sabato 27 agosto 2016

Recensione: "VERONICA È MIA" di Giulia Mastrantoni.






Genere: Erotico
Editore: Panesi Edizioni
Collana: Lilith
Pagine:
Prezzo: € 1.99 (e-book Kobo)
Uscita: Gennaio 2016









Sinossi:

Veronica è una ragazza giovane, timida, innocente. La sua voglia di amare ed essere amata si scontra con quella di possedere di Max, ragazzo impassibile che entra nel suo corpo e nei suoi pensieri. Max di giorno, Max di notte, Max in ogni fibra del suo essere: Max è ossessione e sogno effimero. Veronica, nel tentativo di non dimenticarlo, lo ricerca e rivive nei corpi vuoti e indifferenti di altri uomini. Solo una grande forza interiore sarà in grado di rimettere tutto in discussione. Veronica è mia è pornografia dell'anima, grido di forza e speranza, inno alla rinascita.








Questo breve romanzo, all’inizio non mi è piaciuto particolarmente, o meglio s’inneggia tanto alla fine della violenza contro la donna (cosa terribile, che occupa ormai interamente la pagina dedicata alla cronaca nera sui nostri quotidiani) e poi si racconta la vicenda di una giovane, che in seguito ad una notte di sesso con questo misterioso Max, rimane succube del suo potere per un lungo periodo di tempo, e che, per porre rimedio a questa sua ossessione, finisce a letto con un numero illimitato di uomini.
Non ho apprezzato per nulla il fatto che Veronica abbia avuto tanti uomini, concedendosi a loro alla pari di una bambola senza anima. In certi punti, la trama mi è sembrata un po’volgare e certamente degradante nei confronti della figura femminile. Considerato però il fatto che non amo lasciare le letture a metà, ho deciso di arrivare fino alla fine. È qui che finalmente (vi darò un piccolo indizio per spingervi a concedere una possibilità a questo romanzo) il personaggio di Veronica si riscatta e torna a porre il rispetto di se stessa al primo posto.

“ Voleva fare sesso con chiunque, anche con uno sconosciuto che non la attraeva.”“ La parte di lei che voleva accontentarlo per paura di perderlo, stava facendo la guerra a quella che non voleva farlo.”
“ Non importava più nulla di chi fossero gli uomini della vita di Veronica, l’unica cosa che le interessava era pensare a Max, l’unico uomo della sua vita. 
Dov’era?”

Alcuni passaggi sono un po’ assurdi (vogliamo parlare del ricorrente sogno erotico ambientato al supermercato, scusate, ma mi sa tanto di “ fantasie di una casalinga frustrata”), e poi non ho compreso per quale motivo lei sia così ossessionata dall’uomo (non di certo molto rispettoso nei suoi confronti), con cui è avvenuta la prima volta. Più che amore, è patologia!
Ho apprezzato il fatto (come dicevo poc’anzi) che Veronica alla fine cerchi di lottare per uscire da quest’assurdo incantesimo.

“ Veronica non mollava, voleva tenere duro, perché sapeva di doverlo a se stessa .... una chance di vivere”. 

Un romanzo dunque scorrevole, anche se in alcuni tratti è un po’ superficiale. A mio modesto giudizio, il messaggio di fondo è ottimo; peccato che non sia stato sviluppato a dovere. Un erotico leggermente diverso dai soliti cliché, ma che merita di essere preso in considerazione, nonostante i diversi limiti che lo caratterizzano.










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