sabato 10 settembre 2016

Recensione: "GIADA. UN AMORE COLPEVOLE" di Anna Chillon.

Non ero pronta per lui, ma questo non gli importò.
Entrò come un tornado nella mia vita,
la stravolse spezzandomi il fiato
e mi rese donna,
a dispetto di tutto e tutti.



Genere: Erotico contemporaneo
Editore: Self Publishing
Pagine: 
349
Prezzo: €11,90 (cartaceo), €3,90 (e-book)
Uscita: 6 Giugno 2016





Sinossi:



Il giorno del mio diciottesimo compleanno, spiando quel ragazzaccio condannato ai lavori socialmente utili, pensai che la vita stesse per sorridermi, lungi dall’immaginare cosa in realtà stesse per serbarmi. Qualcosa più grande di me mi avrebbe presto travolta, scossa alle fondamenta, gettando il mio corpo e il mio cuore in pasto a una persona con l’animo di un lupo selvatico. Per tutti sarebbe stato uno scandalo e una vergogna: nessuno avrebbe compreso, perché nessuno conosceva le molteplici verità che quel lupo era stato così bravo a celare. 

Forse un cuore, seppur logoro, l’aveva anche lui. 
E forse, se avessi lottato e ignorato le apparenze, prima o poi lo avrei scoperto.


Non è facile scrivere una recensione quando si è usciti da una lettura di questa portata. Una lettura molto particolare, forte, non sempre digeribile e, a parere mio, molto complicata da scrivere.
Una premessa doverosa per chi si butterà tra le pagine e andrà a conoscere Giada e Vincent: un'adolescente e un uomo adulto.
Una piccola donna e un lupo cattivo.
Due mondi e due anime completamente opposti per forza di cose, ma che in realtà si conoscono da quando Giada era in fasce visto che lui è amico del padre. Il migliore amico del padre.
Giada è appena sbocciata, è una ragazza nel pieno della sua giovinezza. Vincent bazzica in casa della sua famiglia da che lei ha memoria e tra loro c'è sempre stato un forte legame, ma mai lei avrebbe potuto prevedere che un giorno sarebbe diventata la sua preda. Dico “preda” perché è così. Verità nuda e cruda. Giada è grande, sì, ma di certo non abbastanza per comprendere a fondo i desideri e i sentimenti di quell'uomo che fino al giorno prima aveva visto sempre e solo come un amico di famiglia.
I genitori di Giada dovranno occuparsi di un progetto che li porterà fuori città per i fine settimana nei due mesi successivi e saranno proprio loro a chiedere a Vincent di dare un'occhiata alla figlia, visto che abitano a pochi metri. Nessuno avrebbe previsto la portata di quella richiesta.

«Sei insolente e pruriginosa, ecco cosa sei.»
Offesa, incrociai le braccia al petto rintanandomi nell'angolo del divano.
«Pruriginosa? Non ha nemmeno senso quello che dici.»
Fece un sorriso che non ammorbidì lo sguardo posato pesantemente su di me.
«Pruriginosa significa che hai un prurito in corpo e che lo trasmetti a chi ti sta vicino.»”

Giada è una ragazza come tante: piena di sogni, di aspettative, curiosità. Colma di un'ingenuità buona e mai maliziosa, verrà fagocitata dalla personalità e sensualità di Vincent. Lui la farà entrare in contatto con la parte più oscura del desiderio, le farà conoscere i propri limiti e la solleciterà a scavalcarli. Non in modo sempre garbato. La protagonista affronterà tutto questo percorso proibito con l'approccio proprio dei diciotto anni. Giada soffrirà, si accorgerà di essere per un certo senso vittima di qualcosa di davvero immenso, qualcosa di vietato e difficilmente gestibile sia da se stessa, sia dal mondo intero. Come potrà il mondo capire cosa lei prova per lui? Scenderà a patti con la propria vulnerabilità e col proprio istinto. Piangerà, urlerà, si perderà.
Vincent è un fotografo. Non viene descritto come bellissimo, ma attraente, aitante e carismatico. Sa quello che vuole e se lo prende. Lui è dominatore nell'anima e avvicinerà Giada a quel mondo. La lotta interiore del protagonista si percepisce molto bene, infatti cerca di starle lontano ma, una volta ceduto, lui sarà coinvolto totalmente. È un uomo che sa bene a cosa sta andando incontro ma si rifiuta di tornare indietro. Per Giada vale lottare contro tutto e tutti.

Non esprimeva incertezze, ma esclusivamente un'autorità spaventosa, in quella circostanza come in quasi tutto ciò che diceva e faceva nella vita quotidiana. Io non ero al suo livello, non ero lontana nemmeno mille miglia dalla sua esperienza. Che potevo fare? Ubbidii, gli permisi ogni cosa.”

I due personaggi sono veri in maniera spaventosa. Sembra di vivere davvero questa storia, sembra che Giada sia nostra amica e viviamo con lei ogni giorno di tormento. Sospiri, lacrime, dolore, piacere. Un mix devastante di cui è composto tutto il libro. Una di quelle storie che leggi smangiucchiandoti l'unghia perché vuoi andare avanti, vuoi vedere cosa succederà perché sai, temi, attendi tutto quello che immagini accadrà. Ci vuoi arrivare ma non ci vuoi arrivare.
Le parole che voglio usare per descrivere lo stile della Chillon sono due: maestria e coraggio.
La prima perché la scrittura è perfetta, pulita, fluida. Le scene sono descritte senza fronzoli e senza sbrodolature con un sapiente dosaggio di erotismo. Mai troppo e mai poco. È una musica potente che ci guida per tutto il percorso. Percorso che non sempre sarà facile, ma la bravura della scrittrice sta nel rasentare il limite del leggibile senza però mai profanarlo. E la seconda perché per tirare giù una trama simile, condirla di dialoghi studiati magistralmente e concluderla in modo così inaspettato ci vuole tanto coraggio.

Che Dio avesse pietà di me, di lui e dell'enorme pasticcio che avevamo combinato...”

Io non amo gli erotici con dominatore e sottomessa, fruste e punizioni, ma vi garantisco che questo romanzo è creato per tutti i gusti. Certo, l'argomento è scottante, ma va reso omaggio ad Anna Chillon per la bravura con cui l’ha trattato, e cioè con i guanti.
Non lasciatevi scappare un libro così!








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