mercoledì 14 settembre 2016

Recensione: "L'AUTUNNO NEL CUORE" di Alex Kidwell.






Genere: M/M
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 200
Prezzo: € 4.99 (e-book); € 12.00
Uscita: 25 Marzo 2016








Sinossi:
Dopo che il cancro gli ha strappato il compagno con cui viveva da dieci anni, Quinn O’Malley si è allontanato da tutto e tutti. In un unico, tragico momento è passato dall’essere un promettente artista con un partner affettuoso a proprietario di un negozio di fumetti che si barcamena tra il lavoro e una vita che a malapena può essere definita tale. Si nasconde dietro un muro di dolore, rifiutando di lasciar andare Aaron e sentendosi in colpa anche solo a immaginare di vivere una vita diversa da quella che aveva con lui.
L’affascinate party planner con cui la sua migliore amica lo costringe a uscire per un appuntamento al buio rappresenta qualcosa per cui Quinn non è assolutamente pronto, ma Brady Banner entra lo stesso nel suo piccolo mondo congelato e lo stravolge. Per anni, Quinn si è concentrato solo sulla conclusione, ma via via che Brady comincia a sciogliere il ghiaccio che avvolgeva la sua esistenza, capisce che un momento può fare più che porre fine a una vita: può farne cominciare una nuova.




Ci sono libri che ti restano dentro per le migliaia di sensazioni che sono in grado di regalarti e L’autunno nel cuore è decisamente uno di questi.
Non pensate che sia un libro che vuole strappare le lacrime a tutti i costi. Esse scenderanno spontanee perché la situazione, i sentimenti di Quinn, il suo dolore sono reali, palpabili.
«Cancro.» Una parola talmente piccola e insignificante. Troppo breve, troppo semplice per riuscire a spiegare tutto ciò che era successo. Per racchiudere in sé l’orrore di vedere quel gigante dai capelli rossi e un sorriso capace di accendere le stelle trasformarsi in uno scheletro. Per spiegare che la stessa persona che una volta aveva portato in classe uno spadone e l’aveva agitato con un sorriso invasato mentre illustrava la Guerra delle due rose, che percorreva i sentieri di montagna come se non ci fosse distanza alcuna tra sé e i suoi antenati vichinghi, che aveva tenuto delicatamente in mano quel gattino miagolante e mezzo morto di fame, era stata uccisa lentamente, un pezzo alla volta. Che era morta un po’ ogni giorno, per mancanza di nutrimento e piaghe e debolezza. Che l’uomo che mi aveva baciato con passione, che mi aveva toccato e portato alla vita, che poteva eccitarmi con uno sguardo, l’uomo col quale avrei dovuto invecchiare, mi era stato rubato.
Quinn ha perso interesse per qualunque cosa, trascina la sua vita giorno per giorno senza entusiasmo , senza voglia di vivere, con Aaron è morto anche lui.
Bloccato in una vita senza futuro Quinn rivive i suoi dieci anni di vita con Aaron come in un loop infinito.
«Ma non ci sarai più, vero?» La mia voce si incrinò e serrai gli occhi sull’ondata improvvisa e angosciante di sofferenza che mi chiuse la gola e mi fece girare la testa. «Dio, tu non sei neppure qui. Tu sei là, in quel letto dove ti ho perso. Sei ancora lì, da due anni, e io non posso più tornare indietro. Non potrò mai più raggiungerti.»
Dall’attimo della morte di Aaron rifiuta di tornare a vivere come se farlo volesse tradire se stesso e il suo amore perduto
Mi aveva amato fino al suo ultimo respiro. Le nostre ultime parole erano state quelle, esattamente quelle, sussurrate tra le lacrime e con una forza disperata prima dell’ultimo rantolo di vita.
Ti amo, cuore mio.
Ti amo anch’io, amore.
E poi più nulla. Mi aveva amato con la sua ultima scintilla di forza e io l’avevo amato con tutto ciò che potevo. Ora però non poteva più amarmi. O, piuttosto, l’amore che nutriva per me non era del tipo che poteva essere sentito, visto o vissuto. Non costruiva una vita.
Costretto ad un appuntamento al buio, vede entrare nella sua vita prepotentemente Brady.
Brady è un personaggio fantastico. Dolce e sensibile, ma deciso a risvegliare Quinn dalla sua “morte”, lo aspetta, lo circonda di emozioni , presente ma mai invadente, lasciandogli tutto il tempo necessario per accettarlo, per superare quel senso di colpa che gli attanaglia il cuore. Tornare a vivere, tornare ad amare per Quinn equivale a tradire il suo amore, non rendendosi conto che Aaron sarà sempre lì nel profondo del suo cuore.
«Mi manca,» bisbigliai con voce rotta. «Ogni secondo, come se urlassi per tutto il tempo, incapace di smettere. E mi viene voglia di fermare la gente per strada e chiedere loro perché non mi sentono. Perché continuano a divertirsi, a ridere, a mangiare, bere e vivere quando lui non potrà mai più fare nessuna di quelle cose. Come posso essere felice senza di lui? Come potrà qualcosa avere mai più senso?» I miei occhi si posarono nei suoi, su quegli abissi incredibilmente affascinanti, ora così gentili e confusi. Glielo si leggeva chiaramente in faccia che stava cercando le parole, ma di parole non ce n’erano.
«E poi bacio te.» Mi avvicinai di un passo, la sua tenera fermezza che mi attirava come una calamita. «Ti bacio e non sento più la sua mancanza. Ti bacio e non mi sento più sperduto nel mondo della desolazione. Non sono più intriso di dolore e tristezza e rimpianto. Io… sono e basta. Riesco a respirare.»
Il senso di colpa si fa soverchiante, accettare che Aaron non ci sia più quasi impossibile
«Prima di incontrare te non m’importava di nulla. Ero insensibile, capisci? Ero chiuso nel mio lutto e mi andava bene. Ma poi sei arrivato tu e io ho cominciato a desiderare.»
«E che c’è di male?» Agonia nella sua voce, trattenuta e appena percepibile. «Cristo santo, Quinn, perché non vuoi ascoltarmi?»
«Perché lui se n’è andato!» Perché era tanto difficile capirlo? Avrebbe dovuto essere l’equazione più semplice al mondo: c’eravamo io e Aaron. Se toglievi lui, restavo solo io. Dovevo restare solo io.
Brady emise un grugnito di frustrazione. «Ma tu sei ancora qui! Maledizione, Quinn, nessuno…» Mi afferrò le braccia, chinandosi per guardarmi dritto negli occhi. Costringendomi a vedere, come faceva lui, a guardare, a trovare una connessione. «Nessuno ti dice che devi dimenticarlo. Ma se smetti di vivere, allora che senso ha continuare a respirare?»
Brady non si arrende, lui non è il cavaliere con l’armatura scintillante con cui Quinn era solito raffigurare Aaron nei suoi disegni. Lui è speranza, è luce, è il dio Sole e con il suo calore riuscirà a sciogliere quel muro di ghiaccio .
Volevo. Volevo cose e luoghi in cui Aaron non era mai stato. Volevo persone che lui non aveva mai conosciuto. C’erano storie in me che lui non aveva mai sentito. Faceva male, sì. Brady era nel mio letto, in quello stesso letto su cui Aaron non aveva mai giaciuto, ed era qualcosa di nuovo e bellissimo, spaventoso e triste. Non c’era più solo il dolore, ma qualcosa che trascendeva anche ciò che ero stato un tempo.
Lo amavo. Non come avevo amato Aaron, ma neanche di meno. Era l’amore di Brady, riservato a lui, così come l’amore di Aaron apparteneva solo ad Aaron. Li portavo entrambi nel cuore, mi accompagnavano ad ogni respiro, e quella consapevolezza non mi lacerava.
Ero triste, sì. Forse lo sarei sempre stato un po’. Ma ero più grande del dolore.
Cosa aggiungere, sono le citazioni stesse che parlano attraverso la poesia dei sentimenti, la ricchezza delle immagini. Non abbiate paura di leggerlo, è uno dei libri che farà parte della vostra vita per sempre, perché vi avrà rubato un angolo di cuore.







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