sabato 15 ottobre 2016

Recensione: "LA GRANDE MENZOGNA" di Antonella Sacco.






Genere: Noir
Editore: Self Publishing
Pagine: 157
Prezzo: € 2.99 (e-book)
Uscita: 27 gennaio 2015









Sinossi:

Hank, cameriere in un bar di periferia, vorrebbe cambiare vita ma non sa come fare. 
Un giorno un cliente muore quasi sotto i suoi occhi e quando Hank scopre che nascondeva un importante segreto cerca di sfruttarlo a suo vantaggio per ottenere la ricchezza che sogna e conquistare la ragazza di cui è innamorato. Ma tutto ha un prezzo: Hank è disposto a pagarlo?

Una storia nella storia, un romanzo dai connotati "noir" che parla di scrittura e scrittori, successo e amore, sotto un velo di ambiguità e di mistero.



Lasciatemelo dire. Un libro diverso che mi è piaciuto un sacco. Una storia nella storia della storia. Una scrittura fluida e corretta. Un messaggio velato, ma poi non molto tra le righe di questa narrazione alternativa.
Ho amato questo libro e lo stile dell'autrice che conosco solo ora.
Avevo bisogno di un romanzo così e lui mi ha chiamata a sé.
Primo colpo d'occhio: la cover, meravigliosa.
Secondo punto a favore: la sinossi, per me, assai intrigante.
Terzo punto messo a segno e che decreta la vittoria: la storia.
Hank è un barista insoddisfatto e squattrinato che per puro caso deve fare i conti con la morte di un cliente durante il suo turno di lavoro.
Conosce Sara e se ne innamora.
Trova dei quaderni su cui sta scritta l’intera vicenda dell'uomo morto. Una storia al limite della fantasia, ma che sembra reale: uno scrittore morto, sciacalli, soldi, speranza e paura.
Sembra essere la brama di successo e di soldi il perno della vicenda che ha mosso le pedine della vita di Hank, di Tancredi e di Savander, ma forse è stata l'impotenza di agire, la mancanza di coraggio o la totale incapacità di decidere come guidare la propria esistenza:
un amore non perseguibile e fasullo, una passione da nascondere, un'insoddisfazione che non trova pace né conforto nelle menzogne.
Il cerchio dovrebbe chiudersi, ma proprio come avviene nella vita di tutti i giorni, le vere decisioni vengono soppiantate da prese di posizione menzognere che reiterano comportamenti al limite dell'umanità e per cosa?
Un pugno di mosche.
Un vuoto che non può essere colmato ed una solitudine pericolosa.
E allora dobbiamo dirla la verità? Ma la ricordiamo? Ma è reale? Cosa è giusto, cosa è sbagliato e perché?
Cosa fa star bene? I soldi, l'amore, la fama...Tutto si confonde: narrazione, finzione, vita, storie, donne uomini.
Un libro che lascia molti punti interrogativi, ma che fa riflettere, fa cogliere in pieno la debolezza umana e la presunzione del più forte. Siamo tutti bravi a giudicare dal di fuori, ma è proprio quando siamo immersi fino al collo in ciò che abbiamo giudicato che le situazioni si contorcono e si ribaltano, i confini si fanno sottili e le decisioni non ben ponderate.
Complimenti all'autrice per questo gioiellino che conserverò nel cuore.








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