martedì 25 ottobre 2016

L'Angolo di Matesi: "A PROPOSITO DI EROTICI"



 
 Sono necessarie delle sottocategorie anche per l'erotico? Per la nostra Matesi urge una più attenta classificazione. Per voi?

Gli erotici sono ormai molto frequenti nel rosa, anzi al momento sembrano essere il settore commercialmente più fortunato, in contemporanea o in simbiosi con i new adult. Forse proprio per questo al loro interno si sono creati vari filoni o tipologie.
Scartiamo a priori il dark, dal momento che personalmente ho orrore del genere o di quello che penso sia, dal momento che non ne ho mai letto (né ho intenzione di leggerne) nemmeno uno. Aggiungiamo che gli erotici mi piacciono, magari presi in dosi non eccessive, anzi trent’anni fa ero fra quelle lettrici che in risposta ai questionari harlequin chiedevano più sesso nel rosa. Del resto mica potevamo rimanere ai Delly di inizio novecento, dove perfino i coniugi non si scambiavano neppure un semplice bacio sulla bocca! Come facessero poi a produrre pupetti restava un mistero!
Però ultimamente mi capita sempre più spesso di venire avvertita dalle autrici che un certo romanzo è un erotico. All’inizio rimanevo perplessa e pensavo mi ritenessero una puritana, mentre a me pare di aver fatto molti progressi rispetto a quand’ero ragazza e lessi ad esempio L’amante di lady Chatterley. Ero al liceo e ce ne aveva accennato il nostro professore di italiano con parole di disprezzo verso i critici che lo avevano bollato per le scene di sesso, come se non ci fosse altro. Lo lessi, ovviamente prestato da una compagna (figurarsi se a casa mia poteva essere acquistato un romanzo simile!), e insieme fermammo nel corridoio il nostro insegnante contestando il suo giudizio: oltre al sesso non c’era altro in Lawrence, affermammo categoriche e scandalizzate. Rammento che lui ci invitò a rileggerlo dopo un po’ di tempo, ma oggi immagino che in quel momento pensò di aver sbagliato a segnalarlo, dal momento che almeno noi ragazze, evidentemente, non eravamo pronte.
Allo stesso modo oggi penso di essere rimasta indietro rispetto al presente. Ad esempio a proposito di Uptown girl la Poggi per la verità mi aveva correttamente avvertito che il libro non era per me, ma io avevo pensato che alludesse al numero e alla temperatura delle scene di sesso. Invece si trattava di una vicenda almeno per metà sadomaso e, quando arrivai ad un certo tipo di piercing alla Histoire d’O, cominciai a salticchiare capoversi e pagine, prima di arrivare all’ormai noto colpo di scena. Per cui non mi sono sentita in diritto di recensire il romanzo, sia pur senza dubbio interessante e per il genere notevole.
Qualcosa di simile mi è successo per Rehab di Calvano e Hunt. Quanto a Ménage della Holly, o come si chiama in italiano, non l’ho neanche comprato: mi sono bastati riassunti e notizie presenti sul web per fuggire via lontano. Ho letto per intero invece, e quindi recensito, Questo amore così violento di Isabella Greco, cioè della premiata ditta Flumeri-Giacometti, ma certo non continuerò la serie: alla fine ero già angosciata per gli sviluppi di trama che venivano preannunciati.
Tutto questo discorso vuol suggerire che forse sarebbe il caso di distinguere fra i vari filoni dell’erotico. Una lettrice rosa di massima si aspetta in questo settore una grande passione, che sia o diventi nel corso delle pagine un grande amore. Un grande amore di coppia. Insomma quello che molte fra noi (o addirittura la maggior parte) non hanno incontrato mai nella vita reale. Personalmente ho ricevuto l’educazione morale che conoscete, ma, anche se andiamo a vedere in Amori e furori della Laurenzi la storia delle più celebri coppie trasgressive del Novecento, possiamo constatare che neppure loro sembrano aver realizzato il sogno rosa della grande passione. Anzi chi ha sperimentato ménage, orge e perversioni varie (scusate se uso questo termine) non parrebbe aver mai trovato una vera felicità.
Intendiamoci, non intendo insegnare a nessuno come deve o può amare. Solo che non desidero trovarmi a leggere un romanzo che personalmente mi disgusti o mi faccia tremare o anche solo mi metta a disagio, inseguendo la chimera dell’erotismo assoluto. Quindi urge inventare una classificazione che guidi l’acquirente media. Ma che però non so quale potrebbe essere. Certo l’avvertenza usuale “lettura adatta ad un pubblico adulto” non è sufficiente, visto che la si applica anche a vicende rigorosamente di coppia dove semplicemente si fa molto sesso appassionato.
Insomma penso che si dovrebbe indicare sistematicamente se ci sono rapporti BDSM, ménage, orge o certe altre “varianti”, per me addirittura stomachevoli e che quindi non elenco. Ma immagino abbiate capito.
Infine un’ultima raccomandazione. Gli erotici non possono essere verosimili nel senso
stretto della parola: basta pensare all’efficienza sessuale, davvero sovrumana, dei protagonisti maschili al punto di far venire complessi di inferiorità anche agli sciupafemmine e ai latin lover e taccio sulle reazioni, diciamo, ’entusiaste’ delle figure femminili. Ma che di questi tempi una persona adulta, dedita a rapporti promiscui, non usi preservativi e in qualche caso (vi garantisco che non sto esagerando) neppure metodi contraccettivi, come succede in molti romanzi di tal genere, mi pare un incoraggiamento a delinquere. Mi auguro che almeno in questo campo non ci sia corrispondenza con la realtà. A parte certi casi estremi registrati dalla cronaca nera. Personalmente, avendo una concezione sempre un po’ pedagogica della letteratura, ritengo dovere delle scrittrici di erotici dimostrare che si può trasgredire o anche semplicemente fare buon sesso senza mettere a rischio la propria salute e soprattutto quella altrui.


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3 commenti:

  1. Mi trovo d' accordo con te. Non sono una che giudica ma alcune scene sado. o simili x me sono esagerate e non rientrano nel romance.

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  2. grazie per le tue annotazoni, Matesi, come sempre un ottimo spunto di riflessione

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  3. Anch'io mi trovo d'accordo con te, Matesi. Non amo il sadomaso, il bondage ecc, ecc. E non mi ritengo arretrata, anche se non sono più tanto giovane. Semplicemente, certe pratiche mi disgustano. Quello che mi infastidisce è che alcuni autori facciano passare questa roba come 'rosa'. Io stessa ho fatto un errore acquistando un libro simile, abbandonato dopo poche pagine. Da quello che sento, sembra che tre quarti della popolazione mondiale sia dedita a certe pratiche. Non è vero! Deduco, quindi, che sia solo una questione commerciale.
    Miriam Formenti

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