sabato 10 settembre 2016

Recensione: "I RACCONTI NERI DEL COMMISSARIO BERTÈ" di Emilio Martini.







Genere: Noir
Editore: Corbaccio
Pagine: 100
Prezzo ebook: € 3,99
Uscita: 25 febbraio 2016








Sinossi:


LE INDAGINI DEL COMMISSARIO BERTÉ

La rabbia. Quella quiescente e corrosiva, quella che le menti deviate non riescono a controllare. Cova come brace ardente in donne e uomini all’apparenza normali, e si riaccende improvvisa, liberando il loro istinti repressi e inconfessabili, trasformandoli da vittime in carnefici. La follia esasperata e latente è il tema dei racconti neri, crudi, surreali, eppure possibili scritti dal commissario Gigi Berté: sono il suo tentativo di esorcizzare il male e il suo sinistro fascino, trasformando il reale in creazione letteraria. La metropoli fa da sfondo a queste situazioni impreviste e violente, forse ne è anche la causa scatenante perché non concede sconti agli ingenui, ai deboli e agli alienati. Chiusi nella loro solitudine interiore, i personaggi di Berté scelgono la via del crimine.






“C’è chi lo chiama Diavolo, chi non osa nemmeno nominarlo.
Ma il Male esiste.
E il Nero germoglia anche dentro persone insospettabili.”

Questi racconti noir nascono dall’estro creativo del vicequestore Berté, protagonista dei gialli di Emilio Martini. Valvola di sfogo del commissario durante la soluzione dei casi più difficili, questa raccolta di dodici racconti noir, in alcuni casi al limite dell’horror, racconta storie di ordinaria follia nella metropoli milanese (ma potrebbe trattarsi di qualsiasi altra città italiana).
Protagonisti sono persone comuni: pensionati rassegnati, impiegati stressati, uomini d’affari razzisti, tossici dall’animo poetico. A innescare la violenza in queste storie, a volte al limite del grottesco, abbiamo lo stress della vita quotidiana, la rivalsa verso torti e tradimenti subiti, lo scoprirsi ‘mostri per caso’.
A prima lettura questi racconti potrebbero essere giudicati paradossali ed esagerati, ma purtroppo basta accendere un qualunque telegiornale per capire che a volte la realtà è ancora più cruda.
A fare da cameo in questo strano puzzle di storie troviamo lui, il commissario Berté, con la sua inconfondibile lunga coda di capelli brizzolati.
Lo stile dell’autore è conciso e scorrevole, riesce a mantenere un punto di vista distaccato dalle vicende narrate senza lasciar trapelare alcun giudizio morale. Nonostante la crudezza di alcune scene, la lettura scorre in maniera fluida e si arriva alla fine di ogni storia senza quasi rendersene conto.
Consiglio questa raccolta agli amanti del genere e non solo‚ visto che la ritengo una lettura capaci esorcizzare, con una risata amara, le ansie e l’alienazione che contraddistinguono la nostra attuale società.
Se le premesse sono queste, non vedo l’ora di leggere ‘Il mistero della gazza ladra’ , la prossima indagine del commissario Berté in uscita nei prossimi mesi.





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