sabato 15 ottobre 2016

Recensione: "NON È LA FINE DEL MONDO" di Alessia Gazzola.







Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Feltrinelli
Pagine: 186
Prezzo: € 15,00 (cartaceo) - € 9,99 (ebook)
Uscita: 26 maggio 2016







Sinossi:

Emma De Tessent. Eterna stagista, trentenne, carina, di buona famiglia, brillante negli studi, salda nei valori (quasi sempre).
Residenza: Roma. Per il momento – ma solo per il momento – insieme alla madre, rea di aver chiamato le figlie (Emma e Arabella) come le protagoniste di un romanzo Regency nella convinzione che avere nomi romantici sarebbe stato un punto di forza per loro (per essere sfottute, senz’altro).
Cosa non le piace: il chiasso. Le diete. La mondanità. Il rumore dell’aspirapolvere. La maleducazione.
La sua idea di felicità: bufera con folate di vento ululanti. Una candela, un divano e un plaid. Un romanzo rosa un po’ spinto, rigorosamente ambientato in epoca Regency. Un pacco di biscotti – vanno tutti bene, purché basti guardarli per dichiarare guerra alle coronarie. 
Sogni proibiti: il villino con il glicine dove si rifugia sempre quando si sente giù. Un uomo che non può (non deve!) avere. Un contratto a tempo indeterminato.
A salvarla dallo stereotipo della zitella, solo l’allergia ai gatti. 
Il giorno in cui la società di produzione cinematografica per cui lavora non le rinnova il contratto, Emma si sente davvero come una delle eroine romantiche dei suoi romanzi: sola, a lottare contro la sorte avversa e la fine del mondo.
Avvilita e depressa, dopo molti colloqui fallimentari trova rifugio in un negozio di vestiti per bambini, dove finisce per essere presa come assistente. E così tutto cambia.
Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista. 
Deve tornare a inseguire il suo sogno oppure restare dov’è, in quel piccolo paradiso di tulle e colori pastello? E perché il famoso scrittore che aveva a lungo cercato di convincere a cederle i diritti di trasposizione cinematografica per il suo romanzo si è infine deciso a farlo? E cosa vuole da lei quell’affascinante produttore che per qualche ragione continua a ronzare intorno al negozio dove lavora?





Questo romanzo mi ha divertito moltissimo. La storia personale di Emma con le sue mille vicissitudini, mi ha ricordato quella che molte di noi avranno sicuramente attraversato nel corso della propria esistenza. Nello specifico, faccio riferimento alla condizione di stagista. Pittoresca anche la sua famiglia, a partire dalla sorella Arabella. Nomi che sembrano uscite da un romanzo regency, giacché la madre ha sposato un nobile inglese fatuo ed incantevole come un principe delle fiabe. La sorella è sposata con un architetto, che la riempie di corna, e ha dei figli che sono l’amore della vita della zia Emma.
Deliziosa la parte in cui la protagonista elenca i piccoli piaceri della stagista tenace. Con la sua professione Emma ha imparato a ingoiare tanti rospi che ormai si sente tutto “un gracidio” (il suo impiego è all’intero di una società del settore di diritti cinematografici e televisivi).
Le mille traversie della vita la porteranno ad affrontare una parentesi (che ho letteralmente adorato) da “sartina di fortuna” in una deliziosa merceria di proprietà di una dolce signora che diverrà una figura fondamentale nella vita di Emma.
La scelta giusta è sempre quella che trasmette gioia al solo pensarci”.
Leggendo questo libro capirete, così come è accaduto a me, che la nostra esistenza, per quanto spesso possa essere noiosa, in realtà tende a celare sempre delle emozioni inaspettate. In tali momenti occorre scegliere sempre per noi stessi. Emma vi farà comprendere che le “ cose “ possono essere cambiate solo da noi!
Solo la morte, inoltre, rende impossibile la possibilità di compiere un passo indietro: possiamo e dobbiamo sempre migliorare e cambiare le cose.
Sarete rapiti da questo romanzo. Mi è piaciuto moltissimo anche lo stile semplice, ma diretto dell’autrice. A un certo punto, vi parrà di essere seduti con Emma sulla panchina del villino dei glicini.
E. resto, il valore della felicità è insito proprio nella caducità. Se durasse anche solo quell’attimo in più, ci abitueremmo, e non sapremmo più come riconoscerla. E che gran perdita sarebbe!”.
Lasciatemi infine spendere qualche parola in onore dell’autrice di cui avevo sentito parecchio parlare, ma della quale non avevo ancora letto nulla nel dettaglio.
I suoi libri, tra cui, il famosissimo “ L’allieva”, sono tradotti in Germania, Francia, Spagna, Turchia, Polonia, Serbia e Giappone. Dai primi tre romanzi che le appartengono, ho scoperto che Endemol e RAI1 hanno realizzato addirittura una fiction televisiva con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi.
Insomma, un talento da non lasciarsi sfuggire, anche solo per pura curiosità.









1 commento:

  1. Lo ho comprato il mese scorso, non vedo l'ora di leggerlo!

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