venerdì 5 agosto 2016

Recensione: "RAIN NON AVEVA LE ALI" di Carlo Peparello.








Genere: Noir/Thriller
Editore: Robin Edizioni
Pagine: 160
Prezzo: € 4,99 ebook
Uscita:  28 gennaio 2016







Sinossi:

Da molti anni gira per il mondo e molte persone hanno avuto a che fare con lui. Compare e scompare come un temporale improvviso, ecco perché lo chiamano Rain. Questa figura circondata dal dubbio riesce a comunicare con le coscienze degli altri, ma non sempre dona pace e illuminazione. Non si sa se dispensi verità o punizioni. Danielle Collard, ambiziosa e introversa reporter francese, dedica ogni sua energia a dargli la caccia. Ha votato se stessa a questa ricerca giudicata inutile e campata in aria, inseguita da un passato fatto di incubi e fantasmi che non vogliono saperne di tacere. Perché Danielle Collard ha intrapreso questa crociata? Cosa sta cercando veramente? In un susseguirsi di colpi di scena e scomodi segreti, seguendo i passi della protagonista, alle prese con le proprie debolezze e paure, toccherà all’improbabile eroe Badout, modesto e pigro funzionario della polizia parigina, destreggiarsi tra due mondi paralleli, quello reale e quello sovrannaturale, distinguere l’orrore tangibile da quello immaginario. Badout seguirà una scia di sangue che da Parigi lo porterà in un borgo dimenticato di Roma, promettendosi di fare luce su una serie di fatti che vedranno Danielle Collard preda e allo stesso tempo cacciatrice. Un thriller noir che cavalca due mondi paralleli, quello reale e quello mistico, dove ragione e religione, paure e interrogativi, circondano personaggi dalla natura ambigua, in una storia dove ogni elemento cela un lato nascosto.





Buongiorno Insaziabili, 
oggi vi parlo di un romanzo che mi ha incuriosita fin dalla trama e che non mi ha delusa. Un thriller noir con sfumature simil gotiche. 
Una storia originale ed intrigante. Ambientata tra Parigi e Roma. Oscurità ovunque e pioggia incessante. Non capisci mai chi hai di fronte perché il tutto è sempre circondato da mistero ed ombre. 
C'è questa presenza che, come una forza, ti tiene incollata alle pagine fino alla svolta finale che lascia un certo amaro in bocca. La vita, si sa, è imprevedibile. La psiche umana è in gran parte sconosciuta, anche se degli occhi attenti possono cogliere quelle sfumature tra le righe che celano la soluzione. Ed è così che il vice commissario Badout arriva a comprendere il quadro generale: con occhi vigili e mente allenata! 
Danielle è una giornalista solitaria e ribelle. Fuma marijuana, beve vodka e si isola dal mondo. Rifiuta di adattarsi ma fa in modo che il mondo si adatti a lei. Brava nel suo mestiere, nasconde un evento tragico che l'ha profondamente segnata. 
È ora alla ricerca di "Rain", una sorta di figura mistica, di angelo custode e demone. Varie testimonianze da tutto il mondo parlano di questa presenza che ha cambiato loro la vita. Le descrizioni non sono similari, ma non identiche. 
Rain agisce con la pioggia, appare e scompare senza preavviso. È il chiodo fisso di Danielle, talmente fisso che la porterà da Parigi, sua città natale, a Roma. Una fissazione o, forse, l'unica ragione di vita. 

Gli eventi precipitano e quando tutto sembra chiaro, la realtà si affaccia violenta e schietta, ribaltando tutte le carte. 
Ho amato Danielle ed ho ammirato Badout, due personaggi molto forti anche se le descrizioni sono quasi del tutto assenti. L'autore ha saputo caratterizzarli in modo unico. Sentivo la sofferenza di Danielle ad ogni sorso di vodka, mi annientavo con lei e con i ricordi del suo passato che le hanno impedito di essere felice. 
Ho percepito la forza e l'esperienza di Badout anche quando non parlava. Le immagini di loro due sono ancora vive nella mia mente. Ho sperato tanto di vedere Rain, di sentirlo parlare, bramavo e temevo davvero la sua presenza, come se, potesse giovare o nuocere alla mia stessa vita. 
Note dolenti, poche: qualche refuso e qualche salto temporale che, non essendo annunciato, ti spiazza, ma nulla che impedisca di seguire bene le varie vicissitudini. 
Quando ho voltato l'ultima pagina ho subito pensato che avrei voluto conoscere meglio i vari risvolti psicologici ma, con il senno di poi, direi che è un libro che va bene così com'è. Se avesse di più, perderebbe quell'alone di mistero ed oscurità che lo caratterizzano.








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