martedì 11 ottobre 2016

Recensione: "LA RAGAZZA DELLE FRAGOLE" di Lisa Stromme.







Traduttore: Silvia Castoldi
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Giunti
Collana: A
Pagine:
 320
Prezzo: € 14,00 (cartaceo)
Uscita: 25 maggio 2016






Sinossi:

Norvegia, 1893. Nel pittoresco villaggio di Åsgårdstrand, che si affaccia sui fiordi del Mare del Nord, a qualche chilometro da Oslo, molti artisti trascorrono le vacanze estive. A pochi passi dal mare c’è anche la piccola casa di Edvard Munch, il pittore “malato” che la comunità locale guarda con grande sospetto. Nonostante il divieto di rivolgergli la parola e di contemplare le sue tele, la piccola Johanne non resiste, e ogni volta che viene mandata a raccogliere le fragole da vendere ai turisti, si intrattiene con il giovane artista. È proprio la pittura e il mondo dell’arte ad affascinarla e Munch sembra l’unico ad averlo intuito e a incoraggiarla in quella direzione. L’estate di libertà di Johanne finisce però quando sua madre la manda a servizio da una delle famiglie più in vista del luogo, per tenere compagnia a Tullik, una ragazza di qualche anno più grande di lei. Ed è così che Johanne sarà testimone di un evento sconcertante: tra Tullik e Munch scoppia una passione febbrile e pericolosa. Un sentimento tanto impetuoso quanto osteggiato che sconvolgerà la vita delle due ragazze fino a mettere in pericolo le stesse opere di Munch.

Liberamente ispirato a un episodio poco noto della vita dell’artista, "La ragazza delle fragole" è un romanzo appassionante, suggestivo e pieno di romanticismo nella sua forma più coinvolgente e travagliata.






Questo libro è quasi magico. Una storia particolare, con un’ambientazione di altri tempi. Una ragazza dalle umili origini e due pittori in un paesino quasi incantato. Da un lato, un pittore osannato, dall’altro lato invece, un artista definito “Peccatore”, colui che riporta il male in città, colpevolizzato per i suoi quadri che sono considerati peccaminosi. Johanne nel frattempo, al di là del pensiero che si è fatta la madre, è “impegnata” in una fase di corteggiamento serrato compiuto da un giovane a lei molto vicino.
Lei non sapeva cosa mi avesse dato quell’uomo, ignorava le conversazioni che avevo avuto con lui, i nostri incontri nella foresta.”
Per evitare che Johanne corra per “ strada” per tutta l’estate, i due genitori, decidono di trovarle un lavoro, ossia quello di essere al servizio (come domestica), di un ammiraglio e della sua famiglia. Una storia affascinante, che coinvolge e trasporta in mondi lontani.
La stanza nella mia testa era l’unico luogo della mia vita che seguisse le regole della mamma, perché era ariosa, luminosa e ordinata. Quando non vagavo per la foresta, dove la mia mente era libera di vagabondare con me, raccoglievo i pensieri che accendevano la mia curiosità …”.
La trama parte in sordina, direi che per le prime pagine, lascia persino un poco delusi, ma poi, con il procedere della vicenda; il romanzo si tramuta velocemente in una storia sorprendente, particolare, quasi una chiave lettura originale sul reale significato dei quadri di Munch.
Il corteggiamento di Thomas, inoltre, nella sua ingenuità mi ha davvero divertito.
Un libro dunque diverso, ma particolarmente intrigante. Un inno alla figura di Munch, uno dei maggiori artisti norvegesi; un racconto elegante della nascita e dell’evoluzione della sua persona e della sua abilità di artista.
Un racconto che passa attraverso figure di umili origini quali, ad esempio, la giovane e ignara Johanne. Consigliato a chi è alla ricerca di qualcosa di stravagante e molto ricercato.









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