: M/M Contemporaneo
Editore: CreateSpace 
Pagine: 258
Prezzo: € 5.09 (e-book); € 14.01
Uscita: 18 Novembre 2015









Sinossi:

Per un anno, Jay Warren ha cercato di trovare il coraggio per dire a sua moglie che è gay. Ogni volta che ne ha l'occasione, però, si blocca. Si vergogna di averlo nascosto così a lungo e non vuole ferirla: il senso di colpa si è fatto quasi insopportabile. Quando sua moglie muore improvvisamente, la coscienza di Jay minaccia di divorarlo vivo. Scott Lawson, direttore funerario, vede ogni giorno persone in lutto e sa fin troppo bene cosa significhi nascondere il proprio orientamento sessuale. Offre a Jay la compassione e la comprensione di cui ha disperatamente bisogno e da questo nasce un'amicizia che presto... forse troppo presto... diventa qualcosa di più. Ma il dolore, il senso di colpa e la solitudine sono forse le uniche cose che li uniscono? O Scott si stancherà di essere usato come sostegno emotivo prima che Jay si renda conto di quanto sia prezioso ciò che ha?









Chi ha dei segreti ha sempre paura di confessarli, altrimenti non sarebbero tali.
Chi non ne ha mai avuto uno da confessare forse farà fatica a comprendere lo stato d'animo del protagonista di questo libro, Jay.
Qual'è il segreto di Jay? Semplice: Jay è gay. Ormai non ha più dubbi, ma non riesce a dichiararsi perché, oltre ad aver paura della reazione dei genitori e della società ancora poco tollerante, sul suo cammino ha un ostacolo ancora più grande: ha una dolce, energica e frizzante moglie.
Jay è terrorizzato al solo pensiero di dichiarasi:

“Avevo paura di cos'avrebbero detto i miei genitori. Di come mi avrebbe trattato la gente. Di come i miei amici mi avrebbero guardato con occhi diversi. Ho visto cos'hanno passato altri uomini perché la gente sospettava che fossero gay, e non volevo doverlo affrontare.”

Dopo un anno di tentennamenti e di alto tasso alcolemico, sembra essere ormai arrivato il momento di dire la verità a Misty, ma si sa che il destino è imprevedibile. Proprio la sera in cui ha deciso di vuotare il sacco, Misty rimane vittima di un incidente stradale dal quale non ha scampo e Jay non ha più la possibilità di confessarle nulla.
Comincia così il lungo cammino di Jay sul sentiero dei sensi di colpa, che rischia di distruggerlo.
A complicare ulteriormente le cose è l’incontro con Scott, un giovane affascinate, dolce e comprensivo, proprio nel luogo dove deve avvenire la commemorazione della povera moglie. Scott è il direttore delle pompe funebri che si occupano delle esequie di Misty. Mi piace usare il nome proprio di questa ragazza che sfortunatamente è venuta a mancare non solo perché la sua figura e il suo ricordo aleggiano per tutto il romanzo, ma sopratutto perché era un bel personaggio.
Mi ha colpito molto anche il giovane Scott: bello, alto, capelli scurissimi e profondi occhi blu,affascinante ma anche molto dolce... nessuno si aspetterebbe mai che per professione faccia il becchino! Gli aneddoti che racconta a Jay spaziano dalla tragedia all'ilarità e questo mi ha fatto molto pensare: bisogna essere molto empatici per svolgere questo lavoro e confortare le persone che hanno subito una perdita procura parecchio stress.
Complice il bisogno di sfogarsi di Jay e la disponibilità di Scott, i due si avvicinano sempre più molto e presto dal conforto nascerà qualcosa di più profondo.
L'autrice ha fatto decisamente un buon lavoro con questo libro, si poteva scadere nel macabro nel momento in cui Misty lascia la scena e Jay è finalmente libero di vivere la sua omosessualità, ma così non è stato. Il romanzo è volutamente molto drammatico ma non preoccupatevi, dopo il dolore e l'accettazione della perdita per Jay e Scott il finale sarà lieto, non facile ma lieto.
Mi è piaciuto particolarmente il punto in cui Scott cerca di far comprendere a Jay che non c'è nulla di sbagliato in lui nell'essere gay:

“Jay, non è stata una tua scelta. Non voglio fingere di conoscere delle parole magiche che faranno sparire il disprezzo che provi per te stesso, ma fattelo dire da un uomo che ci è passato... non hai niente che non va. Viviamo in un mondo che vuole convincerci che non sia così. Solo perché il mondo coglie ogni occasione per darci addosso, non significa che siamo noi ad avere qualcosa che non va.”...”“Perché siamo condizionati a sentirci in colpa. Siamo condizionati a credere che essere omosessuali sia sbagliato e disgustoso e....” Si accigliò e fece un cenno frustrato. “E ci sono cascato anch’io, credimi.”
“Come hai fatto a superare la cosa?”
“Mi sono innamorato.” 

Per quanto possa essere doloroso perdere qualcuno che si ama, Scott ha perfettamente ragione quando risponde ad una domanda di Jay:

“Cosa pensi ci sia dopo la morte?”“Niente. Penso che questa vita sia tutto ciò che abbiamo, ed  ecco perché credo fermamente che la vita sia per chi vive.”

Viviamo allora la vita che ci è stata data, senza farci condizionare dal giudizio degli altri e facendo tesoro del ricordo delle persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino, che purtroppo non ci sono più ma che faranno sempre parte di noi.











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