giovedì 1 settembre 2016

Recensione: "LA VIA DEL MALE" di Robert Galbraith.


Un messaggio raccapricciante.
Un killer che conosce troppi segreti.



Genere: Thriller
Editore: Salani
Pagine: 603
Prezzo: € 18,60 (cartaceo); € 9,99 (e-book)
Uscita: 9 giugno 2016









Sinossi:

Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L’investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili – e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo...
La via del male è il terzo libro dell’acclamata serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la giovane e determinata Robin Ellacott. Un giallo ingegnoso, con colpi di scena inaspettati, ma anche l’appassionante storia di un uomo e di una donna giunti a un crocevia della loro vita personale e professionale.
Un messaggio raccapricciante, un killer che conosce troppi segreti. Il romanzo che consacra la serie tra i pilastri del thriller internazionale.



La via del male è il terzo libro della serie gialla dedicata a Cormoran Strike, scritta da JK Rowling, famosa autrice di Harry Potter, con lo pseudonimo di Robert Galbraith.
La vena dark e un po’ splatter che caratterizza tutto il romanzo viene evidenziata già all’inizio della vicenda. In una mattina apparentemente come tante altre, uno strano pacco viene consegnato all’agenzia investigativa di Strike, indirizzato alla sua assistente, la sexy nonché efficiente Robin Ellacot. La giovane donna non si stupisce più di tanto. Poiché si sta avvicinando la data del suo matrimonio è convinta che si tratti di una fornitura per allestire la cerimonia, salvo poi rimanere sconvolta quando si decide ad aprire il grosso plico: dentro è contenuta la gamba mozzata di una donna.
Allertata la polizia iniziano le indagini, sotto la direzione del collaborativo detective Wardle . Gli inquirenti si indirizzano subito verso un temibile criminale noto alle forze dell’ordine: “Digger” Malley. Strike in passato, infatti, ha testimoniato contro il gangster facendolo finire agli arresti.
Il nostro Cormoran però non è soddisfatto della piega che hanno preso le indagini ufficiali, che seguono solo la pista del gangster mafioso tralasciando gli altri tre sospettati, tre individui ognuno dei quali ha un motivo o un altro di risentimento nei confronti del detective.
Strike pensa subito che il misfatto sia opera di Jeff Whittaker, musicista drogato e suo crudele patrigno. Ad alimentare i suoi sospetti, oltre al risentimento verso l’uomo maturato fin dall’infanzia, è il biglietto ritrovato nel pacco insieme al suo macabro contenuto che riporta le parole di una canzone, la stessa che la mamma del detective aveva tatuate a livello dell’inguine. Anche la morte della madre di Strike, ufficialmente per overdose, è probabilmente dovuta a Whittaker, che non ha mai nascosto la sua ammirazione verso la personificazione del male, Charles Manson.
Gli altri sospettati sono Donald Laing, che fu accusato da Cormoran quando faceva parte della polizia militare: l’uomo, infatti, aveva percosso la moglie a sangue portandola in fin di vita, oltre ad altri atti di stupro per i quali è sempre stato scagionato. Infine Noel Brockbank, anche lui ex militare nonché pedofilo incallito, e pure lui scagionato nonostante le accuse della sua figliastra. Strike infatti teme che la gamba possa essere proprio della suddetta ragazza, verso la quale si sente in colpa per non essere riuscito a far condannare il patrigno.

Mentre passava accanto a uno spettacolare viadotto sulla sua destra, pensava agli psicopatici, a com’era possibile trovarne ovunque, non soltanto in caseggiati fatiscenti, nei bassifondi e negli squat, ma anche lì, in quel luogo di serena bellezza.

Insomma un quadro niente male!
Se poi aggiungiamo che per le strade di Londra si aggira un pericoloso serial killer che sembra voler emulare le imprese di Jack Lo Squartatore e che segue passo passo la determinata Robin, che a sua volta è entrata in crisi col futuro marito, geloso del rapporto che la ragazza ha con Strike, direi che non ci manca proprio niente. Inutile dire che Srike e Robin inizieranno le loro personali indagini mettendo a repentaglio la loro collaborazione, il futuro della stessa agenzia. E soprattutto l’incolumità di Robin.

Il piano non le si affacciò alla mente come la rivelazione di Strike fuori dell’ospedale, con la forza inebriante di una fiamma. Crebbe lentamente, oscuro e pericoloso, generato dall’insopportabile passività forzata della settimana precedente e dalla fredda rabbia per l’ostinato rifiuto di Strike. Strike, l’amico, era passato nelle file avversarie. Era un ex pugile alto un metro e novanta. Non avrebbe mai saputo cosa significasse sentirsi piccoli, deboli e inermi. Non avrebbe mai capito come uno stupro potesse cambiare la percezione che hai del tuo corpo, farti sentire una nullità, una cosa, un pezzo di carne da fottere.

Che dire di questo romanzo? Dopo aver letto una serie di thriller abbastanza ‘blandi’ questo si è manifestato con la potenza di una grossa scarica di adrenalina, mettendo in luce temi anche delicati e difficili da affrontare come l’abuso fisico e psicologico sui minori, la violenza sulle donne, lo stupro. Oltre a queste delicatezze fa la sua comparsa un tema che ancora non avevo riscontrato da altre parti ovvero l’acrotomofilia, l’attrazione sessuale morbosa verso individui amputati (Cormoran stesso ha perso una gamba durante una missione in Afganistan).
Ammetto che non avevo ancora letto niente della Rowling, rimandando la lettura del ‘maghetto’ sempre più avanti nella lista infinita dei libri da leggere, e devo dire che si è rivelata all’altezza degli scrittori di thriller più esperti e affermati. L’intreccio è impeccabile e ogni filo piano piano andrà al suo posto, componendo un quadro d’insieme perfetto e ben congegnato e il colpevole sarà forse quello più scontato, anche se alla fine tutti a modo loro sono dei colpevoli. La cosa che mi ha intrigato di più sono state le caratteristiche dei personaggi e il loro ambiguo e particolarissimo rapporto. Strike, così diverso dai protagonisti belloni e palestrati a cui queste letture ci hanno abituate, ma ricco di un fascino e una complessità caratteriale fuori dal comune. Robin, della quale scopriamo ferite (forse mai completamente rimarginate) relative al suo passato, che ce la fanno apprezzare ancora di più e ci fanno capire le radici della sua dedizione al lavoro e del suo bisogno di aiutare le persone più deboli e indifese.

Nei sonnellini che riusciva a fare di giorno e di notte, tornava a sentire le grosse braccia dell’aggressore che la stringevano e il suo respiro nell’orecchio. A volte gli occhi che non aveva visto diventavano quelli di chi l’aveva stuprata a diciannove anni. Chiari, una pupilla fissa. Dietro il passamontagna nero e la maschera da gorilla, le figure da incubo si fondevano, si trasformavano e ingigantivano occupandole la mente giorno e notte.

Lo consiglio sicuramente a chi ama il genere, a chi ama le storie complesse, articolate, ma ben scritte sia dal punto di vista dell’azione che della psicologia dei personaggi, e soprattutto non teme la vista del sangue!






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